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Rileggere i Promessi sposi: Manzoni studiato in videoconferenza

di Redazione | Chiose
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Il Comitato del Canton Vallese, in Svizzera, presenta una videoconferenza per la prossima settimana: il prof. Uberto Motta presenterà una relazione “La peste del 1630 nei ‘Promessi sposi’ di Alessandro Manzoni”. La relazione, che toccherà con sensibilità anche i riferimenti all’attualità dell’emergenza sanitaria, sarà trasmessa il 6 maggio alle 20:00 tramite i canali social del Comitato.

Il prof. Motta è ordinario di Letteratura italiana ed è decano della Facoltà di Lettere e di Scienze umane all’Università di Friburgo, in Svizzera. Gli interessi delle sue ricerche sono sempre stati orientare al Rinascimento italiano spaziando però in alcuni studi sulla poesia del Novecento. Grazie alla collaborazione dello studioso la Dante compie un altro piccolo passo per portare avanti , seppure con le dovute limitazioni, il suo percorso culturale che vede un calendario di iniziative ricco e partecipato da soci e amici.

Il Comitato presenta così l’appuntamento “I Promessi sposi sono il più celebre romanzo della letteratura italiana moderna e contemporanea. In quest’opera sono narrate le vicende di una coppia di giovani protagonisti, Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, al fine di guidare il lettore alla scoperta del mondo, come è e come dovrebbe essere. Da un lato, la realtà storica dell’Italia del primo Seicento è presa a esempio dell’ingiustizia e del male che, in ogni tempo, inquinano la società e spesso il cuore di ogni individuo. D’altro canto, attraverso la voce dei suoi personaggi Manzoni porta alla luce quel desiderio di bene che è radicato nella coscienza di ciascuno. Su questo sfondo ben sei capitoli del romanzo sono dedicati alla rievocazione della terribile peste che nel 1630 provocò la morte di decine di migliaia di persone, a Milano, in Lombardia, e in tutta Europa. Rileggere queste pagine, alla luce dell’emergenza sanitaria in corso, può fornire preziosi stimoli non solo per comprendere meglio l’opera di Manzoni, ma anche per osservare in modo diverso le circostanze drammatiche che stiamo vivendo”.

La foto in copertina è concessa da Renaud Camus in CC su Flickr

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