I libri della settimana: Della Valle/Patota, Tozzi, Frugoni

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana la Redazione della Dante consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani.

La nostra lingua italianaSchermata 2019 10 29 alle 10.43.25

di Valeria Della Valle e Giuseppe Patota
Sperling & Kupfer
17 euro, 197 pagine

La storia della lingua italiana è così bella e avventurosa che vale il lungo viaggio necessario a conoscerla: un percorso che attraversa quasi undici secoli e incomincia con l’esplorazione di antichissime chiese che conservano, in iscrizioni visibili sui loro muri scrostati, le prime tracce dell’uso del volgare. Nelle varie tappe dell’itinerario gli autori ci guidano fra i versi della Divina Commedia, per spiegare perché Dante è il padre della nostra lingua; assistono alla nascita della grammatica, grazie al lavoro di Leon Battista Alberti; si appostano alle spalle degli Accademici della Crusca mentre a Firenze, all’inizio del Seicento, redigono il primo vocabolario; ascoltano le lezioni di Galileo Galilei, che scrive le sue opere in un volgare che non ha bisogno di traduzioni per essere inteso anche oggi; seguono Alessandro Manzoni che, nelle diverse stesure dei Promessi sposi, getta le basi dell’italiano moderno. Intrecciando la storia e l’analisi linguistica con aneddoti e curiosità, i due studiosi ci accompagnano fino ai tempi più recenti, in cui assistiamo alla battaglia tentata dal regime fascista per imporre l’uso del «voi» ed eliminare quello delle parole straniere e all’impegno dei padri costituenti per consegnare al Paese una Costituzione scritta in modo cristallino e comprensibile a tutti. Con uno sguardo al presente e al futuro dell’italiano si chiude un excursus appassionante e ricchissimo di informazioni, che svela la grande bellezza della nostra lingua, non inferiore a quella della nostra arte e delle nostre città, e invita a rispettarla e a usarla più consapevolmente.

Valeria Della Valle è professoressa di Linguistica italiana presso la Sapienza – Università di Roma. Coordina, con Giovanni Adamo, l’Osservatorio Neologico della lingua italiana (ILIESI-CNR). Ha pubblicato, con Giovanni Adamo, Neologismi. Parole nuove dai giornali, (Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2008). Ha diretto la nuova edizione del Vocabolario della lingua italiana dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani (2008). Con Giuseppe Patota ha pubblicato un manuale di scrittura, tre grammatiche destinate alle scuole superiori e, per Sperling & Kupfer, tra i più recenti, Viva il congiuntivo! Come e quando usarlo senza sbagliare (2009), Viva la grammatica! La guida più facile e divertente per imparare il buon italiano (2011) e Ciliegie o ciliege? e altri 2406 dubbi della lingua italiana (2012). Da anni sono protagonisti di rubriche radiofoniche e televisive riguardanti dubbi e curiosità sulla nostra lingua e consulenti scientifici di Rai Educational per la realizzazione di programmi dedicati all’insegnamento della lingua italiana.

Giuseppe Patota è professore di Storia della lingua italiana presso l’Università degli Studi di Siena-Arezzo. Si è occupato di lingua letteraria italiana sette-ottocentesca, di storia della grammatica e della lessicografia italiana, di grammatica e sintassi dell’italiano antico e moderno, di insegnamento dell’italiano a italiani e stranieri. Dal 2004 è direttore scientifico del Grande Dizionario Italiano Garzanti.
Con Valeria Della Valle ha pubblicato per Sperling & Kupfer numerosi libri, fra i quali ricordiamo: Le parole giuste. Saper parlare, saper scrivere, saper vivere (2004), L’italiano. Biografia di una lingua (2006), Il nuovo salvalingua. Le facili regole per evitare gli errori della lingua parlata e scritta (2007). Da anni sono protagonisti di rubriche radiofoniche e televisive riguardanti dubbi e curiosità sulla nostra lingua.

Come è nata l’ItaliaSchermata 2019 10 04 alle 11.21.01

di Mario Tozzi
Mondadori
19 euro, 200 pagine

Davanti alla maestosità delle Alpi, al verde dei boschi appenninici, ai suggestivi e irripetibili scorci della laguna veneta, della penisola sorrentina o delle coste di Sardegna, nessuno può negare che l’Italia sia un paese unico al mondo, la cui bellezza risiede soprattutto nella varietà dei paesaggi. Ma da dove sono nate queste meraviglie? E quando? Com’era il nostro territorio prima di diventare il luogo spettacolare che ogni anno attrae milioni di persone?

Mario Tozzi racconta la storia più antica e nascosta dell’Italia, a partire da quando, oltre 200 milioni di anni fa (un tempo relativamente breve in termini geologici), il Bel Paese nemmeno esisteva, o meglio, giaceva sommerso sotto le acque di un grande oceano conosciuto come Tetide. La regione in cui sarebbe sorta la penisola era il regno incontrastato di alghe, coralli e minuscoli organismi impegnati a costruire «edifici» alti centinaia di metri, le stesse rocce che oggi costituiscono l’ossatura delle Dolomiti e dell’Appennino, dove infatti non è raro trovare fossili di origine marina.

E gli italiani, quando e come hanno iniziato a popolare queste terre? Chi erano i nostri antenati? Il coinvolgente racconto di Tozzi prosegue ricostruendo le tappe dell’insediamento umano, sempre e comunque legato alla storia fisica del territorio, a partire dai primi oreopitechi giunti dall’Africa fino ai sapiens…

Mario Tozzi è Primo ricercatore presso il Consiglio nazionale delle ricerche. È presidente del Parco regionale dell’Appia Antica ed è membro del Consiglio scientifico del WWF. Tra i programmi televisivi che ha condotto ricordiamo su Rai Tre «Terzo Pianeta» e «Gaia»; su La7 «Atlantide», «Allarme Italia» e «La Gaia Scienza». Su Rai Uno ha condotto «Fuori Luogo» e collabora a «Kilimangiaro». Per la radio ha condotto «Tellus» (RadioDue- Rai). Scrive su «La Stampa». Ha collaborato con «National Geographic», «Vanity Fair» e «Oasis». Tra i suoi libri ricordiamo Italia segreta (2008), Pianeta Terra ultimo atto (2012), Tecnobarocco (2015) e Paure fuori luogo (2017).

Paradiso vista InfernoSchermata 2019 10 07 alle 17.00.16

Buon governo e tirannide nel Medioevo di Ambrogio Lorenzetti
di Chiara Frugoni
Il Mulino
pp. 344, 38 euro

Nel Medioevo il diritto all’immagine appartiene soprattutto ai protagonisti del mondo religioso, della Chiesa come delle Sacre Scritture, o a grandi personaggi laici e famosi. Con gli affreschi di Palazzo Pubblico a Siena Ambrogio Lorenzetti ci propone una straordinaria novità, rappresentando gente comune, senza storia. Ad essa per la prima volta è affidato il compito di illustrare la ridente vita in città e in campagna assicurata dall’ottimo governo dei Nove. Non importa che la realtà, ben diversa, fosse fatta di carestie, rivolte, corruzione. Nella prestigiosa Sala dei Nove i cittadini e i contadini senesi del tempo – siamo intorno al 1338 – vedono raffigurata una città orgogliosa dei suoi splendidi palazzi, una lieta e fertile campagna dove vecchi e giovani, donne e bambini, e poi artigiani, mercanti, nobili e intellettuali, contadini e pastori sono partecipi di una convivenza operosa e felice. È il trionfo del Bene Comune, e della guida illuminata dei governanti cittadini. Dove invece ognuno tende al bene proprio ecco infuriare un corteo nefasto: anarchia, violenza, distruzione, soprusi, guerra. Un capitolo vivo di storia medievale, ma non solo: additando il pericolo della Tirannide e le sue conseguenze, questo grande manifesto politico ha parlato a tutte le epoche, e oggi parla a noi con voce particolarmente forte.

Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi. Tra i suoi libri segnaliamo: «Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali» (Laterza, ultima rist. 2014), per Einaudi «Quale Francesco?» (2015) e «Senza misericordia» (con S. Facchinetti, 2016), per il Mulino «Vivere nel Medioevo. Uomini, donne e soprattutto bambini» (2017) e «Uomini e animali nel Medioevo. Storie feroci e fantastiche» (2018). I suoi saggi sono tradotti nelle principali lingue europee, oltre che in giapponese e in coreano.

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