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I libri della settimana: Mastandrea, Nencini, Elia

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana la Redazione della Dante consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani.

Opere già attribuite a Dante e altri documenti danteschiSchermata 2021 02 17 alle 13.30.18

a cura di Paolo Mastandrea
Salerno editrice
49 euro, 540 pagine

Il volume raccoglie testimonianze poetiche dell’interesse per la figura e l’opera di Dante fra i lettori dal Tre al Cinquecento. Si tratta di documenti di grande richiamo per il lettore e lo studioso, fino ad oggi di difficile consultazione, ora resi disponibili in un unico volume.

Le prime due sezioni raccolgono una serie di testi poetici a lungo attribuiti a Dante e che, una volta dimostrati non autentici dagli studiosi moderni, non sono più stati reperibili. Le introduzioni e i commenti dei curatori illustrano i motivi per cui poeti, lettori-copisti e editori del passato li avevano invece letti, ricopiati o pubblicati come opere dantesche. La terza e la quarta sezione raccolgono, rispettivamente in latino e in volgare, i componimenti in versi sulla morte di Dante nel 1321, o che, per tutto il Tre e il Quattrocento, sono tornati a elogiare Dante e la sua opera.

Chiude, come quinta sezione, una nuova edizione, con traduzione, della famosa Epistola di frate Ilaro, un misterioso documento, noto solo grazie a Boccaccio, che testimonierebbe della primissima circolazione dell’Inferno e dell’originaria intenzione, da parte di Dante, di scrivere un “poema paradisiaco” in latino invece del poema volgare che poi ha scritto.

Paolo Mastandrea insegna Lingua e letteratura latina presso l’Università Ca’ fosacari di Venezia. è co-autore, con Valentina Mabilia, de Il primo latino. Vocabolario latino-italiano, italiano-latino, 2015.

A Firenze con Oriana FallaciSchermata 2021 02 17 alle 13.32.09

di Riccardo Nencini
Giulio Perrone editore
15 euro

Nascere sulle rive dell’Arno è un segno distintivo, ma lo è ancor di più decidere di morirvi dopo anni vissuti di là dall’oceano. Nella camera 409 la finestra è spalancata su piazza del Duomo e sulla cupola di Brunelleschi, dentro, ormai stanca, aspetta di morire Oriana Fallaci. Natura ribelle e carattere focoso, degna rappresentante, come tutti i grandi, insieme a Montanelli e Malaparte, della categoria degli acci: fiorentini sarcastici, irritabili, gelosi, gente che punge. Riccardo Nencini ci accompagna nei luoghi di Firenze cari alla scrittrice, in quelli insoliti, dove non batte mai il sole, e in angoli dalle storie segrete. Si ritrova la città di Dante soldato, del Giotto usuraio, dei tormenti del giovanissimo Masaccio e quella di un architetto-gelataio che progetta in riva d’Arno il primo preservativo: un nuovo sguardo su una delle città più conosciute al mondo.

Un percorso che si distingue per la cura nei dettagli, quel lavoro di fino che nulla ha da invidiare agli artigiani del Mercato Vecchio, che degli artigiani ha anche la schiettezza tipica di un popolo che dalla “propria sguaiataggine seppe ricavare della leggiadria”.

Riccardo Nencini. Storico, scrittore e politico. Nel 1999 vince il Premio Selezione Bancarella Sport con Il giallo e il rosa (Giunti), è finalista al Premio Acqui Storia 2010 con L’imperfetto assoluto (Mauro Pagliai Editore) e al Premio Acqui Ambiente 2019 con La bellezza (Edizioni Polistampa). Con lo storico Franco Cardini ha scritto Dopo l’apocalisse (La Vela Edizioni, 2020). Ha ideato il Dizionario della libertà per il quale gli è stato conferito il Premio Letterario Internazionale Il Molinello 2007. A Oriana Fallaci, di cui è stato amico, ha dedicato Oriana Fallaci. Morirò in piedi (Edizioni Polistampa, 2007) e Il fuoco dentro (Mauro Pagliai Editore, 2016).

Le “Canzoni religiose” di Isabella MorraSchermata 2021 02 17 alle 13.39.13

di Maria Antonietta Elia
Adda editore
59 pagine, 10 euro

La poetessa di Valsinni (sede del Parco Letterario Isabella Morra) ha documentato l’iter travaglioso della sua giovinezza nei dieci Sonetti ricchi di vitalità, espressa come aspirazione, come attesa, come ribellione, come speranza, come sogno, come naufragio. Nell’ultima fase della sua breve vita Isabella ci documenta un’esperienza nuova con la dodicesima e tredicesima Canzone del suo Canzoniere. Un bagno di fede la esalta e la spinge verso le alte sfere dove crede di incontrare Dio. Assistiamo ad una operazione che è inizialmente dettata dalla sua volontà: allontanarsi dal mondo cieco ed effimero per assaporare la tanto desiderata pace.
Le due “Canzoni Religiose” ci propongono un contenuto che rientra nella tradizione cristiana. Evidenti i riferimenti al Vangelo di Luca di cui, in parallelo alle stanze della Canzone, ho riportato alcuni passi. Chiare ed inequivocabili le affinità con le scelte operate dal Sommo Poeta, Dante Alighieri, in materia di fede e tradotte nelle due Cantiche della Divina Commedia, Purgatorio e Paradiso, dove l’iter della purificazione e dell’ascesi raggiunge il suo apice. Alcuni momenti di confronto li ho riportati registrando i versi tratti dalle due Cantiche.

Maria Antonietta Elia, scrittrice e Poetessa del Sud. Bitonto è il suo Paese nel quale vive e opera, lasciando tracce del suo amore per la Letteratura e, in particolare, per la Poesia.
Numerosi i progetti realizzati con gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado e del suo Liceo, tesi a tracciare nuovi percorsi di approfondimento di opere letterarie di Autori remoti e recenti. (“Montale e il mare”, “D’Annunzio e le Novelle della Pescara”, “Vittorio Alfieri in vite parallele”, “A spasso con Hermann Hesse”, “I Luoghi della Poesia”, “I Luoghi virgiliani del VI libro dell’Eneide.”)

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