Il festival italiano di Auckland

di Andrea Ciarlariello e Valeria Noli | #SLIM19, Chiose
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“The Italian Season” di Auckland – in programma tra 17 settembre e 27 ottobre – porta in Nuova Zelanda eventi e protagonisti del vivere all’italiana. Il culmine sarà il Festival Italianoorganizzato un’area pedonale nel perimetro di Osborne Street, Kent Street e Rialto Centre, Newmarket.

Stand ed elementi tradizionali animeranno le vie della città, dove sarà possibile mangiare “all’italiana” e passeggiare tra le 40 bancarelle di un mercato tipicamente italiano. Occasioni per ascoltare musica dal vivo e un’area dedicata ai bambini si affiancheranno all’esposizione, lungo tutto il percorso, di auto e moto di inconfondibile design tricolore.

Il Festival Italiano 2019 è organizzato dalla Dante Alighieri Society di Auckland in collaborazione con la Newmarket Business Association, il generoso sostegno di Waitematā Local Board e la sponsorizzazione di Peroni. Il 20 ottobre le strade della città si tingeranno di tricolore e i neozelandesi avranno possibilità di entrare in contatto con la cultura, la tradizione e il prodotto italiani.

“Lo scorso anno abbiamo registrato, in un solo giorno, oltre 20 mila presenze e contiamo di confermare la stessa partecipazione anche in questa edizione” spiega Alessandra Zecchini, direttrice del Festival Italiano, intervistata dalla redazione per sapere di più dell’iniziativa e della Settimana della Lingua italiana nel mondo. Alessandra Zecchini è un’insegnante del Comitato, lavora per una casa editrice ed è una scrittrice. Alessandra Zecchini
L’elenco degli espositori include alcuni dei marchi più prestigiosi del made in Italy. Quale valore è attribuito in Nuova Zelanda al prodotto italiano e quali sono i settori da cui il pubblico è maggiormente affascinato? Quanto di questo fascino è veicolato in lingua italiana e dalla lingua stessa?
I neozelandesi amano molto il made in Italy, ma tutto ciò che parla d’Italia, inclusa la lingua, ha un forte fascino. Il nostro compito è anche quello di far pronunciare correttamente i nomi dei marchi italiani, o parole come prosciutto e bruschetta. Tutti amano la cucina, i prodotti alimentari e i vini, ma anche la moda e il design, i motori (auto e moto), gli elettrodomestici e l’arredamento.
L’edizione di quest’anno ha diversi eventi legati alle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, tra cui un laboratorio per bambini. Potrebbe raccontarci come si sviluppa questo filone?
Ogni anno al festival gli insegnanti della Dante organizzano una zona bambini e piccoli laboratori d’arte. L’anniversario di Leonardo ci è sembrato il tema ideale per quest’anno, così i bambini coloreranno disegni tratti dai capolavori del maestro e si aggiudicheranno dei piccoli premi. Inoltre abbiamo organizzato un mosaico di carta su pannello della scena centrale dell’Ultima cena, esposto per una settimana in una zona di passaggio al Festival (dentro al centro commerciale Rialto Centre), per coinvolgere nelle celebrazioni anche coloro che non verranno al Festival con bambini.
Quali sono le iniziative del Comitato per la XIX Settimana della lingua italiana nel mondo?
Il Festival stesso, tenendosi il 20, annuncerà a un grande pubblico l’inizio della Settimana della lingua italiana, ci saranno ovviamente solo canzoni in italiano, e anche alcuni discorsi, fatti sia da italiani che da neozelandesi, nonché molta segnaletica in italiano. Inoltre l’evento rappresenta anche il giorno con la più grande aggregazione di italiani in Nuova Zelanda in un unico posto e si potrà sentire la bella lingua parlata in strada. Questa cosa piace molto ai nostri studenti e a tutti i visitatori. Inoltre il 26 ottobre, alla sede della Dante Alighieri di Auckland ci sarà un evento speciale con Heddi Goodrich che interverrà alla presentazione del suo Perduti nei quartieri spagnoli”, 2019, Giunti (Lost in the Spanish Quarter, 2019, Harper Collins). Il libro, scritto originariamente in italiano, è stato tradotto in più di dodici lingue.Ad apertura del calendario di eventi per la Settimana della lingua italiana – che ha per tema “L’italiano sul palcoscenico” – abbiamo portato in scena uno spettacolo teatrale, Aggiungi un posto a tavola. Dell’adattamento e della regia si è occupato Matteo Telara.

 

Matteo Telara è un insegnante e socio del Comitato ma anche uno scrittore e traduttore. A lui abbiamo chiesto di raccontarci del progetto teatrale, che ha ricevuto il sostegno di Palazzo Firenze nell’ambito dei progetti presentati per il Bando 2018, di cui ha curato il testo e la regia. Si tratta di un adattamento del celebre musical omonimo del 1973 della compagnia Garinei&Giovannini, con musiche di Armando Trovajoli. Matteo Telara
Quanto sono conosciuti cinema e il teatro italiano in Nuova Zelanda? Quali sono gli autori e gli attori più apprezzati (storici o contemporanei)?
Parlare della Nuova Zelanda come nazione può essere in questo contesto fuorviante perché troviamo differenze importanti tra lo stile di vita in città quali Auckland e Wellington e i piccoli centri o i paesi di campagna. In generale la popolazione neozelandese ha una forte componente anglosassone, cresciuta quindi all’ombra di Shakespeare, una componente maori e pacifica, con forti tradizioni orali, legate a performance soprattutto di danze e canti, e infine un mix multiculturale dove si incontrano componenti asiatiche, europee e sudamericane. Di conseguenza molte persone (in particolare quelle residenti nelle città) hanno sviluppato negli anni un forte interesse per forme espressive di culture differenti da quella di provenienza. Il cinema e il teatro italiani sono tra i più amati e seguiti.
Quest’anno il Festival del Cinema Italiano ha superato le aspettative in termini di partecipazione di pubblico e di qualità delle pellicole, mentre la stagione operistica è sempre caratterizzata dalla messa in scena di almeno due o tre opere italiane. Molto amati sono Puccini per l’Opera e Fellini (con gli intramontabili Marcello Mastroianni e Sofia Loren) per il cinema. Il teatro non operistico invece è conosciuto pochissimo, l’autore più amato è, in questo caso, Dario Fo.
Credo che Aggiungi un posto a tavola sia stato l’unico (manca purtroppo la documentazione storica per esserne certi) esempio di musical italiano mai andato in scena sul territorio neozelandese, una cosa di cui la Dante Alighieri di Auckland è particolarmente orgogliosa.
La Settimana della lingua dedicata al teatro, dopo quelle di qualche anno fa incentrate su cinema e musica, è un riconoscimento della grande attenzione verso le arti performative, un contesto in cui l’Italia è stata protagonista e vanta un’importante tradizione sulla scena internazionale. In particolare il mondo del teatro è intriso di lingua italiana, dall’architettura alle tecniche della messa in scena. Quanto è vivo questo rapporto e come crede che possa essere ulteriormente valorizzato, per una maggiore e migliore diffusione della lingua italiana?
Il Teatro, come il cinema e l’opera, è importantissimo per la diffusione della lingua e della cultura italiane. Alla Dante Alighieri di Auckland, oramai da molti anni, offriamo una classe tutta particolare, in cui l’apprendimento della lingua avviene attraverso la messa in scena di un atto unico, interamente in italiano.
Dal 2012 a oggi, la “Play della Dante” è divenuta un appuntamento irrinunciabile, non solo per gli italiani e per i nostri studenti, ma anche per quella parte della comunità neozelandese incuriosita da tutto quello che proviene dal Belpaese.
Numerosi nostri studenti appartengono al mondo del teatro, della musica, dell’arte e dell’architettura. Tutti settori dove la conoscenza della lingua italiana è ben recepita (se non, in alcuni casi, addirittura, richiesta), altri studiano per ragioni legate al turismo o a legami con antenati italiani.
Direi che per valorizzare ulteriormente questo rapporto e facilitare così una migliore conoscenza della lingua italiana sia importante organizzare, favorire e sostenere il più possibile le messe in scena teatrali, sia a livello di iniziative private che istituzionali, non solo dentro ma soprattutto al di fuori dei nostri confini nazionali.

Il “Cinema italiano festival”

La Dante Alighieri di Auckland collabora anche all’organizzazione e promozione del Cinema Italiano Festival, inaugurato il 18 settembre con una serata di gala in perfetto stile italiano 🇮🇹. 

Il Festival del cinema (Studio Italia Cinema Italiano) e il Festival italiano sono inseriti nella rassegna “The Italian Season”, che gode del patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Wellington.

Per informazioni, info@festivalitaliano.co.nz

 

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