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“Dante aveva ragione”, il nuovo singolo di Silvia Vavolo

di Valerio De Luca | Chiose
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“Dante aveva ragione” è il nuovo singolo di Silvia Vavolo, in rotazione radiofonica e disponibile in digital download, estratto dall’ultimo disco della cantautrice toscana Silvia Vavolo.

Il brano, con un cameo di Red Canzian, “è una critica ironica verso le persone che non prendono posizione nella vita, che non si espongono per paura o comodità. – racconta Silvia – I cosiddetti “ignavi” che, nella Divina Commedia, Dante mette all’Inferno, anzi davanti alla porta dell’Inferno perché, per lui, non meritano neanche quello. La vita è scegliere. Siamo le nostre decisioni. Giuste o sbagliate, non importa. Questa canzone è un’esortazione a “buttarsi”, ad agire, a dire il proprio pensiero, a schierarsi. Quando ho chiesto a Red, che avevo conosciuto nel 2014 nel corso della finale del Premio Lunezia e con cui ho instaurato un bellissimo rapporto professionale, se gli andava di fare un cameo nel disco gli ho detto: ‘Tu che sei la mia guida in questo disco, mi faresti da Virgilio?” e lui, entusiasta, mi ha detto si!”.

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“Se fossimo in America Silvia Vavolo avrebbe il suo spazio e il suo pubblico già da un bel po’… – racconta Red Canzian – è un’artista sincera, attenta ai particolari che fanno la differenza e danno spessore, in un mondo in cui tutto conta ormai, tranne che andare in profondità delle cose. Ho visto nascere questo disco e ci sono “entrato” con un piccolo cameo… Spero davvero che Silvia abbia l’attenzione che questo suo generoso progetto merita”.

Il mondo musicale di Silvia Vavolo è influenzato dal pianoforte del padre che suonava George Gershwin e Duke Ellington, e quello della madre che le faceva ascoltare Chopin: “A casa mia circolavano vinili di Barbra Streisand, Joan Baez, i grandi musical di Bernstein, Lucio Battisti, alternati alle arie d’opera di Puccini e alle sinfonie di Mozart. Presi una sbandata liceale per il soul dei Doobie brothers, Aretha Frenklin, i Toto, ho ascoltato come mantra il rock psichedelico dei Doors e del primo David Bowie (forse l’artista che amo di più in assoluto), l’elettronica dei Depeche Mode, gli anni 80 dei Duran Duran e degli Wham, ma é quando ho sentito il connubio perfetto tra musica e parole di Bob Dylan, Spriensting, Tenco, De André, Lucio Battisti, che ho sentito l’esigenza di scrivere canzoni”.

Il disco, uscito nel 2019 e registrato al Q Recording di Milano, con la produzione artistica del musicista Phil Mer e la supervisione artistica di Red Canzian (la copertina dell’album vanta la firma del prestigioso fumettista Sergio Staino), da cui è estratto questo primo brano: “è un album ‘libero’ e ‘colorato’ – spiega Silvia – un cantautorato che a livello di suoni arrangiamento tenesse conto della contemporaneità e dell’epoca in cui viviamo, un disco non ancorato ad un suono retrò o storicizzato.
L’idea è di un lavoro intimista ed introspettivo però colorato e ricco di suoni, una fusione tra sonorità acustici ed intramontabili e sperimentazione legata a campionamenti e synth”.

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