Alessandro Masi presenta a Venezia “Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948”

di Valerio De Luca | Ficcanaso, Libri
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Nell’ambito del ciclo “Incontriamoci in Marciana” la Biblioteca Nazionale Marciana in collaborazione con la Società Dante Alighieri, Comitato di Venezia, martedì 26 marzo 2019, alle ore 17, come primo appuntamento propone la presentazione del libro di Alessandro Masi, Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948, prefazione di Andrea Riccardi, Milano, Mursia, 2018.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili: Piazzetta San Marco 13/a, Venezia (Libreria Sansoviniana, sede storica della Biblioteca).

Saluto di Stefano Campagnolo, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana e di Rosella Mamoli Zorzi, presidente del Comitato veneziano della Società Dante Alighieri. Interviene Marino Zorzi, già direttore della Biblioteca Nazionale Marciana, che dialogherà con l’autore, Segretario Generale della Società Dante Alighieri.

Seguirà un prosecco.

Scrive Andrea Riccardi nella prefazione «Il libro di Alessandro Masi tratta di soli cinque anni, ma è un periodo che rappresenta un passaggio importante, vivace e affascinante per l’Italia: la transizione dalla guerra alla democrazia repubblicana. Ed è anche un passaggio decisivo per quello che riguarda il rapporto tra arte, cultura e potere politico o, in senso più largo, tra cultura e politica». Da Mussolini a Togliatti dal «Primato» di Bottai al «Politecnico» di Vittorini, passando attraverso la fine dell’idealismo gentiliano, le riserve storiche gramsciane trascritte nei Quaderni, la polemica anticrociana e la fine dell’autonomia artistica, un’analisi documentata e un racconto umano dei protagonisti della scena culturale italiana, luci e ombre di personalità complesse quanto originali, che si illudevano di poter indirizzare la politica e che hanno dovuto fare i conti con la grande disillusione.
«La politica fa la storia. La cultura fa la cronaca» fu l’icastico commento di Togliatti in cui, in qualche modo, riecheggiava quello di Mussolini: «Gli intellettuali sono macchine inutili».

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