Intisar, una bella storia da Gaza

di redazione | Chiose
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Correva l’anno 2010 quando la piccola Intisar da Gaza arrivò a Roma per la prima volta, attraverso il valico di Erez. Aveva 5 anni ed un vasto epatoblastoma (cancro al fegato). Dopo le prime cure chemioterapiche al Policlinico Umberto I e dopo otto mesi di permanenza nella Capitale le arrivò il fegato compatibile. Il trapianto avvenne presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù ad opera del Prof. De Ville, ma dopo qualche mese un nuovo cancro comparve sul fegato trapiantato. Il personale medico a quel punto non aveva più speranze. La bimba venne sottoposta ad un nuovo intervento di rimozione delle cellule tumorali. Ebbe una lunga convalescenza in Italia, assieme alla famiglia e guarì.

L’anno seguente tornò a Roma in gravi condizioni, con le vie biliari bucate a causa di una biopsia mal eseguita ed un’ernia diaframmatica, pesava solo 18 Kg per 1 metro e 30 di altezza ma i medici escludevano la possibilità di operarla con quel corpicino debilitato. Due settimane più tardi subì 8 ore di intervento, sempre presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e fu salvata. Da allora è tornata a Roma quasi ogni anno per i rituali controlli medici post-trapianto.

Benedetta Paravia, portavoce della Onlus ANGELS (Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà) che per tutti questi anni si è fatta carico delle spese della bambina e dei familiari, commentata così: “Questa piccola di nome Intisar, che significa Vittoria, deve la vita alla solidarietà creatasi oltre i conflitti della politica. Tengo a ricordare l’intervento dell’allora Ministro degli Esteri Franco Frattini, che ci consentì di ricevere al Cerimoniale di Stato la bimba in poche ore e ringraziare le autorità israeliane che per anni aprirono Erez, la Comunità Ebraica Romana che nel tempo attivò alcune donazioni assieme alla Signora Eleonora Sermoneta, che purtroppo non è più tra noi. Ringrazio la Professoressa Anna Clerico del Reparto Oncologia Pediatrica del Policlinico Umberto I che inizialmente accolse la bambina, il Consolato Italiano in Gerusalemme per la collaborazione costante e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, eccellenza mondiale per le cure dei più giovani” – conclude Paravia.

Intanto la piccola Intisar da Gaza ha mandato un video di ringraziamento in lingua italiana (vedi video a seguire) all’Italia ma questa volta per arrivare a Roma – per i consueti controlli medici – passerà per Rafah, attraverso l’Egitto. Erez per lei, infatti, non apre più.

Proseguono dunque le attività della onlus A.N.G.E.L.S. che si riferisce agli obiettivi di tutela della Convenzione Internazionale sui Diritti per l’Infanzia ed è dedicata alla memoria di tutte le giovani vittime della guerra. La sua nascita, nel 2008, s’inquadra nel decennio 2001–2010 istituito dalle Nazioni Unite per favorire la cultura della non violenza e della pace a tutela dei minori. Per info www.loveangels.it

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