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“Bella zio”: la lingua dei giovani tra antichità e social network

di Redazione | Lingua
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La rubrica linguistica del programma “L’Italia con voi” del 14 maggio è stata introdotta da un estratto da “Scialla”, il film del 2011 di Francesco Bruni in cui il protagonista dà dimostrazione di una ricchezza espressiva tipicamente giovanile.

Già nel mondo greco, spiega la linguista della Dante Claudia Ballanti, interpellata in merito, esistevano parole tipicamente giovanili. Socrate riferisce dell’uso di asino per etichettare i coetanei che non sapevano giocare bene a palla. In italiano si può parlare di linguaggi giovanili veri e propri solo a partire dalla metà del Novecento, con un certo ritardo rispetto a quanto accaduto nelle altre lingue europee. Questo ritardo è dovuto al fatto che la lingua dei giovani, come varietà informale e colloquiale, si innesta sulla lingua parlata: l’italiano parlato e colloquiale si afferma del tutto solo dagli anni ‘50 del secolo scorso. scialla

Scialla è stato un termine popolarissimo fino a qualche tempo fa ma ultimamente sta un po’ regredendo, e il suo uso nei prossimi anni non è affatto assicurato. Questo accade spesso con i termini dei linguaggi giovanili, che sono sempre molto vitali e in continua evoluzione: ogni generazione tende a differenziarsi dalla precedente. Ci sono invece termini che riescono ad attraversare più generazioni: si pensi al verbo beccarsi, usato per dire incontrarsi, che è usato dagli anni ’80 e ancora molto diffuso, così come svalvolare, per dire “perdere il controllo”, che pure è utilizzato da una ventina d’anni.

Tra i verbi più nuovi sembra spopolare nerdare, che intende “passare ore e ore davanti a videogiochi”; deriva da nerd, termine inglese che circola già dagli anni ’90 e che indica un ragazzo giovane con una passione per i videogiochi, generalmente introverso e che preferisce stare davanti al computer piuttosto che uscire con gli amici.

Creare una lingua alternativa non è solo un modo per tentare di non essere compresi dagli adulti, come rileva la conduttrice Monica Marangoni, ma anche, e soprattutto, quello di identificarsi e riconoscersi all’interno di un gruppo, autoaffermarsi distinguendosi dal mondo degli adulti.

A proposito dell’uso che della lingua si fa nei social network la riflessione in trasmissione parte dal riconoscere questi strumenti come un’occasione di accostamento alla lingua scritta da parte di persone che difficilmente ne avrebbero avuto esigenza. Il problema si pone quando questo nuovo italiano, definito “digitato”, ovvero scritto ma al tempo stesso informale, è l’unica modalità che la persona possiede; bisogna fare attenzione a non appiattire il proprio bagaglio di espressioni a questa unica forma.svalvolare

Per i giovani è importante che intervenga la scuola, nel fornire loro la cosiddetta “competenza comunicativa”, educando ad usare e modellare la lingua, sia nello scritto che nel parlato, in base alle diverse situazioni.

Il vecchio matusa, abbreviazione di “Matusalemme” usata dai giovani per etichettare gli adulti tipicamente in epoca sessantottina, non ha trovato un corrispettivo nella lingua degli ultimi anni. È una forma interessante perché gli accorciamenti sono tipici dell’espressività giovanile. Si pensi a tranqui.

Tra le formule di saluto più in voga si segnala bella per dire ciao – non solo a Roma ma diffuso in diverse zone d’italia da una ventina d’anni – accompagnato da zio, fra’ o bro’ che denotano la volontà di connotare un rapporto di confidenza e intimità.

La Dante a “L’Italia con voi”

Ogni lunedì e giovedì un esperto linguista della Società Dante Alighieri partecipa alle puntate di “L’Italia con voi” per proporre percorsi tra le parole, nel tempo e nello spazio, dai dialetti delle regioni italiane alla presenza dell’italiano nel mondo fra tradizione, presente e passato della nostra lingua

 Guarda la puntata su RaiPlay

Claudia Ballanti (1988), laureata in Linguistica italiana presso l’Università “La Sapienza” di Roma con Luca Serianni, dal 2010 collabora con la Società Dante Alighieri. Ha insegnato italiano a stranieri presso il Centro Astalli di Palermo e attualmente insegna nella scuola secondaria di primo grado. Dal 2013 partecipa come esperta di lingua italiana alla rubrica curata dalla Dante Alighieri per i programmi Community e L’Italia con voi trasmessi da Rai Italia.

 

 

 

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