I libri della settimana: Gualdo, Zatterin, Arminio

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana la Redazione della Dante consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani.

Gli ACCOPPIAMENTI MALIZIOSI. Scambi e contatti di lingua, e altro, tra italiane e inglesiSchermata 2019 11 11 alle 11.38.06

di Riccardo Gualdo
Franco Cesati editore
€12.00, 124 pagine

Gli accoppiamenti maliziosi del titolo sono quelli tra parole inglesi e italiane. Nel volume si ripercorre la storia dei rapporti tra le lingue e si descrivono le principali caratteristiche dell’influsso inglese sull’italiano contemporaneo.
Con lo spunto del sesso si vuol rendere la lettura più leggera e stuzzicare la curiosità del lettore su singoli casi, non sempre noti, per introdurre alcune nozioni scientifiche fondate sugli studi più aggiornati sul tema.
Il volume si divide in cinque parti e dopo la storia e aspetti di politica linguistica passa a esaminare fatti di semantica e di morfologia, per poi approfondire problemi linguistici specifici, come pronuncia e grafia, formazione delle parole, interiezioni e ideofoni, e singole questioni di lessico e sintassi.

Riccardo Gualdo (Roma, 1963) è professore ordinario di Linguistica italiana all’Università degli Studi della Tuscia (Viterbo), dove dal 2014 coordina il Corso di studi in Lingue e culture moderne. È membro del collegio di dottorato di ricerca in Linguistica storica e storia linguistica italiana.

Il gigante del Nilo. Storie e avventure del Grande BelzoniSchermata 2019 11 11 alle 11.38.59

di Marco Zatterin
Mondadori
360 pagine, 15 euro

Un uomo alto due metri, massiccio, con una folta barba rossa, vestito alla turca, entra per primo, dopo tremila anni, nella tomba di Sethi I. Ha trentanove anni e una vita romanzesca alle spalle. E nato a Padova, ha fatto il barbiere, ha studiato idraulica, lavorato in teatro a Londra e in giro per l’Europa. Si chiama Giovanni Battista Belzoni, ma nel vecchio continente tutti lo conoscono come «The Great Belzoni». E senza dubbio il primo grande archeologo italiano in Egitto, forse uno dei più grandi in assoluto nell’età più avventurosa della «corsa» al Paese dei faraoni, a cavallo tra Settecento e Ottocento, l’età della spedizione napoleonica e delle scoperte di Champollion. Questa biografia porta alla luce uno dei personaggi centrali nella storia dell’incontro fra Europa ed Egitto: dalle esibizioni sulla ribalta come «Sansone Patagonico» al recupero della testa di Ramses II e al dissabbiamento del tempio di Abu Simbel, dalla soluzione dell’enigma della piramide di Chefren fino alla morte solitaria in Nigeria, nel tentativo di raggiungere la mitica Timbuctu. Grazie a numerosi documenti inediti, Marco Zatterin ricostruisce le gesta rocambolesche e le fondamentali scoperte archeologiche del «gigante del Nilo» e indaga sulle rivalità che il suo attivismo suscitò nei «concorrenti» e sulla successiva esclusione dall’empireo dell’egittologia.

Marco Zatterin (Roma 1961), giornalista specializzato in temi economici, è vicedirettore de «La Stampa», per cui dal 2006 al 2016 è stato corrispondente da Bruxelles. È un grande appassionato di storia ed egittologia in particolare, oltre che di letteratura poliziesca e musica rock. Tra i suoi libri Sherlock Holmes. Indagine su un mito centenario (1987), In viaggio con Sherlock Holmes (1994), Trafalgar (2005) e Il gigante del Nilo (2008).

L’infinito senza farci caso. Poesie d’amoreSchermata 2019 11 11 alle 11.41.51

di Franco Arminio
Bompiani
14 euro, 128 pagine

“Io non so che cosa sia l’amore. So cosa sono le intimità provvisorie. Non pensate a godimenti fuggitivi, a divagazioni non matrimoniali. Solo una visione vecchia di noi stessi e degli altri ci può far pensare all’amore come a una cosa che prima non c’è e poi compare e poi finisce. A me sembra che ci sono parti di noi che sono sempre in amore e altre che sono in fuga, sepolte e irraggiungibili. Ogni incontro bello, ogni intimità attinge a un giacimento mitico e poetico del quale dobbiamo smettere di aver paura. L’amore è una dimensione intimamente locale, si svolge sempre in un luogo ed è inedito ogni suo gesto. Il luogo dell’amore è il corpo. Corpo che diventa foglia, albero, paesaggio. Corpo che fa ombra e fa luce, corpo assoluto e cordiale, per un’ora o per mezzo secolo. Riconoscere questa specificità dell’amore è una forma di resistenza alla globalizzazione delle emozioni, alla dispersione dell’intensità. Il corpo amoroso ci richiama alla vita da vicino, al suo sapore locale, preciso.” Le poesie di Franco Arminio sono il resoconto quieto e febbrile di un cammino umanissimo eppure percorso dall’anelito a qualcosa di più grande. La parola poetica diventa rivelazione di una scintilla divina tra le nostre mani e canta un amore che forse non ci salva, ma senza il quale saremmo soli in balia del tempo che scorre.

Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, in Irpinia d’Oriente. Ha pubblicato molti libri, che hanno raggiunto decine di migliaia di lettori. Da anni viaggia e scrive, in cerca di meraviglia e in difesa dei piccoli paesi: è ispiratore e punto di riferimento di molte azioni contro lo spopolamento dell’Italia interna. Ha ideato e porta avanti la Casa della paesologia a Bisaccia e il festival “La luna e i calanchi” ad Aliano.

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