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Giulio Ferroni a Treviso per una lectio su “L’Italia di Dante”

di Redazione | #LItaliadiDante
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Quando Dante scrive di Treviso fa riferimento ai due fiumi che ne determinano così caratteristicamente il territorio: il Sile e il Cagnano (oggi battezzato Botteniga, ma dai trevigiani chiamato ancora Cagnàn, canale). Succede nel Convivio (IV XIV 12) così come nella Divina Commedia “e dove Sile e Cagnan s’accompagna,/ tal signoreggia e va con la testa alta,/ che già per lui carpir si fa la ragna” (Par., IX 49-51):.

Parte da qui, dal rapporto tra l’acqua e la città, tra i suoi canali e i suoi ponti, il viaggio di Giulio Ferroni, nell’ottobre di qualche anno fa, alla ricerca delle tracce dantesche a Treviso i cui risultati sono raccolti in ben due capitoli di “L’Italia di Dante”, il volume pubblicato da La Nave di Teseo con il sostegno della Società Dante Alighieri. ferroni

A Treviso Ferroni rintraccia riferimenti che sono insieme letterari e biografici: non solo il figlio di Dante, Pietro Alighieri, a Treviso morì, durante il suo mandato da podestà, ma anche Dante stesso potrebbe essere stato in città, forse ospite della famiglia dei da Camino, citata nel Purgatorio attraverso la figura di Gherardo, anima purgante tra gli iracondi.

Ancora in ottobre, l’8, Ferroni tornerà a Treviso, stavolta per presentare il suo libro in occasione di una lectio magistralis che del volume ripropone il titolo: “L’Italia di Dante”. L’incontro si terrà alle 17 presso l’auditorium del Museo Santa Caterina.

La lectio, che avrà un accompagnamento musicale e sarà intermezzata da letture, è promossa dal Comitato della Dante di Treviso, la cui Presidente Maria Giuseppina Vincitorio accoglierà gli intervenuti con un saluto di benvenuto.

Locandina

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