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Da Arpino al Belgio: un racconto da costruire

di Andrea Ciarlariello | Chiose
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Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa a firma del Presidente del Comitato prof. Enrico Quadrini

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In data 16 maggio c.a., perdurando la situazione socio-sanitaria condizionata dal Covid19,  il Comitato di Arpino ha dovuto modificare il cronoprogramma previsto dal progetto “Un nuovo racconto di letteratura da costruire, non qualcosa che è stato costruito….da Arpino a Tongeren e Liegi”, approvato e contribuito dalla Sede centrale. Le finalità erano e sono state quelle di scrivere una storia di eventi che dalla Roma repubblicana e cesariana si aprissero al territorio della “Gallia belgica”,  rappresentato dall’Atuatuca Tungorum (odierna Tongeren).

Una storia arricchita di epistole (ad Quintum fratrem e ad Atticum di M. Tullio Cicerone) di ricerca testuale sul De Bello Gallico di C. Giulio Cesare, di conoscenza del territorio belga e delle vicende che hanno segnato la storia del Belgio romanizzato. Tutto questo, però, frutto non solo di interventi di semplice ricerca e di incontri con conferenze da parte di studiosi ma costruito sulla partecipazione di alcuni nostri giovani “esploratori” della storia e del territorio con scambi di esperienze in territorio di Arpino (da cui Quinto proviene) e di Tongeren, per il quale si era richiesto ed ottenuta la partecipazione dell’Associazione “Laziali nel Mondo be.ne.lux.”.

I nostri giovani hanno scoperto che l’antica Atuatuca Tungorum, nata come castra, fu innalzata poi da Augusto all’onore di Civitas e poi di Municipium; che la storia d’Europa è stata scritta anche da Cives romani provenienti dall’antica Arpinum, che dopo Lucio Munazio Planco “fondatore” delle odierne Lione (Francia) e Basilea (Svizzera) anche Quinto Cicerone ha potuto lasciare il suo segno indelebile nella storia molto più grande di quella che oggi è quella europea.

Un laboratorio di ricerca letteraria e storica, quindi, per avviare gli alunni alla conoscenza delle loro radici e delle loro connessioni con realtà territoriali che sembrano lontane mentre sono talmente vicine da poterle sentire “proprie”.

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Nella foto di copertina: una veduta di Arpino, scattata da Julien Chatelain e condivisa su Flickr in Creative Commons

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