fbpx

La Dante al Foro de Lenguas di Montevideo

di Andrea Ciarlariello | Chiose
Condividi su

A Montevideo ieri, 8 ottobre, è stato inaugurato il “Foro de Lenguas” dell’ANEP, la Administración Nacional de Educación Pública, giunto alla sua XIII edizione, che ospiterà, il 14 ottobre, una giornata di lavori dedicata alla lingua italiana e al suo insegnamento.

All’inaugurazione, su invito dell’Ambasciatore d’Italia a Montevideo Giovanni Iannuzzi, hanno partecipato, a distanza, il Segretario Generale della Società Dante Alighieri Prof. Alessandro Masi e la Responsabile dei Progetti formativi e di diffusione della lingua della SDA Prof.ssa Barbara D’Annunzio.

Il Forum persegue l’obiettivo, considerato strategico dall’ANEP, di professionalizzare e aggiornare gli insegnanti di lingua e di costituire un’occasione di incontro per condividere ricerche ed esperienze educative.

“L’attenzione dedicata a queste materie, all’aggiornamento didattico, è fondamentale per il futuro della lingua italiana ma, dico di più, di tutte le lingue” ha dichiarato il Prof. Alessandro Masi nel suo saluto introduttivo, dopo aver ringraziato l’Ambasciatore Giovanni Iannuzzi per l’invito. Le occasioni come questa, ha proseguito “sono un nutrimento fondamentale per gli studenti, per le istituzioni e per il dialogo culturale tra i Paesi”.

La Prof.ssa Barbara D’Annunzio, nella sua relazione dal titolo Globalizzazione e nuovi ambiti di diffusione linguistica: l’italiano del nuovo Umanesimo, ha evidenziato tre direzioni fondamentali su cui l’insegnamento dell’italiano deve puntare per far fronte alle esigenze che il mutato contesto internazionale, fatto di plurilinguismo e multiculturalismo, pone. Prima tra queste è la prospettiva del plurilinguismo: “nello scenario globale dei nuovi mercati e dell’era digitale l’italiano deve affrontare nuove sfide, la concorrenza di altre lingue e più in generale una grande sfida che è quella del multilinguismo, sfida che richiede contemporaneamente azioni di tutela della propria identità ma anche apertura alle diversità”. La seconda direzione si individua nell’attualizzazione e nella valorizzazione del binomio lingua-cultura: “Non esiste una lingua senza la sua cultura. Se ciò vale per tutte le lingue, nel caso dell’italiano questo legame lingua-cultura assume un aspetto più rilevante, centrale. Valorizzare il patrimonio materiale e immateriale italiano, oggi, valorizzare questa ricchezza vuol dire puntare sullo scenario contemporaneo dell’italiano nel mondo e del mondo in italiano”. La terza direzione è quella della formazione, ultima azione è quella della formazione dei docenti, per sostenerli nel loro ruolo di protagonisti dell’insegnamento, della selezione dei metodi e del materiale linguistico.

I legami tra i due Paesi, costruiti nel corso di una storia centenaria di amicizia, sono parte della storia della grande emigrazione italiana, e vivono ancora oggi in forme nuove, puntando al interscambio culturale e all’arricchimento reciproco.

Curiosità

Nella foto di copertina la torre di Palacio Salvo, a Montevideo, si staglia nel cielo della città uruguayana. La scelta non è casuale perché quello splendido palazzo, alla stregua del suo gemello Palacio Barolo, che sorge nel centro di Buenos Aires, in Argentina, è un simbolo di italianità.

La famiglia Salvo, imprenditori di ascendenza italiana, aveva commissionato all’architetto Mario Palanti, milanese, la progettazione di un simbolo del proprio prestigio puntando a svettare nell’orizzonte cittadino con un edificio che sovrastasse tutti gli altri.

Entrambi gli edifici nascondono molteplici riferimenti alla numerologia e alla simbologia dantesca, omaggi dell’architetto e dei suoi committenti al padre della nostra lingua e al suo capolavoro, la Divina Commedia.

Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

16 − 4 =