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Dante e i versi da bere

di Anita Ferrari | Chiose
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Ecco la curiosa idea di creare bevande ispirate a DANTE ALIGHIERI e alla sua straordinaria opera: “ DANTE700. VERSI DA BERE.”, l’originale progetto dell’Alberghiero “Giovanni Paolo II” di MARATEA.

Metti un ingrediente, un colore, un sapore. Unisci fantasia e creatività lasciandoti ispirare dalle terzine dantesche; infine shakera il tutto energicamente: quello che otterrai sarà un mix perfetto! È  quello che hanno fatto gli studenti della classe 3 Sala e Vendita dell’IPSSEOA “Giovanni Paolo II” di Maratea (PZ) attraverso il progetto “Dante700. Versi da bere”, reinterpretando e riproponendo “in bicchiere” le suggestioni dantesche trasformate in buonissimi e colorati cocktail per celebrare l’importanza e la bellezza dell’opera di Dante Alighieri nel settecentenario della sua morte.

Accogliendo in pieno e rendendo operativa e operante la sfida ministeriale che spinge la scuola a una riorganizzazione sempre più orientata verso una didattica delle competenze, il progetto “si fonda sulla dinamica integrazione tra i saperi e agisce nell’area di intersezione tra la dimensione umanistica e quella tecnico-pratica e professionale, rivendicando, contestualmente, soprattutto per gli istituti professionali, i FONDAMENTALI DIRITTI alla LETTURA alla BELLEZZA e alla COMPLESSITÀ”– si legge nella scheda-progetto. Ecco allora che “Dante700. Versi da bere”, considerando la cultura nella sua dimensione etica, portatrice di valori civili, è una straordinaria occasione per raccontare il Sommo Poeta in modo originale, un contributo creativo e dalla forte valenza didattica che – si legge ancora nel progetto di cui è referente la prof.ssa Anita Ferrari (docente di Lingua e Letteratura Italiana), realizzato con il coinvolgimento della disciplina di settore Laboratorio Sala e Vendita (prof. Giuseppe De Franco) e sotto il coordinamento organizzativo della prof.ssa Maria Iaria – “attraverso un interessante e importante esercizio, incrocia e mette in dialogo conoscenze e competenze letterarie, capacità critiche, competenze professionali relative all’arte della miscelazione, puntando soprattutto sul coinvolgimento attivo, sull’inclusione, sulla motivazione e sulla creatività degli studenti, i professionisti del domani e l’autentica speranza per il futuro”.

Specie in un momento difficile come questo, attraverso il valore e la potenza di Dante Alighieri, fonte inesauribile di stimoli e suggestioni, la scuola dimostra ancora una volta la sua qualità e il suo impegno didattico-formativo, attraverso un esempio concreto che manifesta tutta la voglia di esserci – ha dichiarato  la Dirigente Scolastica, prof. ssa Carmela Cafasso – di voler continuare con tenacia e passione a rappresentare un laboratorio di esperienze, formazione e crescita realmente in grado di creare apprendimenti significativi, duraturi e trasversali, e di valorizzare i talenti e le attitudini di ciascun alunno.

In occasione del Dantedì sono stati presentati i primi 5 drink ispirati alla Divina Commedia, accompagnati da schede tecniche e da schede di approfondimento e presentazione: “Empireo: al X Cielo!”, uno short drink leggero e celestiale per colore e consistenza, ma intenso e deciso per gli ingredienti; “Vizio e Virtù”, ispirato al Purgatorio, all’eterea bellezza di Beatarice e all’Eden con le sue fonti miracolose, capaci di cancellare la memoria del vizio e di vivificare il ricordo del bene; “Alle porte dell’Inferno”, un cocktail che con il suo colore rosso intenso ricorda i gironi infernali e con  i suoi ingredienti, tra cui il whisky, un distillato sinuoso e forte, allude al peccato senza pentimento delle “anime prave”; “Il viaggio” con i suoi tre colori, sapori e consistenze per un cocktail stratificato che rimanda alle tappe del viaggio allegorico di Dante nei regni dell’oltremondo; “Virgilio”, un drink che punta a ricreare  l’eleganza dell’autore dell’Eneide, guida pacata e rassicurante se al cognac, distillato antico e avvolgente, e al vin santo, vino da meditazione, si aggiungono la crema di menta chiara, per rimandare alla lucida freschezza della ragione, e la melagrana, frutto “più squisito” che tra sacro e profano rimanda al forte simbolismo medievale.

 

 

 

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