I libri della settimana: Carofiglio, Genisi, Saggese

di Valerio De Luca | Libri
Condividi su

Anche questa settimana la Redazione della Dante consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani.

La versione di Fenogliobassa carofiglio

di Gianrico Carofiglio
Einaudi
pp.176, €16,50

Pietro Fenoglio, un vecchio carabiniere che ha visto di tutto, e Giulio, un ventenne intelligentissimo, sensibile, disorientato, diventano amici nella più inattesa delle situazioni.
I loro incontri si dipanano fra confidenze personali e il racconto di una formidabile esperienza investigativa, che a poco a poco si trasforma in riflessione sul metodo della conoscenza, sui concetti sfuggenti di verità e menzogna, sull’idea stessa del potere.
La versione di Fenoglio è un manuale sull’arte dell’indagine nascosto in un romanzo avvincente, popolato da personaggi di straordinaria autenticità: voci da una penombra in cui si mescolano buoni e cattivi, miserabili e giusti.
«Tutti, in qualche modo, mentono. Mentono agli altri e mentono a sé stessi. Mentono sulle loro azioni e mentono sui veri motivi di quelle azioni. Ci sono quelli che lo sanno, pochi, e quelli che non lo sanno, la maggioranza. L’unica differenza è questa».

Gianrico Carofiglio ha scritto racconti, romanzi, saggi. I suoi libri, sempre in vetta alle classifiche dei best seller, sono tradotti in tutto il mondo. Ha creato il popolarissimo personaggio dell’avvocato Guido Guerrieri. Per Einaudi ha scritto il racconto La doppia vita di Natalia Blum raccolto nell’antologia Crimini italiani (Stile libero 2008), Una mutevole verità (Stile libero 2014, Super ET 2016 E Super ET 2018, Premio Scerbanenco), La regola dell’equilibrio (Stile libero 2014, Super ET 2016 e Super ET 2018), Passeggeri notturni (Stile libero 2016 e Super ET 2017), L’estate fredda (Stile libero 2016 e Super ET 2018) e Le tre del mattino (Stile libero 2017).

Pizzica amarabassa genisi

di Gabriella Genisi
Nero Rizzoli
18 euro, 368 pagine

Nel cimitero di un paesino vicino a Lecce, terra incantata battuta dal vento e incendiata dal sole, viene profanata la tomba di Tommaso Conte, un ragazzo morto qualche anno prima per un sospetto incidente. Poco tempo dopo, lì vicino, vengono trovati due cadaveri: una ragazza di origini balcaniche dall’identità sconosciuta e la liceale Federica Greco, figlia di un senatore. Annegata sulla spiaggia la prima e impiccata a un albero la seconda. A indagare c’è il maresciallo Chicca Lopez, giovanissima salentina e carabiniera ribelle. Appassionata di moto e fidanzata con Flavia, una compagna piuttosto esigente che, come i più genuini mariti pugliesi, la aspetta a casa pretendendo la cena, Chicca ogni giorno lotta per farsi spazio in un ambiente di soli uomini come quello della caserma. Determinata, cocciuta, sfrontata, è alla ricerca della verità costi quel che costi, anche la vita.Cosa lega quei cadaveri e la serie di inspiegabili sparizioni degli adolescenti della zona? E chi è quella donna che si dice possegga gli antichi poteri delle macare, le streghe del Salento?Combattendo l’omertà di una comunità che non vuole incrinare l’immagine di terra da sogno, Chicca Lopez si troverà invischiata in una vicenda dai contorni sempre più inquietanti, tra rituali sanguinosi, magia e loschi traffici. Gabriella Genisi, in un giallo sconvolgente e quanto mai attuale, ci racconta il Salento oscuro delle superstizioni e delle notti della taranta; a farci da guida una carabiniera indimenticabile, che rompe e ribalta tutti i canoni della scena noir.

Gabriella Genisi vive a Bari ed è autrice della serie del commissario Lolita Lobosco. Da questo romanzo verrà realizzata una serie tv.

Rocco e i suoi fratellibassa saggese

Pensiero meridionalista e poesia in Lucania, Irpinia e Cilento

di Paolo Saggese
Parco Letterario Francesco De Sanctis
318 pagine

Il volume, con prefazione di Francesco D’Episcopo, racchiude il risultato di un profondo impegno scientifico e civile condotto dal critico letterario irpino Paolo Saggese, teso a far sentire la voce poetica delle aree più interne del Mezzogiorno d’Italia, corrispondenti alla Lucania, all’Irpinia e al Cilento, collocandole, con la dignità e l’importanza che meritano, nel più vasto contesto della letteratura italiana. Una voce che trova in Scotellaro il “fratello maggiore”, al quale si riconnettono – nella visione di Saggese – i poeti lucani Michele Parrella e Mario Trufelli, gli irpini Pasquale Stiso, Antonio La Penna, Ugo Piscopo e Giuseppe Iuliano e il cilentano Giuseppe Liuccio. Ciò che li accomuna è la prospettiva “civile” della loro poesia, che li lega alla società e ai problemi del proprio tempo. Un valore che si è come smarrito nell’odierna società globalizzata, così lontana dalla forte progettualità della generazione dei poeti e dei letterati ma anche dei politici del secondo dopoguerra (e Scotellaro ne è un esempio), che elaboravano strumenti di approccio e di soluzione di quei problemi che, nel loro insieme, chiamiamo “questione meridionale”.

Paolo Saggese, autore o curatore di una trentina di volumi dedicati alla poesia latina e italiana, alla storia del Novecento e alla politica, è, con Giuseppe Iuliano, il fondatore del Centro di documentazione sulla Poesia del Sud, nato per salvaguardare la memoria della poesia del Sud d’Italia e dei Sud del mondo. Una memoria a forte rischio di perdita, data l’esclusione sistematica dei poeti meridionali dalle storie letterarie più accreditate. Egli è anche direttore artistico del “Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo”.

Condividi su

Leggi articolo precedente

Leggi articolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quattordici − otto =