fbpx

Umberto Nobile: “Quello che ho visto nella Russia sovietica”

di Valerio De Luca | Ficcanaso, Galleria fotografica
Condividi su

Il Comitato della Dante di Mosca saluta affettuosamente l’Italia in questo particolare momento storico. Per l’occasione ci invia il resoconto e le foto della presentazione del libro di Umberto Nobile “Quello che ho visto in Russia Sovietica” che è stato organizzato nei giorni scorsi a Rostov sul Don da Nataliya Chigridova, Nataliya Nikishkuina e Ekaterina Spirova.

La collaborazione internazionale Italia-Russia

Roma- Mosca- Rostov-sul-Don

Un progetto educativo internazionale per preservare la memoria delle personalià italiana. L’apertura di un progetto internazionale dallo studio del generale italiano Umberto Nobile. La traduzione del libro di Umberto Nobile “Quello che ho visto nella Russia sovietica”. Il Dipartimento dell’Istruzione del Consolato Generale d’Italia a Mosca è stato uno dei primi a sostenere l’idea di tradurre in russo il libro di Umberto Nobile “Quello che ho visto nella Russia sovietica” ed ha aiutato a stabilire una comunicazione con i discendenti del Generale Umberto Nobile: con la nipote Carla Schettino Nobile e pronipote di Pietro Maria Vacca . L’organizzazione delle presentazioni del libro in Russia e in Italia insieme ai partner italiani. Una delle presentazioni del libro si è svolta nella città di Rostov-sul-Don grazie alla collaborazione con il presidente della Società Dante Alighieri a Rostov-sul-Don Nataliya Chigridova.

Ad oggi, il progetto per preservare la memoria delle figure italiane (Umberto Nobile) ha ricevuto il riconoscimento internazionale ed è stato presentato in varie posti. Tra gli organizzatori del progetto da parte italiana: il Consolato Generale d’Italia a Mosca, il programma PRIA per la diffusione della lingua italiana (Capo Giuseppe Lo Porto), la Società Dante Alighieri a Roma (Segretario Generale Alessandro Mazi), la Società Dante Alighieri a Mosca (Presidente Nataliya Nikishkina), l’Associazione Internazionale “Amicizia” Italia-Russia (Presidente Spirova Ekaterina), l’Associazione “Due Capitali. Mosca-San Pietroburgo” (Capi: Golovachov Vladimir  e Spirova Ekaterina), la fraternità italiana di MGIMO (Capo Fabio Coacci). I partner del Progetto sono: Società Dante Alighieri di Rostov-sul-Don Nataliya Chigridova, Tatiana Burobina Società Dante Alighieri di Toliatti. I fondatori ed i curatori del nostro progetto sono i discendenti del generale Umberto Nobile: nipote Carla Skettino Nobile e pronipote Pietro Maria Vacca. La ricerca storica è svolta dal Museo di Storia e Arte, dal teatro “GOROD” di Dolgoprudniy e dal museo Kostino. Speriamo davvero che presto il nostro amato San Pietroburgo (Museo- rompighiaccio Krassin) si unisca al nostro progetto. Il nostro partner principale nei progetti russo-italiani è la Societa’ Storica della Russia RIO.

La nostra squadra vorrebbe ringraziare personalmente Nataliya Chigridova dai nostri partner russi ed italiani per l’alto livello di organizzazione dell’evento. Esprimiamo la nostra profonda gratitudine all’Amministrazione della biblioteca pubblica di Rostov-sul-Don per l’organizzazione e la conduzione della conferenza. Grazie mille agli attori che durante la conferenza hanno letto diversi brani tratti dal libro di Umberto Nobile “Quello che ho visto nella Russia sovietica” in italiano ed in russo. Esprimiamo la nostra profonda gratitudine allo storico che ha illuminato in dettaglio le pagine della storia di quel periodo.

Esprimiamo la nostra profonda gratitudine al Dipartimento d’Istruzione del Consolato Generale d’Italia a Mosca, al capo Giuseppe Lo Porto ed alla Società Dante Alighieri di Roma, al Segretario Generale Alessandro Masi per aver scritto le lettere che sono state lette durante la conferenza russo-italiana.

Cordiali saluti,
Presidente dell’Associazione Internazionale “Amicizia” Italia-Russia

Spirova Ekaterina

________

Umberto Nobile (Lauro, 21 gennaio 1885 – Roma, 30 luglio 1978) è stato un generale, esploratore, ingegnere e accademico italiano.
Fu docente di Costruzioni aeronautiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II per oltre trent’anni, nonché direttore dello Stabilimento militare di costruzioni aeronautiche a Roma dal 1919 al 1928 e generale del Corpo del Genio aeronautico ruolo ingegneri dell’Aeronautica Militare. Nobile è stato uno dei pionieri e delle personalità più elevate della storia dell’aeronautica italiana; divenne famoso al grande pubblico per le sue due trasvolate in dirigibile del Polo Nord, compiute nel 1926 a bordo del dirigibile Norge e nel 1928 a bordo del dirigibile Italia, quest’ultima conclusasi in tragedia.
Amareggiato dall’atteggiamento italiano nei suoi confronti si dimise dall’Aeronautica nel 1929 e ormai in disgrazia nel regime fascista, Nobile abbandonò l’Italia nel 1931 per partecipare alla spedizione artica del rompighiaccio Malyghin, per trasferirsi l’anno dopo in Unione Sovietica dove collaborò al progetto di dirigibile URSS W6 OSOAVIAKHIM, (schiantandosi nel febbraio 1938). Rientrato nel novembre 1936, nel 1939 emigrò negli Stati Uniti dove le sue capacità di progettista vennero ampiamente utilizzate e dal febbraio 1943 fu in Spagna. Rientrò in Italia dopo il 25 luglio 1943 e nel 1945 chiese e ottenne di rientrare nei ranghi dell’Aeronautica Militare e fu promosso al grado di maggior generale del genio aeronautico…

Vorrei cominciare il mio breve intervento essendo uno dei traduttori del libro di Umberto Nobile“Quello che ho visto in Russia sovietica” dal italiano in russo (il secondo traduttore e’ Ekaterina Spirova, che e’ presente a questo incontro) e in qualita’ del Presidente di societa’ “Dante Alighieri” a Mosca, che ha lanciato questo Progetto.

Questo progetto sta già iniziando a unire le città. Mosca- Dolgoprudniy- Rostov-sul-Don. In futuro ci saranno anche la città di Togliatti, San Pietroburgo, Korolev e sono sicura che molte altre città si uniranno, con le quali continuiamo a lavorare e discutere le possibili collaborazioni. Il progetto ha coinvolto, ovviamente, non solo le città della Russia, ma anche diverse città d’Italia – ovviamente, Roma, Cividale del Friuli, Fagagna, dove si trova la scuola aeronautica che ha il nome di Umberto Nobile, la città Udine, dove ci sono diversi originali dei libri di Nobile, la città di Lauro, dove e’ nato Umberto Nobile, Napoli, Bari e molti altri.

Qual è il segreto di questo progetto? Innanzitutto, questo è un tema storico stesso. E’ una storia di relazioni tra persone, cooperazione, assistenza reciproca tra Italia e Russia. Questo è proprio l’argomento dell’Artico. Questo è un periodo complesso, controverso e interessante nella storia dell’inizio e della metà del XX-mo secolo.

Il libro stesso, “Quello che ho visto nella Russia sovietica”, che è stato scritto da Umberto Nobile nel 1940 e pubblicato nel 1945 a Roma dalla casa editrice Atlantica in italiano, è un diario, memorie, note, una descrizione di quel periodo degli anni ’30 del XX secolo, quando Umberto Nobile trascorse diversi anni in Russia e fu testimone della nascita di un nuovo stato sovietico.

All’inizio del libro vengono raccolti e presentati gli articoli introduttivi in ​​due lingue, articoli introduttivi scritti da persone diverse, italiani e russi, scienziati, attori, rappresentanti dell’amministrazione e del museo della città di Dolgoprudny, che conserva con cura il ricordo di questa meravigliosa persona, dove c’è un’intera stanza dedicata al tema della costruzione dei dirigibili, dei rappresentanti del Dipartimento d’istruzione del Consolato Generale d’Italia a Mosca, della Società Dante Alighieri di Mosca e di Roma, e, naturalmente, uno dei più importanti articoli introduttivi per noi è stato scritto dalla nipote di Umberto Nobile Carla Schettino Nobile, insieme con la pronipote Pietro Maria Vacca, che ora vivono a Roma. Siamo amici di questa meravigliosa famiglia da molto tempo e siamo molto grati a loro per il loro aiuto e supporto nella selezione del materiale, nel rilascio dell’autorizzazione per la pubblicazione e anche per aver fornito l’opportunità di lavorare non solo negli archivi russi, ma anche nell’archivio centrale di Umberto Nobile a Roma. Tutte queste persone sono collegate da un grande amore per l’Italia e la Russia, un amore per la storia delle relazioni tra i nostri paesi.

L’idea di tradurre questo libro in russo è nata proprio dal desiderio di unire e includere nel dialogo i lettori italiani e russi. Il lettore italiano, per richiamare ancora una volta la sua attenzione su questo libro, che non è stato ristampato, purtroppo, dal 1945 e ora si puo’ trovare solo la sua versione elettronica, che siamo lieti di fornire a tutti coloro che esprimono il desiderio di leggerlo in italiano. Facciamo appello ancora una volta al lettore russo per immergerci nella storia del nostro paese degli anni ’30 del XX secolo, ancora una volta riflettere sulla formazione delle relazioni con l’Italia, ancora una volta ricordare l’argomento dello sviluppo dell’Artico, ricordare tutti coloro che hanno dedicato la propria vita all’aviazione, costruzione di dirigibili, che sacrificò la sua vita per salvare la vita degli altri.

Sulla tragedia del dirigibile “Italia”, avvenuta nel 1928, furono scritti molti libri e opuscoli. Lo stesso Umberto Nobile ha scritto anche lui il libro “Tenda rossa. Ricordi di neve e fuoco ”, pubblicato nel 1975 dalla casa editrice di Mosca Progress, tradotto in russo dalla meravigliosa traduttrice Yulia Dobrovolskaya. Nel suo libro, ha sottolineato l’importanza cruciale della spedizione di salvataggio sovietica sul rompighiaccio Krasin, che ha svolto la sua nobile missione. Umberto Nobile ha mostrato perfettamente il desiderio altruistico e pieno di abnegazione di marinai e piloti russi di raggiungere il loro obiettivo e salvare la spedizione italiana a tutti i costi.

Rudolf Samoilovich (e’ nato il 1 settembre (13), 1881, Azov – e’ fucilato il 4 marzo 1939, Leningrado) – l’esploratore polare sovietico, professore, dottore in scienze geografiche guidò la spedizione per salvare il dirigibile “ nell’Artico. Samoilovich è nato nella città di Azov, nella regione di Rostov. L’amicizia tra Umberto Nobile e Rudolf Samoilovich è durata molti anni. Pertanto, non è un caso che la prima presentazione del libro in Russia abbia luogo nella città di Rostov-sul-Don nell’edificio della Biblioteca statale regionale(https://yandex.ru/maps/org/gbuk_ro_donskaya_gosudarstvennaya_publichnaya_biblioteka/), che è un eccellente monumento nello stile costruttivismo dell’era sovietica. L’edificio della biblioteca è decorato all’esterno con bassorilievi di scrittori e poeti di fama mondiale, tra i quali abbiamo visto un bassorilievo di Dante Alighieri.

Quando iniziò la guerra tra Germania e Unione Sovietica, Nobile lavorò negli Stati Uniti d’America nel giugno 1941 e, sullo sfondo del pessimismo generale riguardo alla resistenza dei russi all’invasione nazista, espresse pubblicamente la sua convinzione che sarebbe stato molto, molto difficile spezzare il popolo russo. Questa convinzione si basava, come scrisse, “sulla conoscenza che avevo della gioventù sovietica, sul suo spirito di abnegazione, sull’entusiasmo con cui lavoravano per creare un nuovo ordine mondiale. Questo entusiasmo era illimitato, contagioso. Fu il fenomeno più evidente della vita sovietica.”

Nel libro “Quello che ho visto nella Russia sovietica”, Umberto Nobile si concentra sulla vita quotidiana dei sovietici e giunge ripetutamente alla conclusione che i giovani sovietici in quel periodo storico erano dedicati ai grandi ideali, ispirati dalla consapevolezza di essere costruttori una nuova società e ha confrontato la loro spiritualità con un orizzonte di visione più stretto dei giovani europei.

Come racconta Nobile nell’introduzione, lo scopo del libro, che fu pubblicato in Italia nel 1945, era di rispondere alle “innumerevoli domande che gli piovvero addosso da tutte le parti” che gli fu chiesto di capire la Russia, di capire cosa signifca l’Unione Sovietica, questo era particolarmente vero dopo il successo dell’esercito russo e la vittoria sugli invasori nazisti, che improvvisamente invasero il territorio dell’Europa e dell’Unione Sovietica.

Nobile scrive: “… il potere di resistenza mostrato dal popolo sovietico era così sorprendente che tutti avevano il desiderio di imparare qualcosa specifico sulla vita di queste persone”.
Più volte nel testo, Nobile ritorna e discute su questo argomento di base: il potenziale di resistenza della nazione russa e dei giovani bolscevichi di fronte all’invasione nazista.

Persone come Umberto Nobile, tutti quegli specialisti italiani che hanno lavorato con lui nell’Unione Sovietica e hanno contribuito a costruire i primi dirigibili sovietici negli anni ’30, molti dei quali erano in una spedizione al Polo Nord con lui, meritano una discussione separata.
Furono loro che credettero all’infinito nel popolo sovietico e fino alla fine della loro vita con grande calore si ricordarono della loro vita in Unione Sovietica.

Attualmente stiamo completando la traduzione del libro di Felice Trojani “La Coda di Minosse”. Questo è lo sguardo di un altro talentuoso italiano, un associato di Umberto Nobile, che ha lavorato per molti anni fianco a fianco con il generale e che per molti anni ha collegato la sua vita e i suoi ricordi con l’Unione Sovietica.

Il progetto Umberto Nobile continua. Grazie mille per l’attenzione!
Al Presidente della Società Dante Alighieri, vorrei trasmettere una lettera del Segretario Generale della Società Dante Alighieri a Roma, Alessandro Masi e un film documentario del Museo dell’aeronautica militare di Vigna di Valle di Roma con il permesso (autorizzazione), ovviamente, dai creatori di questo film, che penso sarà molto interessante per voi guardare a vari eventi legati a questo argomento storico.

Nataliya Nikishkina, Presidente Comitato Dante di Mosca

 

 

 

Condividi su

Commenti: “Umberto Nobile: “Quello che ho visto nella Russia sovietica”

  1. Tutto molto bello e interessante, ma, poter leggere il libro in italiano e in russo? Cosa fare?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 × cinque =