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Camilla Peruch e la “lingua neutrale”

di Valerio De Luca | Libri
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Con “La lingua neutrale. Una voce fuori dal coro per ricostruire l’Europa” (Kellermann editore), Camilla Peruch ci riporta al centro di un progetto dalle ragioni storicamente ricorrenti.

SINOSSI – Nel 1919 con il trattato di Versailles sparisce dalle mappe europee Moresnet, un minuscolo stato fonte di molte controversie. Pochi chilometri quadrati di colline e boschi, che ai primi del ‘900 sono sede della più grossa miniera di zinco di tutta Europa, contesa tra Belgio e Paesi Bassi da circa un secolo.
Partendo da questi presupposti storico-geografici, attraverso la storia di Moresnet, Camilla Peruch ci racconta la storia dell’esperanto, la lingua nata nella seconda metà dell’Ottocento e proposta come idioma ufficiale di questo territorio con l’obiettivo di essere una sorta di arbitro imparziale per agevolare il dialogo e la risoluzione dei conflitti.
Conosciamo, tra le pagine, l’ideatore stesso di questo idioma al di sopra delle parti, Ludwik Lejzer Zamenhof, che durante i primi anni di sviluppo del progetto sperimentale, si mette al lavoro in prima persona insegnando questa nuova lingua a chiunque lo desideri.
Cominciano così lezioni epistolari, traduzioni di libri, fino a che l’esperanto non inizia ad essere impiegato anche in situazioni istituzionali come la Croce Rossa Internazionale, nelle amministrazioni militari di diversi paesi per poter comunicare con gli alleati e incontra persino il consenso di scrittori come Lev Tolstoj o Edmondo De Amicis.
Il volume è arricchito da una serie di immagini a colori, che ci aiutano ad entrare in contatto con questa piccola grande idea che è stata l’esperanto, a comprenderne le ragioni e gli obiettivi, fino a giungere alla triste conclusione alla quale la storia stessa, con la sua guerra, ha portato. Citando le parole dell’autrice: “Propaganda bellica attraverso l’esperanto. Un’operazione che portò a stravolgere la vera essenza di quel linguaggio neutrale, nato per unire e affratellare, riducendolo a mero servigio dei nazionalismi, da Zamenhof sempre aborriti”.

La lingua neutraleSchermata 2020 11 02 alle 19.04.51

di Camilla Peruch
pagine 80, 13 €
Kellerman Editore

Camilla Peruch (Conegliano, 1968) è laureata in Lettere all’Università degli Studi Ca’ Foscari di Venezia. Si occupa di ricerca storica e didattica della Grande Guerra presso musei storici e istituti scolastici italiani.
Ha pubblicato con Kellermann Tutte per la vittoria (2018), Piave e Grande Guerra (2017), La storia ritrovata del soldato József Kiss (2016) e Il Corriere dei Piccoli va alla guerra (2015).
Un suo contributo, L’immagine femminile nella propaganda bellica italiana, è contenuto in “Apice. Le monografie di Pagine della Dante. La guerra totale: 100 anni dalla fine della Prima guerra mondiale” (ed. Società Dante Alighieri, 2018).

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