I libri della settimana: Tanturri, Baresani, Fois

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana la Redazione della Dante consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani.

Il Gattopardo innamoratotanturri cop

di Riccardo Tanturri
Rubbettino
10 euro, pp.152

A 60 anni dalla vittoria del premio Strega de “Il Gattopardo”, ricordiamo questo bellissimo libro postumo di Riccardo Tanturri con una biografia di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un primo saggio sul capitolo inedito de ‘Il Gattopardo’ “Il Canzoniere di Casa Salina” ed un’intervista dell’autore a Gioacchino Lanza Tomasi, che avanza anche una nuova e affascinante ipotesi critica: l’importanza de ”Il Gattopardo” non è solo quella di aver narrato la sostituzione di una classe al potere, e descritto dall’interno, quindi con massima pertinenza, un mondo che certo aveva il suo fascino, ma soprattutto quello di averlo fatto in un momento storico in cui una nuova classe sociale quella dell’alta finanza, dei grandi burocrati dello Stato, dei funzionari di partito andava a sostituire al potere la borghesia agraria e industriale, che aveva monopolizzato la scena politica e sociale per quasi un secolo. La narra, quindi, per metafora raccontando la storia del principe astronomo Fabrizio Salina, di Tancredi di Falconeri, di don Calogero ed Angelica Sedara.

Riccardo Tanturri de Horatio (Napoli, 1 novembre 1944 – Roma 21 dicembre 2001) ha attraversato la letteratura sia come modello critico che come dimensione poetica e narrativa. Numerosi sono i suoi testi in cui il viaggio letterario diventa una testimonianza esistenziale.

Gelosia Schermata 2019 09 04 alle 11.17.06

di Camilla Baresani
La Nave di Teseo
18 euro, 324 pagine

Proprio quando il tormento della gelosia sembra essere cessato, Antonio riceve una chiamata dalla sua ex amante che vuole rivederlo, ma il loro incontro avrà un esito imprevisto. Cosa gli ha rivelato, per fargli perdere il controllo fino a condurlo a un gesto che potrebbe essere irreversibile?
Gelosia racconta le complicazioni dell’amore, le migliori intenzioni e il loro naufragio, la passione per il lavoro, la crisi economica e quella dei matrimoni, e una vendetta sottile e implacabile. Antonio, affascinante caprese che ha scelto Milano per dar corpo ai propri sogni imprenditoriali; Sonia, sua ispida collaboratrice, che ogni giorno lo raggiunge da Como, dove abita con i genitori; Bettina, la moglie accuratamente scelta per creare una famiglia ideale, algida bellezza nordica e proprietaria di un campeggio sul lago di Garda: chi è il cattivo in questa storia? Chi è la vera vittima della gelosia?
Camilla Baresani, con la sua scrittura luminosa e graffiante, costruisce un romanzo che parla di tutti noi, e ci fa palpitare e sorridere nel feroce racconto delle debolezze di chi ama, o crede di amare.

Camilla Baresani, nata a Brescia, vive tra Roma e Milano. Ha scritto i romanzi Il plagio (2000), Sbadatamente ho fatto l’amore (2002), L’imperfezione dell’amore (2005), Un’estate fa (2010, Premio Hemingway e Premio Selezione Rapallo), Il sale rosa dell’Himalaya (2014, Premio Città di Vigevano e Premio Cortina d’Ampezzo), Gli sbafatori (2015). È anche autrice del saggio Il piacere tra le righe (2003), dei racconti di TIC. Tipi Italiani Contemporanei (2006), di La cena delle meraviglie, con il critico-gourmet Allan Bay (2007) e di Vini, amori (2014) con Gelasio Gaetani d’Aragona. Collabora con il Corriere della Sera e con Grazia.

Pietro e Paolo Schermata 2019 09 04 alle 11.17.24

di Marcello Fois
Einaudi
pp.160, € 17,50

Prima erano inseparabili: Pietro figlio dei servi, Paolo dei padroni, un’adolescenza trascorsa in comunione con la natura, nel cuore vivo di una Sardegna selvaggia. I giochi, le parole pronunciate per conoscersi o per ferire, poi Lucia, «una giovane acacia selvatica»: sono tante le vie per scoprire chi sei, chi vuoi diventare, qual è la misura esatta del tuo potere. Quando Paolo viene chiamato alle armi, per una promessa che assomiglia a un patto di sangue si arruola anche Pietro, da volontario. Il suo compito è guardare a vista l’amico fragile, sorvegliarlo, proteggerlo. Le disparità nel loro rapporto ora non è piú possibile ignorarle, s’impongono come le regole di grammatica che Paolo un tempo spiegava a Pietro: ci sono dei verbi, gli ausiliari, che permettono a tutti gli altri di spostarsi nello spazio e nel tempo. «Non lasciarmi» chiede Paolo, e Pietro forse lo tradirà o forse rispetterà la promessa, ma da quei giorni di bombe e combattimenti le loro vite, e quelle delle loro famiglie in Sardegna, cambieranno per sempre. Sino a quel mattino di gennaio in cui, ormai uomini fatti, si troveranno di nuovo uno di fronte all’altro. In una resa dei conti dove tradirsi o salvarsi può essere paradossalmente lo stesso gesto.

Marcello Fois (Nuoro 1960) vive e lavora a Bologna. Tra i tanti suoi libri ricordiamo Picta (premio Calvino 1992), Ferro Recente, Meglio morti, Dura madre, Piccole storie nere, Sheol, Memoria del vuoto (premio Super Grinzane Cavour, Volponi e Alassio 2007), Stirpe (premio Città di Vigevano e premio Frontino Montefeltro 2010), Nel tempo di mezzo (finalista al premio Campiello e al premio Strega 2012), L’importanza dei luoghi comuni (2013), Luce perfetta (premio Asti d’Appello 2016), Manuale di lettura creativa (2016), Quasi Grazia (2016), Del dirsi addio (2017 e 2018) e il libro in versi L’infinito non finire (2018).

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