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Italo Calvino e Gianni Rodari, maestri di resilienza per un futuro migliore.

di Daniela Di Iorio | Chiose
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Gianni Rodari con i libri
Gianni Rodari con i libri

 

Italo Calvino e Gianni Rodari parlano ai giovani, anche e soprattutto in questo momento di distanziamento sociale, come emerso dalla lectio magistralis del Presidente della Dante Alighieri di Barletta, il Professor Giuseppe Lagrasta, al centro dell’incontro online dal nome ‘Italo Calvino e Gianni Rodari tra narrativa combinatoria e grammatica della fantasia’, organizzato dal Comitato Dante di Barletta in accordo col Miur, in occasione del centenario della nascita di Gianni Rodari. L’iniziativa ha visto la partecipazione del Segretario Generale della Società Dante Alighieri Alessandro Masi, le Presidenti dei Comitati Dante di Forlì-Cesena e Trani, le professoresse e gli studenti delle classi di Quinta C e Seconda D del Liceo Classico Statale A. Casardi di Barletta, del quale l’autore della lectio è anche Preside.

Pedagogista e professore di filosofia dell’educazione, il professor Lagrasta insegna l’esercizio della resilienza ai suoi studenti attraverso lezioni di “realtà aumentata”, come egli stesso ama definirla. “In questo momento di solitudine, silenzio, distanziamento individuale – ha spiegato il Prof – ci preme parlare di sviluppo dell’immaginazione, creatività, fantasia e connessioni con i mondi interiori dei nostri ragazzi, e i nostri due classici ce ne danno la possibilità”. Nell’arco di tutta la lectio, il Prof ha voluto sottolineare quanto i due scrittori siano connessi, sia per il valore pedagogico della loro opera sia per quello letterario. La connessione è rappresentata dalla fantasia, l’immaginazione, lo sviluppo del senso critico, l’ironia e la scrittura combinatoria. “Il pensiero calviniano e rodariano sono intrecciati – ha spiegato – perché rappresentano entrambi un pensiero riflessivo che consiste nello scriversi, narrarsi, riflettersi, specchiarsi, incontrarsi e socializzare”. Inoltre, “Calvino e Rodari – ha rimarcato – sono degli scrittori rari nella nostra letteratura perché sono ironici e visionari, contaminano anche i generi e i canoni letterari, sono ormai due classici, soprattutto  ci invitano a  pensare per immagini”. Un’operazione non facile attualmente in quanto la memoria personale viene annientata dalla memoria tecnologica: “Per far sopravvivere la nostra memoria e quella del mondo – nota il filosofo dell’educazione rivolto ai ragazzi presenti  -, noi la sveliamo a voi, siete voi i testimoni. Il mondo si sta opacizzando e dobbiamo pensare per immagini per non essere stereotipati dai robot, che dobbiamo saper usare attraverso la nostra intelligenza emotiva”.

Riprendendo il legame tra i due, la lectio ha messo in evidenza che Italo Calvino, così come Rodari, crede nella immaginazione, ossia nel fatto che la letteratura debba essere combinatoria e creare insieme delle connessioni tra una realtà magica e una realtà reale, unite da messaggi valoriali. Non a caso, a partire dalla seconda metà degli anni ’60 Calvino iniziò a interessarsi alle fiabe dialettali le quali raccolse, studiò e organizzò in una traduzione in lingua italiana, ed è stato egli stesso scrittore di fiabe, come il caso de Il visconte dimezzato,  Il barone rampante e Il cavaliere inesistente.  In questi romanzi si intravede il primo approccio di una narrazione combinatoria e fantastica, mentre il valore pedagogico dell’opera di Calvino si scopre nella categoria della leggerezza, in quanto la leggerezza sottrae peso alle relazioni, alla scrittura, alla opacità dell’animo umano: rompe le opacità. “Dico ai ragazzi – così il Prof con fare esortativo rivolto ai suoi studenti  – quando viviamo dei momenti di pesantezza, dobbiamo cercare di intercettare cosa c’è nel mondo circostante, farlo nostro, rifletterlo, deabilitarlo e coniugarlo con la nostra interiorità”.

Allo stesso modo, le favole di Gianni Rodari contengono l’ironia e la scrittura combinatoria, sono ironiche, e producono anch’esse un senso non moralistico ma valoriale. La narrazione del poeta piemontese è fantastica perché induce  a creare una rete immaginativa e combinatoria di situazioni rovesciate paradossali, in alternativa alla logica del pensare comune, e instaura coi lettori un colloquio fantastico che si popola di vere immagini iperreali. Entrando in questa galleria di immagini, il pedagogista della fantasia avvicina i ragazzi al piacere di leggere, ascoltare, narrare, il che avviene sia con  la strategia della Grammatica della fantasia, la quale consente di far entrare i ragazzi e i bambini nel regno dell’immaginazione, stimolando la pulsione ludica, sia in C’era due volte il barone Lamberto e Le avventure di Cipollino, “dove sogno e magia creano una prossimità, una vicinanza per il lettore, il che è importante – sottolinea l’autore della lectio – perché spesso le immagini letterarie sono così articolate e complesse da allontanare i giovani lettori”.

Originale anche la scelta del professore liceale di descrivere i due scrittori attraverso le metafore: “A Rodari abbiamo assegnato la meridiana, che misura il tempo attraverso la luce del sole, l’esplosione che va verso le dinamiche emotive dei bambini, mentre a Calvino il cannocchiale, l’esplorazione dell’universo e individualità. Calvino guarda verso il tempo, Rodari verso il sole”. In questa oggettivazione, la scrittura dei due autori è scrittura del gioco che supporta la visione di nuove situazioni, nuovi sogni, nuovi contesti. “Rodari si definisce un fabbricante di giocattoli di parole, e noi diciamo – ha proseguito – che Calvino è un fabbricante di giocattoli cosmicomico. Da questo gioco di fabbricazione nasce una realtà aumentata perché la loro scrittura non è né riparativa né conservativa, ma è scrittura generativa e trasformativa, esplorativa del dentro di noi e del fuori di noi. Le azioni indicate dai nostri due scrittori possono essere acquisite con spirito di resilienza – ha concluso il filosofo – perché erano due guerrieri, due combattenti sulle frontiere culturali. Resilienza per un futuro migliore e trasparente, uno dei tanti motti che ci potrebbe appartenere nel prossimo futuro per difenderci maggiormente dalle ostilità della nostra vita quotidiana”.

Intervenuto prima della lectio magistralis del Professor Lagrasta, il Segretario Generale Alessandro Masi ha ricordato di aver ampiamente parlato di Gianni Rodari nel programma Terza Pagina, di Rai 5, programma che sarebbe ancora più proficuo, ha spiegato, se andasse in onda il pomeriggio, in quanto è rivolto ai ragazzi. Per quanto riguarda l’opera del poeta piemontese, il Professor Masi ha ricordato in particolare La freccia azzurra, racconto pubblicato nel 1954, al quale egli è molto legato anche per il fatto che a esso si è ispirato il film d’animazione uscito nel 1996 (https://www.youtube.com/watch?v=3oHMG3XKyYs), con le voci di Dario Fo e Lella Costa. “Attraverso questo libro, Rodari ha avuto la capacità di far sognare con la pedagogia della fantasia. Rodari e Calvino – ha proseguito Masi – sono due giganti che hanno il merito di aver ricomposto la coscienza degli italiani nel Paese del dopoguerra, uscito dal ventennio fascista, l’entrata in guerra e le leggi razziali. I due scrittori italiani del Novecento hanno rappresentato un viaggio verso la speranza – ha concluso -, e lo hanno fatto attraverso le favole e i sogni che educano alla dicotomia netta tra il bene e il male, e dove il bene vince sempre, come nel caso del bambino protagonista de La freccia azzurra”.

 

 

 

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