“Dante e l’Umanesimo”. Massimo Cacciari a Bolzano

di Andrea Ciarlariello | Chiose
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Il prof. Massimo Cacciari sarà ospite del Comitato di Bolzano il prossimo 24 maggio per un incontro dedicato a “Dante e l’Umanesimo”. L’appuntamento è promosso dal Comitato in collaborazione con l’Istituto di Scienze Religiose – Centro Studi Teologici e lo Studio Teologico Accademico Bressanone, sarà moderato da Sandro Tarter e introdotto dal Presidente Giulio Clamer. Il prof. Cacciari ha di recente pubblicato per i tipi di Einaudi il saggio “La mente inquieta” (sinossi in calce).

L’incontro si svolgerà dalle 17:30 presso la Sala grande Centro Pastorale (Piazza Duomo, 1). Per partecipare è possibile contattare il Comitato: societadantealighieribolzano@gmail.com; tel. 3666352759

“La mente inquieta” cacciari

Predomina ancora una visione del periodo dell’Umanesimo che ne esalta, da un lato, i valori estetico-artistici, e tende a ridurne, dall’altro, il pensiero a elementi retorico-filologici. Massimo Cacciari ci fa capire come le cose siano più complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada in realtà inserita in un progetto culturale più ampio nel quale l’attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. Dunque una filologia che è intimamente filosofia e teologia. E i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest’ottica non iniziano con Petrarca o con i padovani, ma con lo stesso Dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del Rinascimento. C’è un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente «anti-dialettico», in cui le polarità opposte non si armonizzano né vengono sintetizzate.

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