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ANTONIO TABUCCHI, a cura di MARCO SIRTORI

Pezzi d'Italia

Date evento

26 Settembre 2019 - 26 Settembre 2019

Comitato

Bergamo (Italia)

Indirizzo

Bergamo, BG, Italia

ANTONIO TABUCCHI, a cura di MARCO SIRTORI
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Il Consiglio direttivo della Dante di Bergamo, su proposta della Prof.ssa Aide Bosio, socia e lettrice ufficiale del Comitato, ha deciso di inaugurare il nuovo anno sociale con un ciclo dedicato ad alcuni grandi prosatori del Novecento.
A partire da una rosa di dieci prosatori, attivi nel 1900 in Italia, d’accordo con i relatori, ne abbiamo selezionati cinque: Antonio Tabucchi, Giuseppe Pontiggia, Paolo Volponi, Sebastiano Vassalli, Gesualdo Bufalino.
Tenendo conto che abitualmente questi autori non vengono quasi mai compresi nel programma di Letteratura Italiana del quinto anno di scuola superiore, riteniamo che l’occasione sia particolarmente allettante per gli studenti e per i loro docenti. Da questi incontri potrebbero nascere ulteriori spunti di riflessione ed approfondimento per chi già conosce questi autori, oppure la curiosità e il desiderio di saperne di più per chi non ha fino ad ora avuto la possibilità di leggerli.
Ciascun incontro, della durata di un’ora, prevede la presentazione dell’autore scelto intervallata dalla lettura di alcuni passi tratti dalle loro opere più famose.

«La letteratura è testimonianza della memoria. Io credo nella testimonianza storica della letteratura. […] Dovremmo mantenere un colloquio con la morte, soprattutto con i nostri defunti. Dobbiamo saper parlare con i nostri morti. Non possiamo dimenticarli, non possiamo rimuoverli come vorrebbe la società dei consumi. Dobbiamo mantenere un colloquio con loro perché in questo colloquio c’è il filo della nostra libertà. […] Sul letto di morte, Pessoa, che era molto miope, ha chiesto i suoi occhiali. Ha voluto entrare nell’altro mondo con gli occhiali. Voleva vederci chiaro. Colui che non è capace di guardare fissamente la morte non è capace di guardare con attenzione la vita. E allora la vita gli sfugge, non è più narrabile, diventa un insieme di fatti che non riesce a ordinare in alcun modo. La perdita di valori del mondo contemporaneo deriva da questa incapacità di leggere la vita, la propria vita».
(Intervista Sostiene Antonio, a F. Palazzoli, in Famiglia Cristiana, 11 genn. 1995)

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