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I libri della settimana: Cazzullo, Carrai, Galletti

di Valerio De Luca | #LItaliadiDante, Libri
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L’anno dantesco è cominciato! Questa settimana la nostra Redazione consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani… dedicata al Sommo Poeta!

A riveder le stelleSchermata 2020 10 22 alle 10.13.04

di Aldo Cazzullo
Mondadori
18 euro, 288 pagine

Dante è il poeta che inventò l’Italia. Non ci ha dato soltanto una lingua; ci ha dato soprattutto un’idea di noi stessi e del nostro Paese: il «bel Paese» dove si dice «sì». Una terra unita dalla cultura e dalla bellezza, destinata a un ruolo universale: perché raccoglie l’eredità dell’Impero romano e del mondo classico; ed è la culla della cristianità e dell’umanesimo. L’Italia non nasce da una guerra o dalla diplomazia; nasce dai versi di Dante.

Non solo. Dante è il poeta delle donne. È solo grazie alla donna – scrive – se la specie umana supera qualsiasi cosa contenuta nel cerchio della luna, vale a dire sulla Terra. La donna è il capolavoro di Dio, la meraviglia del creato; e Beatrice, la donna amata, per Dante è la meraviglia delle meraviglie. Sarà lei a condurlo alla salvezza. Ma il poeta ha parole straordinarie anche per le donne infelicemente innamorate, e per le vite spente dalla violenza degli uomini: come quella di Francesca da Rimini.

Aldo Cazzullo ha scritto il romanzo della Divina Commedia. Ha ricostruito parola per parola il viaggio di Dante nell’Inferno. Gli incontri più noti, da Ulisse al conte Ugolino. E i tanti personaggi maledetti ma grandiosi che abbiamo dimenticato: la fierezza di Farinata degli Uberti, la bestialità di Vanni Fucci, la saggezza di Brunetto Latini, la malvagità di Filippo Argenti. Nello stesso tempo, Cazzullo racconta – con frequenti incursioni nella storia e nell’attualità – l’altro viaggio di Dante: quello in Italia. Nella Divina Commedia sono descritti il lago di Garda, Scilla e Cariddi, le terre perdute dell’Istria e della Dalmazia, l’Arsenale di Venezia, le acque di Mantova, la «fortunata terra di Puglia», la bellezza e gli scandali di Roma, Genova, Firenze e delle altre città toscane. Dante è severo con i compatrioti. Denuncia i politici corrotti, i Papi simoniaci, i banchieri ladri, gli usurai, e tutti coloro che antepongono l’interesse privato a quello pubblico. Ma nello stesso tempo esalta la nostra umanità e la nostra capacità di resistere e rinascere dopo le sventure, le guerre, le epidemie; sino a «riveder le stelle».

Un libro sul più grande poeta nella storia dell’umanità, a settecento anni dalla sua morte, e sulla nascita della nostra identità nazionale; per essere consapevoli di chi siamo e di quanto valiamo.

Aldo Cazzullo (Alba, 1966) è inviato e editorialista del «Corriere della Sera», su cui cura la rubrica delle Lettere. I suoi libri sull’Italia, pubblicati da Mondadori, hanno venduto più di un milione di copie.

 

Il primo libro di Dante. Un’idea della Vita novaSchermata 2020 10 22 alle 10.13.15

di Stefano Carrai
Edizioni della Normale
10 euro, pp. 144

Se Dante non avesse scritto, negli anni della maturità, quello straordinario poema che è la Commedia, sarebbe rimasto comunque nella storia della letteratura italiana ed europea grazie al capolavoro della sua giovinezza, ossia per aver scritto la Vita nova: storia dell’amore per Beatrice dall’infanzia fino a poco dopo la morte di lei, composta in un misto di poesia e di prosa. Questo saggio intende approfondire la fisionomia del libro d’esordio di Dante, che intreccia autobiografia, storia di un amore, storia di una poetica e spiritualizzazione dell’amore profano. Disamina, questa, non fine a se stessa bensì in funzione del rapporto strettissimo che il testo intrattiene con il grande poema della maturità, di cui costituisce l’antefatto e di cui pone le necessarie premesse sia sul piano narrativo sia su quello dottrinale, al punto da configurare un vero e proprio dittico, quasi che Vita nova e Commedia fossero state concepite come le due metà di una storia sola.

Stefano Carrai è nato a Firenze nel 1955 e si è laureato presso l’università della sua città nel 1978. Ha insegnato a lungo nelle università di Trento e di Siena, e anche in università di altri paesi europei (Leida, Ginevra, Nancy). è professore ordinario di Letteratura italiana presso la Scuola Normale di Pisa.

 

La bella veste della veritàSchermata 2020 10 22 alle 10.13.29

di Franco Galletti
Mimesis
32 euro, 606 pagine

Secondo una felice espressione di Francesco De Sanctis, per Dante Alighieri e per la cerchia di poeti con i quali era in rapporto, la poesia è “la bella veste della verità”. Questo studio è dedicato a illustrare come questa verità rivestita di poesia fosse per l’Alighieri l’“infallibile veritade” che un poeta, se è veramente tale, conosce elevandosi per ogni grado dell’essere fin dove “risiede” la Divinità. Dalle riflessioni pionieristiche di Ugo Foscolo, Gabriele Rossetti, Giovanni Pascoli, Luigi Valli e altri, uno studio esaustivo sulla dottrina iniziatica-sapienziale di Dante, in attesa del settimo centenario della morte del sommo poeta.

Franco Galletti, nato a Roma nel 1950, fino al 2007 è stato docente dell’Università Sapienza di Roma, svolgendo ricerca e attività clinica nella Facoltà di Medicina e pubblicando monografie e articoli su riviste scientifiche. Da più di trent’anni si è applicato anche alla conoscenza delle religioni, del simbolismo sacro e degli studi tradizionali. In questi ambiti ha tradotto testi, partecipato a convegni e pubblicato studi, soprattutto sulla valenza iniziatica del cristianesimo primitivo e della poesia medievale.

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