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I libri della settimana: Santagata, Lugaresi, Trellini

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana la Redazione della Dante consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani.

Le donne di DanteSchermata 2021 02 10 alle 13.10.24

di Marco Santagata
Il Mulino
pp.412, 38 euro

Da settecento anni la stella di Dante continua a brillare alta nel firmamento degli «spiriti magni» del nostro paese e della cultura occidentale. Con piglio magistrale, Marco Santagata racconta il grande poeta fiorentino attraverso le donne che egli conobbe di persona o di cui sentì parlare, e che ne accompagnarono l’intero cammino. Si avvia così un autentico carosello di figure femminili: donne di famiglia, dalla madre Bella alla moglie Gemma Donati e alla figlia Antonia, che si farà monaca col nome di Beatrice; donne amate, prima fra tutte il suo amore giovanile, la Bice Portinari trasfigurata nella Beatrice della «Vita Nova» e del «Convivio», e poi angelicata nel Paradiso; infine le dame e le gentildonne del tempo, come Francesca da Rimini e Pia de’ Tolomei, che pure trovano voce nelle cantiche della «Commedia». Lasciamoci allora guidare da parole e immagini alla scoperta anche delle zone d’ombra della biografia del poeta e vedremo dipanarsi uno straordinario, fitto garbuglio di vita vissuta e creazione letteraria.

Marco Santagata (1947-2020) ha insegnato Letteratura italiana all’Università di Pisa. È stato autore di saggi e romanzi. Con il Mulino ha pubblicato anche «Per moderne carte. La biblioteca volgare di Petrarca» (1990), «I frammenti dell’anima. Storia e racconto nel Canzoniere di Petrarca» (1992; nuova ed. 2011), «Quella celeste naturalezza. Le canzoni e gli idilli di Leopardi» (1994), «Amate e amanti. Figure della lirica amorosa fra Dante e Petrarca» (1999), «L’io e il mondo. Un’interpretazione di Dante» (2011; nuova ed. 2018), «Pastorale modenese. Boiardo fra Modena, Secchia e Panaro» (2016) e «Boccaccio indiscreto. Il mito di Fiammetta (2019).

Andare all’Inferno (e uscirne)Schermata 2021 02 10 alle 13.10.03

di Leonardo Lugaresi
Medusa edizioni
19.50 euro

«E se, invece di celebrare Dante perché è morto settecento anni fa, provassimo a seguirlo? Se provassimo a prenderlo sul serio quando dichiara di aver scritto la Commedia per allontanarci «dallo stato di miseria» in cui viviamo e condurci «a uno stato di felicità»? Se facessimo la scommessa di dargli credito, quando ci dice che sa la strada, perché quell’«altro viaggio», che un giorno Virgilio, a nome di Beatrice, gli ha proposto, lui l’ha compiuto veramente? Si tratta di fare il “viaggio necessario”, quello che da soli non sapremmo intraprendere, ma che potrebbe essere l’unica via d’uscita dalla condizione di irrimediabile smarrimento in cui versiamo. Questo libro non ha altra pretesa che quella di riferire, appunto come si fa in un diario di viaggio, l’esperienza dell’autore e di una piccola comitiva dantesca di amici che si sono incamminati su questa via. Per qualcuno la prima lettura integrale della Commedia, per qualcun altro l’ennesima rilettura: per tutti un percorso ricco di scoperte, perché Dante, il più remoto e al tempo stesso il più vicino dei nostri autori (non a caso l’unico che tutti chiamiamo per nome, come un familiare) è sempre lì a sorprenderci, con un giudizio nuovo, dissonante dal sentire comune, talvolta sconcertante ma sempre geniale, sulle cose della nostra vita». (Leonardo Lugaresi)

Leonardo Lugaresi, studioso di storia del cristianesimo antico e di letteratura patristica, ha conseguito il Dottorato in scienze religiose all’Università di Bologna e all’École Pratique des Hautes Études di Parigi. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui l’edizione commentata delle Orazioni IV e V di Gregorio Nazianzeno contro l’imperatore Giuliano (Firenze 1993 e 1997) e un’ampia monografia sul problema del giudizio cristiano sugli spettacoli: Il teatro di Dio. Il problema degli spettacoli nel cristianesimo antico (II-IV secolo) (Brescia 2008).

DanteideSchermata 2021 02 10 alle 13.09.50

di Piero Trellini
Bompiani
576 pagine, 20 euro

Sono le dieci del mattino del 27 maggio 1865. A Ravenna due manovali trovano per caso una cassetta di legno. Stanno per gettarla tra le macerie quando qualcuno nota sul coperchio una scritta: Dantis Ossa. La scoperta muove una città intera, e un vortice di persone – assessori, periti, notai, medici e scienziati – inizia a ruotare attorno a una sola ossessione: la testa di Dante. Tutti vogliono sapere perché quel cranio si trovi lì, quale sia la sua storia e soprattutto il peso del suo cervello. Per conoscerne la grandezza in realtà bastava vedere cosa avesse prodotto: la Commedia, il più bel libro mai scritto dagli uomini. Dante lo aveva creato attingendo da ciò che aveva vissuto, rubando saperi, storie e segreti, e lo aveva popolato di figure per lui familiari, quelle che avevano respirato la sua stessa aria: Paolo e Francesca, il conte Ugolino, Farinata, Cavalcanti, Guido da Montefeltro, Ezzelino e gli altri. Erano tutti legati. Eppure un mondo così piccolo era diventato una storia universale. Come Dante ci sia riuscito rimane un mistero. Per provare a svelarlo e a sfiorare un brandello di verità resta forse una sola possibilità: evitare di guardare lui per guardare ciò che guardò lui. Prendere quindi gli uomini che attraversarono la sua iride per distribuirli in una storia. E tentare così di vivere, con i suoi occhi, le vite degli altri.

Piero Trellini ha scritto per la Repubblica, La Stampa, ll Messaggero, il Manifesto e il Post. Nel 2019 ha pubblicato La partita. Il romanzo di Italia-Brasile (Mondadori; Premio Bancarella Sport 2020, Premio Ape 2020, Premio Mastercard Letteratura “Opera prima” 2020, Premio “Giuria tecnica” Massarosa 2020), che ha riscosso un immediato successo di critica e di pubblico.

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