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“Il silenzio è d’oro”? Se ne parla a L’Italia con Voi

di Redazione | Lingua
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Nell’ultima puntata di “L’Italia con voi” la prof.ssa Lucilla Pizzoli ha preso il testimone dal collega Stefano Telve nella rubrica linguistica curata dalla Dante nel programma di Rai Italia. La linguista ha conversato con la conduttrice Monica Marangoni del tema del “silenzio”.

Silenzio deriva dal latino, da silere, ovvero tacere, fa riferimento in italiano alla mancanza di suoni e, più specificamente, alla mancanza di parola. Lo si vede in espressioni come “silenzio stampa”, che si usano quando si vuole evitare di pronunciarsi davanti a situazioni delicate. Assume anche il significato di “dimenticanza, oblio”, tant’è che lo troviamo in formule come “cadere nel silenzio”, “passare sotto silenzio”, “vivere nel silenzio” che fanno riferimento a qualcosa che non ha più modo di essere ricordato.

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“Ma i silenzi hanno un significato – sollecita la giornalista – perciò parlano?” Da una parte possono essere il segno dell’esitazione, dell’imbarazzo; togliere la parola genera angoscia anche perché è un atto molto violento; “fare scena muta”, a un esame per esempio, “non spiccicare parola”, “non avere la lingua” sono tutte espressioni che dimostrano imbarazzo e sofferenza. Ma al silenzio si lega anche l’aspetto della saggezza – si pensi ad Albus Silente, personaggio molto amato della saga di Harry Potter, chiamato così proprio perché è il mago saggi. Dell’eloquenza del silenzio si parla anche in riferimento a molte religioni, una forma di rispetto, di attenzione alla trascendenza, di qualcosa che lascia senza parole. “Osservare un minuto di silenzio” risponde all’idea di esprimere con questa modalità qualcosa di troppo grande per essere descritto.

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In silenzio si sono fatte molto cose importanti, pensiamo alla “Chiesa del silenzio”, definita così quella professata sotto i regimi comunisti, oppure la “Giungla silente”, l’organizzazione dei movimenti scoutistici che sotto il regime fascista erano stati costretti alla clandestinità.

Tra i sinonimi c’è pace e quiete. Il primo ha un significato molto più esteso, fa riferimento alla contrapposizione con la parola guerra, venendo da una parola latina che significa “fissare, pattuire” (la pax romana è stata il periodo più lungo di non belligeranza). La seconda fa riferimento all’assenza di moto, si pensi al suo significato nel linguaggio tecnico della fisica, e si usa in senso figurato in riferimento all’assenza di moto per definizione, cioè alla morte: di “fatal quiete” parla Ugo Foscolo.

Il silenzio è legato anche a diversi modi di dire: si dice “il silenzio è d’oro e la parola è d’argento” e anche Dante nell’Inferno fa riferimento a “cose che ‘l tacere è bello”, quindi qualcosa che non può essere descritta. L’idea di ricorrere al silenzio per evitare brutte figure è riassunta in una famosa massima di Oscar Wilde: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprire bocca e togliere ogni dubbio”.

La Dante a “L’Italia con voi”

Ogni lunedì e giovedì un esperto linguista della Società Dante Alighieri partecipa alle puntate di “L’Italia con voi” per proporre percorsi tra le parole, nel tempo e nello spazio, dai dialetti delle regioni italiane alla presenza dell’italiano nel mondo fra tradizione, presente e passato della nostra lingua

 Guarda la puntata su RaiPlay

Lucilla Pizzoli insegna Linguistica italiana presso l’Università degli studi internazionali di Roma (Unint) e collabora dal 1999 con la Società Dante Alighieri per attività di promozione della lingua italiana in Italia e all’estero. Per il Corriere della Sera ha pubblicato il volumetto sui Modi di dire (2020). Dal 2013 partecipa come esperta di lingua italiana e coordina la rubrica curata dalla Dante Alighieri per i programmi Community e L’Italia con voi trasmessi da Rai Italia.

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