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L’Italia di Dante e il valore dell’esperienza: a Giulio Ferroni il Viareggio per la saggistica

di Valeria Noli | Chiose
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Al tema molto attuale della libertà è dedicata la 91. edizione del Premio letterario Viareggio-Rèpaci, che si è svolta nel 200. anniversario della città. La serata conclusiva presso la Cittadella del Carnevale è stata condotta nella serata del 30 agosto da Tiziana Ferrario con Nino Graziano Luca e introdotta dai saluti del Sindaco Giorgio Del Ghingaro con la Presidente della giuria Simona Costa.

Giulio Ferroni ha vinto il premio per la Saggistica con L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della “Commedia”. Edito da La nave di Teseo con il sostegno della Società Dante Alighieri, si tratta di un diario di viaggio attraverso l’Italia descritta da Dante, un esercizio di minuziosa ricostruzione di un percorso nella storia della letteratura e della lingua italiana, sui passi di una guida d’eccezione. Premiati per la Narrativa e Poesia Paolo Di Paolo con Lontano dagli occhi (Feltrinelli) e Luciano Cecchinel con Da sponda a sponda (Arcipelago Itaca).

La manifestazione si è svolta dal vivo, seguendo le misure anti-covid, nel rispetto di una storica vocazione di un premio “aperto” alla libera circolazione delle idee nella società letteraria italiana, come ricordò Giovanni Macchia, nel cinquantesimo anniversario del premio: “…è da rilevare inoltre  il coraggio che le commissioni hanno sempre mostrato nelle loro scelte […] e che invece il Premio Viareggio (senza preoccuparsi del famoso interrogativo che circola nelle giurie: Ma chi li legge?) ha affidato all’attenzione di un pubblico diverso da quello cui sembravano destinati”.

Dante e l’Italia

Ferroni racconta “un viaggio stimolato dall’evidenza fisica della parola di Dante”, alla scoperta di luoghi talvolta noti, altre volte sconosciuti o visti con occhi nuovi, che attraversa anche l’Italia dei centri meno investiti dal turismo di massa. Si tratta di luoghi che Dante vide e riconobbe nella loro coerenza linguistico-culturale, quando ancora l’Italia politica non esisteva.

Ferroni racconta “i luoghi di questa Italia che ho attraversato e vissuto nei miei anni, con la sua bellezza e il suo sfacelo; luoghi della vita e della poesia, la cui consistenza e il cui stesso habitat si sono coniugati con tanta poesia e letteratura, che li ha toccati nel corso del tempo, che ne ha interrogato il carattere, che li ha fatti riconoscere, comprendere, amare.” Sono ora le tappe di un viaggio che riconnette la loro “concreta, resistente realtà” con l’intera storia della cultura italiana.

Tra i nomi dei premiati, che invitiamo a consultare nel sito del Premio Viareggio, dal 30 agosto 2020 figura anche quello di Giulio Ferroni con il suo saggio autobiografico che invita a “pellegrinare per l’Italia sulla scorta dell’immensa poesia di Dante” per misurare “la sua distanza storica, nella provvisoria consistenza di questo effimero presente, ma nel contempo la concretezza del suo spazio geografico attuale, sulle carte e sulle mappe”.

Si tratta anche di un esercizio di realtà, il rapporto con la concretezza dei luoghi nella perdita della geografia come conoscenza concreta dei luoghi. Mentre cediamo alla tecnologia la capacità e il gusto di ripercorrere il mondo su una mappa cartacea, il libro di Ferroni aiuta a riscoprire il fascino e il valore “della materialità di un andare” e il valore dell’esperienza.

***

Nella cerimonia del 30 agosto sono stati ricordati Paolo Fabbri e Piero Gelli, due prestigiosi membri della Giuria recentemente scomparsi, e Sergio Zavoli che vinse un Viareggio invernale intitolato a Mario Tobino. Premi speciali: a Franco Gabrielli il Viareggio 200, a Natalia Aspesi il premio speciale per il giornalismo, a Dacia Maraini quello alla carriera. A Massimo Bray il premio speciale della Presidente e Ilaria Capua ha ricevuto il Viareggio 2020 “per il costante e generoso impegno nella lotta contro il COVID-19”. Il premio Città di Viareggio è andato a Sandro Luporini, il Premio internazionale Viareggio-Versilia all’Amb. Maurizio Serra, primo italiano a far parte degli “immortali” dell’Académie française. Ad Alberto Albertini il premio Opera prima-narrativa per La classe avversa (Hacca). La selezione è stata realizzata da una qualificata giuria presieduta da Simona Costa: Maria Pia Ammirati, Marino Biondi, Luciano Canfora, Ennio Cavalli, Marcello Ciccuto, Franco Contorbia, Francesca Dini, Emma Giammattei, Sergio Givone, Giovanna Ioli, Giuseppe Leonelli, Mario Graziano Parri, Gabriele Pedullà, Federico Roncoroni, Anna Maria Torroncelli. Segretaria letteraria di Costanza Geddes da Filicaia con Erika Bertelli alla segreteria organizzativa.

 

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