I libri della settimana: Carlino, Culicchia, Canovi

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana la Redazione della Dante consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani.

Arti a convito nella Commedia di Dantedante bassa

“Verso il settimo centenario (1321-2021) – Cinque anni con Dante, 3”
di Marcello Carlino
Centro di Studi Sorani “Vincenzo Patriarca”
p, 96, € 12,00
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Il terzo saggio della serie promossa dal Centro di Studi Sorani “Vincenzo Patriarca” – una iniziativa quinquennale, unica nel suo genere, che ogni anno mette in programma una puntata di analisi dedicata allo straordinario universo dantesco, in previsione del settimo centenario della morte del poeta – ha per titolo Arti a convito nella Commedia di Dante. La consapevolezza che la grandiosità senza pari della narrazione del viaggio ultraterreno richiede una poesia totale, capace cioè di rimettere in gioco i generi noti e di potenziare a fini di persuasione e di conoscenza linguaggio e stile, spinge Dante ad arricchire la sua opera, che ha forti connotati di plurilinguismo, con gli apporti provenienti dalle altre arti: si tratta di temi, di suggestioni, di atmosfere che vengono rimodulati e tradotti in scrittura. Marcello Carlino, l’autore del saggio, preleva e interpreta, attento a definirne contesto e funzione, alcuni campioni che hanno valore esemplare e che provano questa speciale strategia compositiva, in cui ancora una volta Dante è maestro. A parte la costruzione scenica, che depone per una marcata teatralità del poema, l’esposizione delle allegorie e il colore, fatto variare di toni e di timbri lungo le tre cantiche, testimoniano del rilievo riservato alle arti visive, in specie quelle figurative che pure talvolta sembrano sporgersi sull’astrattismo; e, quanto alla scultura, alcune forme monumentali e i bassorilievi dei canti centrali del Purgatorio manifestano la plastica evidenza di racconti edificanti, scolpiti da un artista ineguagliabile a sostegno provvidenziale del cammino di purificazione. La musica, poi, ha occorrenze numerose, scandite sulle partizioni codificate da Boezio: gli inni e i canti costituiscono un repertorio assai vasto, che ritma il cammino di redenzione, e se l’Inferno è un tramestio di suoni aspri e incomposti, nel Paradiso il contrappunto e l’armonia polifonica regolano il movimento delle luci e delle anime beate. Che danzano in una coreografia curatissima, come danza Matelda su di uno sfondo di colori vividi, puri, tornati ad essere confortanti qualità dei corpi nel segno della bellezza.

Marcello Carlino ha insegnato per tanti anni alla Sapienza Università di Roma. Ha pubblicato libri, saggi, articoli nel campo della teoria e della critica letteraria e in quello della storia della letteratura del Novecento, battuta in lungo e in largo (tra i suoi volumi dell’ultimo decennio: Dodici osservati speciali del 2008, Poetica e Gli scrittori italiani e la pittura del 2011, La costituzione del testo del 2015). Già presidente della Dante Alighieri di Frosinone e del Conservatorio della stessa città, ha svolto un lavoro serrato di promozione pubblica della cultura e di servizio per il territorio.

Superga 1949culicchia bassa

di Giuseppe Culicchia
Solferino
128 pagine, 10 euro

«In tutta l’Italia c’era chi pur non avendo mai potuto mettere piede al “Filadelfia” sognava di vedere e cercava di replicare le incursioni di Grezar e le reti di Ossola, i tackle di Ballarin e i dribbling di Maroso, la grinta di Castigliano e la classe di Menti, per tacere ovviamente delle imprese già leggendarie di Mazzola.»
Almeno fino a quella maldetta domenica di maggio di settantant’anni fa quando, dopo una partita amichevole con la squadra del Benfica, l’intera squadra del Torino Calcio salì sul trimotore I-Elce per fare ritorno a casa e finì invece per schiantarsi contro la Basilica di Superga, avvolta nella nebbia. Quella sera scompare una squadra leggendaria, capace di dominare il calcio italiano e di conquistare grande prestigio internazionale.
Fu un lutto non solo per i tifosi «granata» e per i torinesi, ma per l’Italia intera. Come racconta Giuseppe Culicchia in queste pagine emozionanti, il Grande Torino era da tempo al di sopra del tifo campanilistico: un orgoglio per tutti e il simbolo della rinascita di un Paese uscito distrutto dalla guerra.
Nella narrazione di quei giorni, del dramma e dei suoi protagonisti, riscopriamo una pagina della nostra storia che è un inno all’impegno della gioventù e alla lealtà di uno sport che vorremmo più pulito e capace di unire anziché di dividere.

Giuseppe Culicchia (Torino, 1965) ha esordito con il bestseller Tutti giù per terra (Garzanti 1994). Tra i suoi libri ricordiamo Torino è casa mia (Laterza 2005), Ecce Toro (Laterza 2006), Un’estate al mare (Garzanti 2007), insieme con Brucia la città (Mondadori 2009), Venere in metró (Mondadori 2011 e 2012) e Mi sono perso in un luogo comune (Einaudi 2016). Da poco è uscito il romanzo Il cuore e la tenebra (Mondadori 2019).

D’Annunzio e il fascismo. Eutanasia di un’icona_dannunzio2_biblio 1

di Raffaella Canovi
Bibliotheka Edizioni
408 pagine, 18 euro

Un volume di ricerca, che non disdegna note di colore, gettando una nuova luce su d’Annunzio. Gabriele d’Annunzio fu protagonista della scena letteraria, del costume e della politica europei dalla fine dell’800 fino all’avvento del fascismo. Il presente volume nasce dall’analisi delle carte inedite dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma e svela i mezzi utilizzati da Mussolini per neutralizzare e allontanare dalla scena pubblica il poeta-soldato. Attraverso le note, i telegrammi e le lettere inviate a Roma dal commissario di P.S. Giovanni Rizzo si scoprono i mezzi che hanno consentito la neutralizzazione del vate d’Italia: l’acquisto dei suoi preziosi manoscritti, la creazione prima dell’Istituto per la stampa delle opere dannunziane – l’Opera Omnia – cui sarebbe seguito L’Oleandro, fino ai finanziamenti per l’edificazione del Vittoriale mediante stanziamenti diretti imposti ai Ministeri dell’Educazione Nazionale e dei Lavori Pubblici.

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