Libri della settimana

di redazione | Chiose
Condividi su

Questa settimana la Redazione della Dante consiglia la lettura di:

Umana farsaSchermata 2021 06 23 alle 08.59.35

Versi in terza rima nel parco
di Maurizio Mazzurco
edizioni Progetto Cultura

dalla prefazione dell’autore:
Scrivo poesie da cinquant’anni, ma con Gabbia no per la prima volta ho incontrato direttamente la metrica classica. Mentre curavo Gabbia no, mi è sorta quella che si suole chiamare un’ispirazione, l’idea di affrontare da solo una prova che, da neofita, mi è apparsa subito appassionante e sfidante: comporre tutta un’opera in terza rima. Dante ha scritto una Comedia, che Boccaccio ha chiamato Divina; io potrei scrivere giusto una farsa, tutt’altro che divina, tutt’al più umana. Il Sommo, soddisfacendo in un incipit da grande giornalista alla regola delle cinque W, si situa in una selva, a metà della sua vita, avendo smarrito la diritta via; io vado al parco, ai tre quarti della mia vita, a prendere aria, a pensare. Poi da verso nasce verso, da idea nasce idea: la pandemia che costituisce il contesto temporale e umorale, il ricordo del luogo natio, i primi bilanci di vita, sono solo alcuni dei temi. Il sopraggiungere della ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Dante mi ha dato ulteriore motivazione.
Dante, padre della lingua e della poesia italiana, scelse e plasmò il volgare, una lingua insieme ricca e densa, bassa ma capace di salire dall’Inferno fino all’indicibile del Paradiso. Mentre lavoravo a Umana farsa mi convincevo che la sua metrica è capace ancora oggi di esprimere temi e sentire contemporanei. Seppure confinata nella gabbia della terza rima, la lingua dei miei versi la riconosco e la sento ancora mia, non artefatta ma viva, vicina alla mia quotidianità e al mio carattere.

Gabbia NoSchermata 2021 06 23 alle 08.59.48

Poemetto collettivo in terza rima
a cura di Fabio Sebastiani, Luciana Raggi e Maurizio Mazzurco
edizioni Progetto Cultura

dalla prefazione di Dante Maffia:
Alla fine dell’inverno e nei primi giorni della quarantena sono stato piacevolmente coinvolto nel progetto di Gabbia no, poesia anti-covid. E il primo piacere che ho sperimentato è stato essere costretto a studiare, per entrare nella tecnica della terza rima. Poi c’è stato il godimento di lavorare con due amici, Luciana e Fabio, a un progetto condiviso; ci siamo bene integrati a vicenda, l’effervescenza creativa di Fabio, che ha avuto l’idea, la fine sensibilità di Luciana e il mio (relativo) raziocinio, che Fabio nella nota introduttiva chiama saggezza. Fra l’altro è la prima volta, e alla mia età non più verde mi fa un po’ impressione, che il mio nome figura anche dall’altra parte del libro, cioè dalla parte dell’introduzione.

Poi c’è stata la (gratificante) fatica di gestire un lavoro collettivo, dove abbiamo dovuto non solo mettere insieme il lavoro di tante teste e tanti caratteri, ma anche richiamarle al rispetto delle regole e all’armonizzazione dei vari contributi concatenati fra loro, dal momento che ogni poeta cedeva la rima al successivo. La raccolta delle prime terzine è stata forse un po’ dura, i versi sembravano camminare con un po’ di fatica, il meccanismo non era ancora ben oliato. Poi, man mano siamo andati sempre più spediti e abbiamo percepito che stava prendendo forma qualcosa di abbastanza compiuto, caratterizzato e interessante. E il finale è stato il degno coronamento di una sorprendente condivisione distanziata, con il cameo, che ci onora, di Dante Maffia e il regalo della sua gustosissima prefazione in terzine.

Condividi su

Leggi articolo precedente

Commenti: “Libri della settimana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

uno × 1 =