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L’arte ai tempi del Coronavirus. La mostra in condominio di Domenico Dell’Osso

di Chiara Barbato | Ficcanaso, Galleria fotografica
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Il condominio si fa spazio espositivo. E’ successo a Matera, la Città dei Sassi, per iniziativa dell’artista Domenico Dell’Osso che, dovendo far fronte al periodo di chiusura fisica dei luoghi preposti alla promozione della cultura, ha scelto di condividere con i suoi coinquilini il frutto delle sue ultime riflessioni grafiche. Disegni che illustrano con sottile ironia lo spaesamento e l’insofferenza dell’uomo di fronte all’emergenza Coronavirus.

Classe 1975, Dell’Osso è esponente di una corrente che la critica ha ribattezzato pop surrealismo italiano, ed è noto per le sue figurine umane inserite in paesaggi fantastici e metafisici, vivacemente colorati. Vincitore di importanti premi nazionali come Premio Arte Mondadori, Premio Celeste, Premio Pio Alferano, Premio Zuanazzi, è stato finalista ai Premi Arte Laguna, Ceres, Terna, Open – Venezia, Dalla Zorza, Combat Prize. Le sue opere sono state esposte presso l’Arsenale di Venezia, il Pratt Institute di New York, il Mambo di Bologna, il Madre di Napoli, il Centro Pecci di Prato, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, il Palazzo della Permanente e lo Spazio Oberdan di Milano, la Fondazione Cini di Venezia e molte altre prestigiose istituzioni.

Per presentare al pubblico i suoi recenti disegni, Dell’Osso ha preferito trovare una soluzione alternativa alle mostre virtuali attualmente disponibili online. Le limitazioni ai tempi del Coronavirus si sono trasformate dunque nella possibilità di verificare una nuova esperienza e condurre un piccolo esperimento sociale: la prima “personale” organizzata sui pianerottoli di casa. “Lo stupore è inatteso per il suo nuovo pubblico ma anche per lo stesso artista – si legge in una nota diffusa da Dell’Osso – che si meraviglia del calore e della gratitudine che l’insolito allestimento suscita in un condominio fino a poco prima di estranei all’arte e di perfetti sconosciuti” Un ambiente “che inaspettatamente diventa familiare e fornisce l’occasione per guardare al futuro da prospettive assolutamente differenti, per liberarsi del possibile e far spazio all’impossibile”.

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