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Un augurio di “gonfie vele”

di Redazione | Lingua
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Nell’ultima (di questa stagione televisiva) lezione di italiano della Dante, rubrica fissa della trasmissione “L’Italia con voi” di Rai Italia, Lucilla Pizzoli ha presentato il lessico della navigazione. Schermata 2020 07 22 alle 10.05.15

Navigare e navigatore sono parole antichissime della lingua italiana, come antichissima è la vocazione marinaresca degli italiani; si dice sempre, infatti, che gli italiani sono “un popolo di santi, di poeti e – per l’appunto – di navigatori”; questa frase di Benito Mussolini in un discorso contro la Società delle Nazioni del 1935 è diventata famosa perché riprodotta sulla facciata del Palazzo della civiltà italiana, all’EUR di Roma, anche detto Colosseo quadrato. È spesso usata ironicamente, ma rimanda all’idea di questo popolo sul mare. Navigare viene da nave, dal latino, e fa riferimento a qualsiasi modalità di trasporto sull’acqua. Prende però spesso significato figurato e declina le varie condizioni con cui si viaggia sull’acqua; ecco allora “navigare a gonfie vele”, “navigare con il vento in poppa”, “navigare a lumi spenti” e molte altre.

Navi, velieri, imbarcazioni, bastimenti, natanti, la conduttrice, Monica Marangoni, ha chiesto alla prof.ssa Pizzoli quale sia il rapporto tra queste parole. Schermata 2020 07 22 alle 10.30.54

Il termine più generale è imbarcazione che fa riferimento a qualsiasi struttura galleggiante sull’acqua che ha un mezzo di propulsione variabile, a motore, a vela, a remi…

Barca è la parola più comune per le imbarcazioni di piccole dimensioni, nave quella che individua le imbarcazioni più grandi. Variano poi a seconda della dimensione e della destinazione: natante (altrettanto generico ma meno diffuso e che individua piccole imbarcazioni), chiatta o battello (con fondo piatto e destinati al trasporto di cose o persone), piroscafo e transatlantico (per le lunghissime percorrenze), traghetto (per le piccole tratte, spesso tra terra ferma e isole), cargo (destinato al trasporto mezzi), e così via. Schermata 2020 07 22 alle 10.31.05

Strumenti essenziali per la navigazione, prima dell’avvento dei satelliti, sono l’astrolabio e il sestante. L’astrolabio è lo strumento di misurazione degli astri, che deriva dal greco “lambano”, ovvero “prendere” la misura degli astri per poter localizzare l’imbarcazione, poi sostituito dal sestante, che invece è uno strumento che usando un’angolatura e uno specchio misura la distanza tra l’astro e l’orizzonte, si chiama così perché l’angolatura è un sesto di circonferenza, ovvero 60 gradi, così come l’ottante era un ottavo di circonferenza, ovvero 45 gradi.

Tra i modi di dire abbondano quelli che fanno riferimento al viaggio in mare: “a gonfie vele”, “in cattive acque”, “con ogni vento”; altrettanto si trova mutuato nella navigazione in Internet, ovvero il muoversi nel vasto oceano virtuale.

C’è un motto latino, attribuito da Plutarco a Pompeo, che dice “navigare è necessario, vivere non è necessario”, assunto a motto della lega anseatica e recuperato da Gabriele d’Annunzio a introduzione delle Laudi per riassumere uno spirito patriottico e combattente.

La Dante a “L’Italia con voi”

Ogni lunedì e giovedì un esperto linguista della Società Dante Alighieri partecipa alle puntate di “L’Italia con voi” per proporre percorsi tra le parole, nel tempo e nello spazio, dai dialetti delle regioni italiane alla presenza dell’italiano nel mondo fra tradizione, presente e passato della nostra lingua

 Guarda la puntata su RaiPlay

Lucilla Pizzoli insegna Linguistica italiana presso l’Università degli studi internazionali di Roma (Unint) e collabora dal 1999 con la Società Dante Alighieri per attività di promozione della lingua italiana in Italia e all’estero. Per il Corriere della Sera ha pubblicato il volumetto sui Modi di dire (2020). Dal 2013 partecipa come esperta di lingua italiana e coordina la rubrica curata dalla Dante Alighieri per i programmi Community e L’Italia con voi trasmessi da Rai Italia.

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