L’Italia riapre il sipario… anche a teatro

di redazione | Libri
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È uscito il terzo Quaderno della raccolta di Albeggi Edizioni dedicata all’Italia post Covid-19 “Riaprire i sipari. Rilanciare il settore della cultura dopo la pandemia da Covid-19: riflessioni e proposte per la ripartenza”, a cura di Antonio Capitano.

La pandemia ha messo in ginocchio il mondo della cultura e dello spettacolo e i suoi addetti. Nel terzo Quaderno della raccolta di Albeggi Edizioni sull’Italia post Covid, dal titolo “Riaprire i sipari”, Antonio Capitano raccoglie, a un anno dal primo lockdown, una serie di contributi di esperti di vari comparti di questo variegato settore – eventi, teatro, programmazione culturale pubblica e privata, editoria, turismo – con l’obiettivo di individuare spunti e proposte per la ripartenza.

La protratta chiusura di cinema, teatri, musei, parchi culturali e il blocco di ogni genere di spettacoli dal vivo e di manifestazioni artistiche ha impattato pesantemente sul lavoro e sul reddito di migliaia di addetti. I dati, secondo varie fonti, sono allarmanti: eventi, cinema e teatro, mostre ed esposizioni, concerti, nel 2020 hanno perso tra il 70% e il 90%. Gli addetti senza lavoro o in cassa integrazione a febbraio 2021 sono 140 mila stimati (solo poco più di 48mila sostenuti dai ricoveri). Le chiusure hanno anche lasciato migliaia di luoghi e beni culturali senza quella costante manutenzione che solo la loro assidua fruizione può garantire e hanno privato la popolazione per lunghi mesi di occasioni non solo di svago, ma anche di quell’arricchimento di conoscenza, senso e bellezza che la cultura porta agli esseri umani.

L’apporto del settore della cultura a quella che deve essere una ricostruzione di un’Italia ‘nuova’ è potenzialmente enorme, in termini di occupazione, di imprenditorialità, di attrazione turistica, ma anche di ‘riapertura’ del dialogo internazionale, di crescita civica. La strategia per accompagnare la ripartenza del settore deve andare oltre il sostegno alla disoccupazione e la temporanea assistenza alla mancanza di entrate e deve guardare a una rivalutazione del ruolo della cultura come motore del Paese. Unanime, da parte dei contributori al volume, è la richiesta di interventi strutturali e non emergenziali: la cultura è un asse portante dell’economia italiana e va rilanciata con risorse, idee, formazione, innovazione per farne un driver della ricostruzione del Paese.

Con i contributi di: Tiziano Rossi, Gianni Andrei, Clelia Arduini, Claudio Bocci, Giovanna Barni, Giovanna Romano, Franco Broccardi, Vincenzo Santoro, Massimiliano Zane, Giusy Sica, Fabio Viola, Cristiano Leone, Michele Genchi, Viviana Toniolo. 

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