La Nuova Donna di Dante: V Canto. Intervista a Paola Pelino

di Giuliana Poli |

Intervista a Paola Pelino (1), di Giuliana Poli

Ogni cambiamento fa parte di un processo naturale dove ogni cosa fluisce liberamente nella naturale saggezza del mondo, che trae dal caos più profondo, un ordine perfetto. In ogni periodo storico quando si è al limite di una “civiltà” che è al tramonto, si ripiomba nel caos, composto dal tutto e dal suo contrario. La storia insegna che alla fine di ogni epoca avviene sempre un evento che ha come scopo quello di ridare equilibrio attraverso un atto disarmonico. Si crea quel vuoto che mette l’umano davanti al dramma della propria coscienza e alla perdita di quelle sovrastrutture interiori che danno ai più, l’illusione di un equilibrio. Nel vuoto si perde una sicurezza, ma si rigenera una nuova forma di se stesso che troverà nel proprio tempio interiore, una luce rinnovata.

Il V Canto in generale è legato al concetto di eventi che generano una frattura. Il simbolo V è un taglio che provoca una “crepa in un elemento materiale”. Pensiamo anche ai “Tagli” di Lucio Fontana che hanno avuto l’obiettivo di vedere oltre lo strappo, di scorgere al di là, di quel che sembra reale. Ogni grande nascita avviene sempre attraverso la frattura poiché si crea quello spazio nuovo che è simbolicamente rappresentato attraverso la cripta dei grandi templi e chiese del passato che sorgono sotto il campanile.

Pensiamo alle costruzioni gotiche ricche di migliaia di particolari che vennero edificate secondo un’idea molto più ampia della cattedrale stessa. Il tempio è il vuoto, quel momento sublime a-temporale pronto ad accogliere il Luz del grande cuore universale che pulsa e dona vita. Ogni Anima in fondo per ritrovarsi deve “farsi vacante”. Solo il senso del vuoto permette il distacco da tutto ciò che è inutile e consuma e quando l’Anima si libererà sarà in grado di essere di nuovo abitata dalla Luce, dall’Amore e dal fuoco divino. L’Anima è “capax dei” e questo significa che deve abolire tutto ciò che non è conforme alla volontà di Dio. L’incontro con il divino farà in modo che l’umano non sarà più disperato, ma ricco di speranza, come bambini appena nati. All’interno di questo nuovo mondo, come profetizzò Beatrice nel XXXIII Canto del Purgatorio, ci sarà il ritorno dei “gentili”, il ritorno della Donna. Il V Canto rappresenta il dualismo dell’elemento femminile: terra e cielo e in più la sua sintesi.

“Modicum, et non videbitis me

et iterum, sorelle mie dilette

modicum, et vos videbitis  me.”

(Purg. XXXIII, vv. 9-12)

Beatrice dice nell’ambito di questa profezia: ” Per un po’ non mi vedrete più, e fra un po’ mi vedrete ancora” Vedremo quindi a breve la Beatrice ultima e rinnovata, che ritroveremo nel Dante stesso 2).

Attraverso il progetto, La nuova Donna di Dante, faremo parlare le donne mediante i versi del Poeta che sceglieranno a piacere all’interno delle sue opere.

Intervista a Paola Pelino.

“Vien dietro me e lascia dir le genti,

sta come torra ferma, che non crolla

già mai la cima per soffiar di venti.

(Purg.Canto V, vv. 13-18)

V Canto del Purgatorio, vv . 13-18. Come mai ha scelto questi versi? 

Quando un lettore riesce ad immedesimarsi e compenetrarsi nelle situazioni, nelle immagini non figurate ma “vive”di un’opera, allora significa che l’Autore, in questo caso il Padre della Letteratura Italiana Dante Alighieri è riuscito a far sì che ciò che ha creato suscita interesse e consenso all’esterno di se stesso. Significa che il suo scrivere è oggi ancora valido. Che dire della grandiosità della Divina Commedia che nei secoli ha segnato un punto fermo, un riferimento letterario, storico, umano, poetico, filosofico e politico della cultura italiana nel mondo. Affascinata da sempre da quest’ opera, non poche volte ho letto e riletto canti per verificare oltre all’aspetto narrativo, l’attualità del Suo pensiero. Più volte mi sono chiesta come un’opera scritta sette secoli fa possa ancora oggi destare interesse nella lettura e nella riflessione. La risposta è che è semplicemente immortale, sempre viva e sempre di grande attualità.

Dante segue Virgilio che cammina spedito e lo chiama Duca che deriva da condurre, essere guida. Quale caratteristica dovrebbe avere un leader oggi e a quali principi dovrebbe rispondere? 

Il Canto V del Purgatorio esprime con tutta la forza dei suoi versi la necessità nella vita di avere una “guida”sempre, un riferimento saldo, sia esso materiale che spirituale per poter procedere nel cammino periglioso dell’esistenza!

E’ qui che la parola”leader” si colloca ed assume in pieno il suo significato anche misterioso, ma certamente affascinante e trascinatore!

Leader è persona di successo che riesce a far prevalere il suo pensiero su quello di tanti altri, che si crea consensi ovunque si presenti attraverso il suo pensiero, il suo modo di essere, di agire, il suo appeal.

Vien dietro di me e lascia che la gente parli”. Quando ha letto lo stimolo di Virgilio a proseguire nonostante tutto, qual’è il primo pensiero che ha associato nella Sua mente? 

Il leader trasmette carica, forza e fermezza, “Vieni dietro di me e lascia che la gente parli” sono parole queste che dovrebbero albergare in ognuno di noi, per poter procedere e superare quegli ostacoli che puntuali si presentano. Ogni giorno dobbiamo affrontare la vita con coraggio e determinazione per poter arrivare al giorno successivo un pò più allegeriti… Anche perchè dobbiamo far spazio ad altri problemi che inesorabilmente arrivano! Si è prima leader di se stessi e poi degli altri! Questa è la mia filosofia di vita, supportata da una grande fede cristiana.

L’elemento della torre in questo caso salda e forte anche se sferzata dal vento, ricorre spesso in Dante. Cosa rappresenta questo simbolo per Lei? 

Il nostro percorso di vita terrrena è pieno di ostacoli “vento”che possiamo superare solo se siamo forti e robusti, “torre” appunto. Il nostro fisico e la nostra mente vengono messi a dura prova ogni giorno. “Resistere” e “combarrere”, senza evocare niente e nessuno, rappresentano per me, la similitudine dantesca di “vento e torre”.

Qual’è il personaggio femminile della Divina Commedia che ha amato di più e quale elemento, o valore, oppure difetto  porterebbe di Lei, oggi qui, nella nostra attuale società?

Le figure femminili citate e descritte da Dante nella Commedia direi che sono tutte rilevanti ed interessanti, ma quella che oggi potrei accostare e far rivivere maggiormente nei nostri tempi, riguarda la sorte toccata a Pia de’ Tolomei, uccisa dal marito. Ieri come oggi… Purtroppo il femminicidio può essere considerato come l’accadimento più frequente dei nostri giorni, una vera e propria piaga dilagante che sembra non potersi fermare, nonostante l’inasprimento delle pene per chi lo commette e un’importante campagna mediatica di sensibilizzazione al grave problema. La donna ancora troppo spesso fa calare il silenzio sui maltrattamenti che subisce ogni giorno e che quasi sempre sfociano in epiloghi tragici.

Il rispetto per l’altro deve essere il principio fondamentale della nostra vita! 

Il V Canto che Lei ha scelto rappresenta una frattura, una coppa, dove Dante fa nascere un nuovo Essere femminile. Come vede la donna del futuro e quale nuovo ruolo dovrebbe avere nella società che sta cambiando.

Ormai sbiadita l’immagine della donna relegata ad un ruolo sia pure fondamentale di essere l’asse portante della famiglia, la donna del futuro la vedo più forte, più incisiva, determinata a svolgere ruoli sempre più importanti nella societa, pur continuando ad avere quel senso insito proprio nel DNA, di amorevole altruismo, di intellettuale sensibiità, di fiero coraggio!

Donna = Immensità!

Note

1)Imprenditrice e politico, contitolare della fabbrica Confetti Pelino di Sulmona, Parlamentare nella XV, XVI Legislatura alla Camera dei Deputati, XVII Legislatura al Senato della Repubblica.

2) Vedi articolo di Giuliana Poli “Il giorno 21, del 21 anno del 21 secolo. L’Apocalisse del XXXIII Canto del Purgatorio”, su www.anaso.it.

Giuliana Poli è giornalista, ricercatrice di antropologia culturale, scrittrice di Tradizione, scrittrice di monografie e testi su opere d’Arte, analista ed esperta d’iconografia ed iconologia di opere d’arte. Analisi semantica del linguaggio dell’Arte e della parola.