fbpx

I libri della settimana: Riccardi, Impagliazzo, Lo Vano, Grassano

di Valerio De Luca | Libri
Condividi su

Anche questa settimana la Redazione della Dante consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani.

Roma. La Chiesa e la città nel XX secoloSchermata 2020 12 03 alle 12.15.04

di Andrea Riccardi e Marco Impagliazzo
Edizioni San Paolo
pp. 208, euro 16

Una pregiata guida storica per la scoperta del volto attuale di Roma, che viene a colmare un vuoto di memoria sul suo recente passato e costituisce un decisivo contributo per vivere il presente con consapevolezza e per ricavare con chiarezza orientamenti utili alla costruzione del prossimo futuro della Chiesa diocesana di Roma.

Se ne sentiva la necessità. È una accurata, affidabile ricostruzione storica dell’identità della Chiesa locale di Roma e della configurazione della città fino ai nostri giorni, a partire dal 1870 con la fine dello Stato Pontificio e con la scelta di Roma come capitale del nuovo Stato italiano“. Dalla Prefazione del card. Angelo De Donatis.

ANDREA RICCARDI è stato professore ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Bari, alla Sapienza e alla Terza Università degli Studi a Roma. Nel 1968 ha dato vita alla Comunità di Sant’Egidio. Dal 2015 presidente della Società Dante Alighieri. Editorialista, storico e saggista, è studioso della Chiesa in età moderna e contemporanea e del fenomeno religioso nel suo complesso. Tra le sue pubblicazioni citiamo: Giovanni Paolo II. La biografia (San Paolo, Cinisello Balsamo 2011); La sorpresa di papa Francesco (Mondadori, Milano 2013); Periferie. Crisi e novità per la Chiesa (Jaca Book, Milano 2016). Nel 2018 è stato pubblicato per i tipi della San Paolo un suo libro-intervista dal titolo Tutto può cambiare.

MARCO IMPAGLIAZZO è professore ordinario di Storia contemporanea all’Università Roma Tre, dove insegna anche Storia della pace. È Presidente della Comunità di Sant’Egidio. Le sue ricerche riguardano soprattutto il fenomeno religioso in Europa e la storia della Chiesa cattolica nel XIX e nel XX secolo. Tra le sue pubblicazioni: La diocesi del Papa. La Chiesa di Roma negli anni di Paolo VI (1963-1978) (Guerini, Milano 2006); Il martirio degli armeni. Un genocidio dimenticato (La Scuola, Brescia 2015).

La laguna tacevaSchermata 2020 12 03 alle 12.15.38

di Graziella Lo Vano
Armenio Editore
12 euro

Il racconto si svolge a Grado. Il contesto è quello della prima guerra mondiale e si basa sui colloqui dell’autrice con Mina, figlia dell’ammiraglio Rizzo che svolse un ruolo importante contro gli austriaci durante la grande guerra.
L’autrice fa emergere il lato personale e umano dell’ammiraglio Luigi Rizzo: uomo che non teme il pericolo, ma nello stesso tempo si dimostra sensibile col trovatello Fifì di cui si prende cura, affidandogli il compito di far pervenire le lettere d’amore scritte a Giuseppina.
Il testo costruito attraverso aneddoti e riflessioni, fa emergere nello specifico non solo dinamiche di particolari bellici della prima guerra mondiale e delle operazioni militari con i MAS, ma anche tratti di vita quotidiana che mostrano i sentimenti dei protagonisti in un’ottica umana e palpitante che riesce ad andare oltre la fredda cronologia dei fatti.
In primo piano troviamo le operazioni di Rizzo, dalle esperienze nelle acque internazionali a quella più nota di Sulina in Romania, dove, fiero del suo essere italiano, si adoperò tra l’altro, nello svolgere una frenetica attività nel rinsaldare i vincoli con la comunità italiana e tra questa con le altre realtà linguistiche. Riordinò, in qualità di Segretario-bibliotecario della Società Dante Alighieri, l’archivio di oltre 500 volumi, che gli valse il diploma di benemerenza.
Una volta rientrato in Italia e allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, si perfezionò in un progressivo consolidamento del suo ruolo di ufficiale, legato soprattutto alle piccole imbarcazioni strategiche, denominate MAS; fino al trasferimento a Grado ove incontra Giuseppina Marinaz, la compagna della sua vita.

Graziella Lo Vano vive e lavora in Sicilia. E’ docente di sociologia in corsi di qualificazione aziendali. Collabora con il “Magazine” di New York “America Oggi”. Autrice di saggi e romanzi. Tra i progetti futuri, il racconto della vita di Joe Lovano, uno dei più affermati jazzisti mondiali, residente in America.

Un giorno sì. Un altro noSchermata 2020 12 03 alle 12.14.05

di Isa Grassano
Giraldi Editore
pp 358 , € 15,90

Salute, fortuna, soldi, sesso. E soprattutto amore e felicità. Chi sul finire dell’anno non consulta le stelle, sperando che il successivo prenda una svolta? Lo fa anche Arabella (io narrante), imbranata, sgraziata nei movimenti e disillusa nei sentimenti, nonostante agli oroscopi non abbia mai creduto. Succede che per caso s’imbatte in previsioni astrologiche di giorni felici, e allora perché non essere possibilista e lasciarsi contagiare?
Una sorta di commedia romantica a tratti ironica – perché l’ironia è il filtro del mondo dell’autrice – sullo sfondo del Natale che si avvicina e che ruota attorno a un mestiere bizzarro quanto precario. Arabella, nata sotto il segno della Bilancia, scrive necrologie per un service esterno di un quotidiano, «cercando di metterci un po’ di colore lì dove è tutto nero. Tre euro e sessanta centesimi netti a dedica. Tanto poco vale il ricordo su carta!».

Isa Grassano, giornalista, blogger e autrice di guide (tra cui 101 cose divertenti, insolite e curiose da fare Gratis in Italia e Forse non tutti sanno che in Italia…, editi da Newton Compton). Un giorno sì. Un altro no è il suo romanzo d’esordio.

Condividi su

Leggi articolo precedente

Leggi articolo successivo

Commenti: “I libri della settimana: Riccardi, Impagliazzo, Lo Vano, Grassano

  1. Ho finito di leggere il romanzo “La laguna taceva” Si tratta di un importante contributo volto a lumeggiare ancor più la figura di Luigi Rizzo, di cui è stato incisivamente messo in luce il rapporto con Giuseppina, tema trattato con delicatezza e penna elegante. Un arricchimento di umanità che consegna al lettore non tanto il profilo dell’eroe quanto dell’uomo pronto ad andare incontro agli appuntamenti cruciali della Storia sostenuto da un sentimento, purissimo e corrisposto, che gli consentirà di affrontare, con alto senso di responsabilità e indefettibile patriottismo, le prove più ardue, nella descrizione delle quali, tuttavia, l’autrice, con scelta efficace, evita di avventurarsi lasciando libero spazio all’immaginazione, a conferma che più che allo spaccato storico, pure notevole, l’attenzione è rivolta soprattutto a scandagliare i recessi dell’anima e al recupero delle vibrazioni più intime. La lettura, complessivamente coinvolgente e ben orchestrata, si distingue anche per il calibrato susseguirsi di squarci paesaggistici intrisi di lirismo e per il suggestivo alternarsi del senso di provvisorietà che promana dal suono del pianoforte di Giuseppina e della inscalfibile e nello stesso tempo straziante fedeltà del cane Fifì: contrappunto felicissimo e rivelatore di perizia di scrittura. Il mio giudizio, quindi, per quel che può valere, è lusinghiero.
    Complimenti vivissimi e… ad maiora. prof. Filippo Russo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

15 + 1 =