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I libri della settimana: Onorati, Meniconi, d’Onofrio

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana la Redazione della Dante consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani.

San Francesco e San Tommaso visti Da DanteSchermata 2021 01 27 alle 16.19.04

di Aldo Onorati
Società Editrice Dante Alighieri
8 euro, 88 pagine

LEGGI LA RECENSIONE DA “LEGGERE TUTTI”:
Nell’anno dantesco non poteva mancare uno studio di Aldo Onorati (consulente del Calendario storico dei Carabinieri e coautore di una interessante intervista per La TASS in Russia, fattagli da Nataliya Nikishkina della Società Dante Alighieri di Mosca). Il titolo è “San Francesco e San Tommaso visti da Dante: una rivisitazione problematica”.

Di che si tratta? E’ una rilettura-commento ai canti XI e XII del Paradiso, che dà a Onorati l’occasione di chiedersi perché mai l’Alighieri, parlando di san Francesco, tralasci molti aspetti del Poverello d’Assisi per mettere in risalto principalmente la sua povertà… [CONTINUA A LEGGERE]

Aldo Onorati, laureato in Lettere, a Roma, con Giorgio Petrocchi, ha scritto su quotidiani di tiratura nazionale. Ha collaborato alla rubrica “Dipartimento scuola-Educazione” del terzo Programma della RAI-TV e diretto riviste di studi letterari. Le sue opere sono tradotte in molte linguenel mondo. In questo contesto citiamo solo alcuni saggi riguardanti l’Alighieri: Dante, Petrarca, Boccaccio(2004) – Riscontri concettuali fra la Divina Commedia e la Canzone di Dante, in “Circa un poemetto sconosciuto attribuito a Dante” di Louis M. La Favia (2012) – Il senso della gloria in Dante,Foscolo, Schopenhauer e Leopardi (2014) – Dante e san Francesco: il segreto di madonna Povertà (2015) – e, con la Società Internazionale Dante Alighieri: Canto per canto: manuale dantesco per tutti (2017).

Dante Alighieri, giovane tra i giovaniSchermata 2021 01 27 alle 16.18.32

Cinque studi sulla vitalità di Dante
di Stefania Meniconi
Gingko – Comitato di Verona Società Dante Alighieri
16 euro

Il libro che vi propongo è un’indagine sull’attualità di Dante, dunque spiega perché il fascino di Dante non sia ancora tramontato attraverso i secoli. L’indagine è condotta essenzialmente su due piani: il piano della lingua e quello delle tematiche.
Per quanto riguarda il primo livello di analisi, quello che cerco di dimostrare è che Dante è attuale perché nella Commedia egli ha utilizzato una lingua che è ancora accessibile oggi: non a caso è considerato proprio il fondatore della lingua italiana! Nei primi capitoli dunque prendo in esame combinazioni di suoni, singoli lemmi, intere espressioni che hanno ancora un senso o, in certi casi, sono ancora oggi utilizzate dai parlanti.
Nell’ultima parte tento di disegnare “il mondo di Dante”: ricostruisco la sua indagine sull’uomo e sul mondo, mostrando aspetti del suo pensiero che ancora interrogano l’uomo contemporaneo. Poiché nella vita quotidiana sono un’insegnante, mi avvalgo a questo proposito dell’esperienza accumulata con i miei studenti, che mi danno continui feedback in questo senso, ovvero circa il fatto che la riflessione proposta da Dante su certi temi è per loro ancora interessante. Ho scelto quindi, tra tutte le aree semantiche indagabili, proprio quelle che a mio avviso riscuotono più successo tra i ragazzi o che comunque mostrano ancora un’innegabile attualità.
Per questo motivo, nella sezione centrale del lavoro, ho anche dedicato un capitolo al tema “Dante psicologo di classe”, e in essa riferisco alcuni interessanti risultati ottenuti nel proporre lo studio della Commedia ai miei studenti.
(Stefania Meniconi)

Stefania Meniconi insegnante di Liceo, sperimenta l’attualità di Dante presso le nuove generazioni. Collabora conta Gazzetta di Foligno.

Per questa selva oscura (la teologia poetica di Dante)Schermata 2021 01 27 alle 16.18.48

di Giulio d’Onofrio
Città Nuova
Pagine 708, 30 euro

Uno studio originale, che apre prospettive inedite e rivoluzionarie sulle fonti del pensiero e dell’opera di Dante Alighieri. Da una invocazione nascosta in un antico e poco conosciuto commento alto-medievale ai primi libri della Bibbia, composto dal monaco italiano Bruno di Segni verso la metà del secolo XI, emerge inattesa la fonte che suggerisce a Dante la prima idea della «selva oscura», «amara», «aspra», «forte» e deviante dalla «diritta via», sulla cui tragica descrizione si apre la Commedia. Tale scoperta si traduce nell’occasione per aprire una nuova prospettiva di approccio al pensiero filosofico e teologico dell’Alighieri. Il lettore scopre così che fonti dirette del sapere di Dante non sono solo i classici antichi, poeti, scienziati o filosofi, o i magistri universitari suoi contemporanei, ma anche alcuni tra i tipici rappresentanti della letteratura patristica (da Ambrogio e Agostino a Girolamo) e della sapienza monastica dell’alto Medioevo (dai ‘fondatori’ come Boezio, Cassiodoro e Gregorio Magno ai più recenti e luminosi modelli di pensiero teologico come Giovanni Scoto, Anselmo d’Aosta e Bernardo di Chiaravalle, dagli eruditi Isidoro di Siviglia e Rabano Mauro al contemplativo Riccardo di San Vittore). La nuova luce proveniente dalla densa teoresi e dall’intima spiritualità meditativa e mistica di questa tradizione di pensiero, dominata dal principio unificante, in senso platonico, della caritas universale, evidenzia nell’intera opera di Dante i tratti precisi della sua vocazione di poeta-teologo: la coscienza, cioè di essere chiamato, nel «mezzo» della sua esistenza terrena, al compimento di un’alta missione, teoretica ed etica, di rieducazione dell’umanità.

Giulio d’Onofrio, docente universitario presso il Dipartimento di Latinità e Medioevo presso l’Università. degli Studi di Salerno. Leggi il suo curriculum (clicca qui)

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