Al via il Festival della mente: il futuro e la parola

di Valeria Noli | Ficcanaso
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Si apre oggi a Sarzana (La Spezia) il Festival della Mente, il primo europeo sulla creatività e la nascita delle idee, con incontri, conferenze e spettacoli sul futuro dell’uomo, sulla Terra e nello spazio.

Gli incontri ruotano anche attorno ai grandi interrogativi dell’uomo sul futuro, ai quali Abraham Lincoln rispose così: «Il modo migliore per predire il tuo futuro è crearlo». Ispirandosi a questa frase, relatori italiani e internazionali, sono invitati nella cittadina ligure a discutere della società attuale e futura, nel fine settimana 30 agosto – 1° settembre 2019.

Il futuro passa anche attraverso la creatività, che si lega ai meccanismi culturali e linguistici: esiste davvero una lingua più bella o musicale delle altre? A questo interrogativo, secondo il linguista Andrea Moro, che e studia il rapporto tra la struttura delle lingue umane e il cervello, la risposta è no. “Dal punto di vista della linguistica e delle scoperte fatte sul cervello umano tutte le lingue siano variazioni su un unico tema biologicamente determinato.” Con la conferenza “La razza e la lingua: il futuro che (non) ci aspetta” (sabato 31 agosto alle 19 – Canale Lunense).

La prima giornata

Il primo evento del festival è la lectio magistralis di Amalia Ercoli Finzi, ingegnere aerospaziale e medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, su “L’esplorazione spaziale: oggi, domani e… dopodomani”. La lectio (a ingresso libero) si tiene in Piazza Matteotti alle 17.45, dopo i saluti istituzionali del sindaco, Cristina Ponzanelli, del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, della presidente della Fondazione Carispezia, Claudia Ceroni e della direttrice, Benedetta Marietti.

L’evento n. 2 è affidato a Telmo Pievani, che insegna Filosofia delle scienze biologiche a Padova: “E lo chiamavano sapiens”. Il riferimento è al rapporto della specie umana con la biosfera, necessaria per respirare e nutrirsi: “ma la biosfera non ha alcun bisogno di un mammifero autoproclamatosi Homo sapiens”. Alle 19, Canale Lunense.

Alessandro Barbero sarà sul palco per tre volte, in tutte le giornate del festival, con altrettante lezioni sulle rivolte popolari nel Medioevo (il programma delle sue conferenze). Barbero, che insegna Storia medievale nell’Università degli Studi del Piemonte Orientale e Vercelli, concluderà la prima giornata, alle 23.15 in piazza Matteotti, parlando delle rivolte dei “Jacques”, i contadini francesi che a metà del XIV secolo attaccarono i castelli dell’Île-de-France per difendere terre e lavoro.

Alle 21, nella fortezza Firmafede, la banda Bandakadabra propone “Figurini”, spettacolo comico-teatral-musicale che ironizza sulla “tossica” cultura degli smartphone mescolando brani da Morricone ai Beatles con tecniche di improvvisazione di tono dadaista.

Esordisce oggi anche il ciclo di attività rivolte ai bambini. Nel Talent Garden – sala A, “Leonardo, il genio che vide il futuro”: si gioca per scoprire le potenzialità della mente con i ludomastri Carlo Carzan e Sonia Salco. Lo spettacolo è parte di didatticaMente, la sezione del festival a cura di Francesca Gianfranchi con incontri al Talent Garden (il programma).

La lingua e la mente

Oltre alla conferenza di Andrea Moro, segnaliamo domenica 1° settembre, nel Teatro degli Impavidi (alle 10) un dialogo sul futuro della parola: partendo dai classici (Virgilio e Catullo, ma anche Tacito), il poeta-filologo Alessandro Fo e la poetessa Antonella Anedda, sollecitati dallo scrittore Alessandro Zaccuri, parleranno di futuro e di “essere umani nel tempo dell’indifferenza”.

Lina Bolzoni (ha insegnato Letteratura italiana alla Scuola Normale Superiore di Pisa e alla New York University) si interrogherà sul futuro della lettura, sul rapporto con le nuove tecnologie e sulla sua talvolta paventata estinzione sabato 31 agosto alle 14.45 di nuovo nel Teatro degli Impavidi.

Nello stesso luogo e data, alle 19, ci sarà L’Atelier dell’errore, laboratorio di arti visive e performative di particolare interesse, perché “Progettato nel 2002 dall’artista Luca Santiago Mora per la Neuropsichiatria infantile dell’Ausl di Reggio Emilia e dal 2014 anche per quella dell’Ospedale di Bergamo”. Il gruppo d’arte e artisti propone l’errore come valore positivo, nell’incontro “Prototipi di zoologia profetica”.

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