Festival dell’italiano “Parole in cammino”, Siena 4-7 aprile

di Massimo Arcangeli | Ficcanaso
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Tutto pronto per la terza edizione della rassegna senese. Ad aprire la manifestazione il Segretario Generale della Dante, Alessandro Masi (5 aprile).

Lanciamo una nuova iniziativa per il Festival dell’italiano “Parole in cammino” (Siena, 4-7 aprile 2019). È realizzata in collaborazione con l’associazione di traduttori StradeLab e con l’associazione Twitteratura e Betwyll e prende spunto da un’altra iniziativa, “Parole mancanti”, ideata dalla stessa Stradelab e presentata in un incontro inserito nell’ultima edizione di “Più libri più liberi” (Roma, 5-9 dicembre 2018). In quell’incontro fu da me proposta ai presenti l’idea di coinvolgere, nella traduzione di parole apparentemente intraducibili provenienti dalle più diverse lingue, i nostri dialetti. Andreina Lombardi rispose immediatamente al mio stimolo e propose, a traduzione di “aftselakhis” (yiddish), il napoletano “cazzimma”.
L’iniziativa è arricchita da due proposte “collaterali”: quella di comprendere nell’elenco delle parole da tradurre anche un certo numero di anglicismi, aggiungendo la lingua italiana ai traducenti dialettali, e quella di provare a rendere nell’idioma nazionale parole ed espressioni dei vari dialetti (le proposte vanno inviate a inpuntadilingua@gmail.com). Fra gli anglicismi selezionati c’è “fake news”. Fiorenzo Toso ha individuato una possibilità traduttoria vernacolare nel genovese “ciæto” (‘pettegolezzo malevolo’, o per l’appunto ‘diceria senza fondamento’).
Domenica 7 aprile, nell’ambito di “Parole in cammino”, Fabio Pedone e Antonio Zoppetti, moderati da Simona Mambrini, commenteranno le traduzioni più creative che ci saranno fino a quel momento pervenute e lo stesso giorno lanceremo insieme a Twitteratura e Betwyll, alla presenza di Pierluigi Vaccaneo, la seconda fase dell’iniziativa. Betwyll, che utilizza le moderne tecnologie e le dinamiche di comunicazione on line a partire dal libro tradizionale (dal 2012 legge i grandi testi della letteratura italiana e straniera, con una comunità composta da circa 30.000 lettori, 14.000 studenti e 500 insegnanti che hanno colto nel metodo un’opportunità didattica), proporrà di tradurre in italiano, in modalità twyll (brevi messaggi da 140 caratteri), parole ed espressioni dialettali della penisola che non hanno ancora un equivalente in lingua. Il progetto culminerà, nel mese di maggio, a Cassino e a Montecassino: qui, nella cornice del festival “ANTICOntemporaneo”, verranno premiati i migliori twyll.

Ecco l’elenco delle parole non inglesi da tradurre:
Aftselakhis (sostantivo, yiddish): l’impulso o il bisogno di fare esattamente la cosa che qualcuno ci proibisce di fare, con lo scopo di farlo arrabbiare.
Fremdschäm (sostantivo, tedesco): la vergogna che si prova per qualcuno.
Fylleangst (sostantivo, norvegese): la paura di aver detto o fatto qualcosa di stupido di cui non ci si ricorda, e che ci assale il giorno dopo una tremenda sbronza.
Geborgenheit (sostantivo, tedesco): la sensazione di essere al sicuro, al calduccio, come in un nido o nel ventre materno.
Gjensynsglede (sostantivo, norvegese): la gioia di rivedere qualcuno dopo molto tempo.
Koselig (aggettivo, norvegese): si usa per descrivere un’atmosfera piacevole, rilassante, e per definire ciò che ci fa sentire bene, che è accogliente, dà calore, in qualche modo ci “coccola”.
Μάγκας (sostantivo, greco moderno): l’uomo del popolo, sicuro di sé fino all’arroganza. Si distingue dagli altri nel comportamento, nelle movenze e nell’abbigliamento. È un uomo con esperienza ed è ammirato dagli altri; è un duro ma è anche un giusto, non approfitta dei deboli e non si fa sopraffare dai prepotenti. Si usa colloquialmente anche come formula di saluto.
Nombrilisme (sostantivo, francese): l’atteggiamento egocentrico di chi pone sempre se stesso al centro dell’attenzione (letteralmente: l’atteggiamento di chi si contempla l’ombelico).
Rubberneck(er) (sostantivo, inglese): il curioso che guarda con morbosità qualcosa di sconveniente o indiscreto, spinto da un impulso irrefrenabile (il termine è diverso da “guardone”, e anche da “curioso”).
Schadenfreude (sostantivo, tedesco): la gioia maligna che si prova per la sfortuna altrui.
Sehnsucht (sostantivo, tedesco): esprime un desiderio doloroso, come la nostalgia, ma di qualcosa che non è stato e forse mai sarà. È il desiderio collegato al doloroso struggimento che si prova nel non poterne raggiungere l’oggetto. “Sehnsucht” viene da “sehnen” (‘anelare’, ‘sognare’, ‘avere voglia’) e “Sucht”, un sostantivo che indica propriamente il desiderio irrefrenabile, la smania, la sete di brama, il vizio (e quindi la dipendenza: dal cibo, dalla droga, dall’alcol). Letteralmente è un “desiderio del desiderio”.
Sisu (sostantivo, finlandese): è il particolare atteggiamento mentale, tipicamente associato al popolo finlandese, connotato da un misto di forza di volontà, coraggio, tenacia e razionalità. La parola deriva da sisus, che significa ‘intimo’ o ‘interiore’.
Sobremesa (sostantivo, spagnolo): le chiacchiere che s’imbastiscono davanti a una tavola ancora imbandita, tirando per le lunghe la fine del pranzo.
Solochvåra (verbo, svedese): è formato dalle parole “sol” (‘sole’) e “vår” (‘primavera’), e significa illudere una donna corteggiandola in modo serrato al solo fine di estorcerle del denaro.

Queste le parole inglesi di cui trovare un traducente:
avatar
comfort food
coming out
contactless
cool
default
doodle
fake news
flat tax
location
mobbing
mood
must
(to) scroll
smart card
spoiler
stalker
startup
touchpad

ECCO IL PROGRAMMA DELL’EVENTO:

programma 2
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