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I libri della settimana: De Pascalis, Albinati, le grandi signorie del Medioevo, Zavatta

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana la Redazione della Dante consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani.

Il sigillo di Caravaggiobassa de pascalis

di Luigi De Pascalis

Newton Compton
€ 12,00, pagine 384

In quale dei suoi quadri si nasconde un segreto?
Un pittore maledetto e un misterioso intrigo esoterico nella Roma del Seicento.
Il giovane Caravaggio, arrivato da poco a Roma, comincia a lavorare nella bottega di Cavalier d’Arpino, famosissimo pittore tardo-manierista. Si dedica soprattutto a realizzare nature morte, cosa che detesta perché vorrebbe dipingere figure e mettersi alla prova con nuove sfide. Ma il Cavalier d’Arpino, oltre a dipingere, commercia anche in dipinti, soprattutto nel Nord Europa. E la sua bottega ne è piena. Ed è così che Caravaggio adocchia tra i nuovi arrivi una tavoletta di piccolo formato, opera di Hieronymus Bosch. Rappresenta una scena minuziosa e complicata, con alcune figure nude o vestite in modo curioso, immerse in uno strano paesaggio. Per dimostrare al suo maestro che sa dipingere figure umane, ma anche perché il dipinto lo attrae in un modo che non sa spiegare, Caravaggio lo ricopia di nascosto e lo tiene per sé. Quello che non sa è che gli cambierà presto la vita. Sulla tavoletta, infatti, è inciso un segreto preziosissimo, la chiave d’accesso alla Grande Opera alchemica. E c’è qualcuno disposto a qualunque cosa pur di entrarne in possesso.

Luigi De Pascalis è nato in Abruzzo, ma è romano di adozione. Ha pubblicato con grande successo numerosi racconti di genere fantastico ed è tradotto in Francia, Germania e Stati Uniti. Ha vinto per due volte il Premio Italia, una il premio Aqui per il migliore romanzo storico, è stato finalista al Premio Camaiore e candidato al Premio Strega 2016. Il sigillo di Caravaggio è il suo primo libro pubblicato dalla Newton Compton.

Cuori fanatici. Amore e ragione bassa albinati

di Edoardo Albinati
Rizzoli
Pagine 396, 20 euro

Intorno all’amicizia tra Nanni e Nico – il nucleo centrale del romanzo – si ramificano le vicende di una folla di personaggi: studenti pigri, bambine insonni, nonne dispotiche, supplenti dalle trecce bionde, maghi e terroristi, ragazze alla pari e dj. A legarli sono sempre le parole, usate per sedurre e punire: Cuori fanatici è dunque un talk novel, romanzo di parole lanciate addosso e strappate di nascosto, di ragionamenti sofisticati o brutali, di chiacchierate assurde e litigi sussurrati. Dopo la monumentale ricerca de La scuola cattolica, spostandosi verso l’inizio degli anni Ottanta, Albinati inaugura una nuova saga dove la posta in gioco sono le profondità oscure delle vite di ognuno di noi e le superfici scintillanti dei rapporti con cui si intrecciano. È la forza della letteratura a rendere conto dello slancio dei suoi cuori fanatici e a guidarli nel labirinto dove possono perdersi o salvarsi, e che ciascuno guardandosi allo specchio chiama: la mia vita.

Edoardo Albinati è nato a Roma nel 1956. Ha pubblicato libri di narrativa e poesia, tra cui Il polacco lavatore di vetri (Longanesi 1989), Orti di guerra (Fazi 1997), Maggio selvaggio (Mondadori 1999), 19 (Mondadori 2000), Sintassi italiana (Guanda 2001), Il ritorno (Mondadori 2002), Svenimenti (Einaudi, 2004), Tuttalpiù muoio (Fandango, 2006), Guerra alla tristezza (Fandango, 2009), Vita e morte di un ingegnere (Mondadori, 2012), Oro colato. Otto lezioni sulla materia della scrittura (Fandango Libri, 2014), La scuola cattolica (Rizzoli, 2016), vincitore del LXX Premio Strega. Dal 1994 Albinati lavora come insegnante presso il penitenziario di Rebibbia, a Roma.

Le grandi signorie dell’Italia Medievalebassa medioevo

Medioevo Dossier

5,80 euro, 131 pagine

Questo Dossier di «Medioevo» segue a breve distanza la pubblicazione dedicata alle grandi dinastie dell’Italia medievale e del quale rappresenta, in un certo qual modo, una necessaria integrazione. Entrambi i testi si configurano, sia detto, come un racconto serrato ed estremamente sintetizzato, di avvenimenti e processi storici ognuno dei quali si presterebbe, a sua volta, a una trattazione piú ampia e approfondita. Eppure, ogni nuovo sguardo d’insieme, oltre a riportare in mente nomi, date e avvenimenti, colloca gli stessi in una visione rinnovata e ne offre un’affascinante «rilettura».

Potremmo chiederci: ma non rischia, invece, la suddivisione in due aree tematiche – quella delle dinastie dell’Italia meridionale e quella delle signorie dell’Italia settentrionale (argomento del presente fascicolo) – di ricalcare, senza sostanziali apporti di novità, il topos delle «due Italie», dalla storia e dagli esiti storiografici diversi? I lettori si accorgeranno che non è cosí… Rimane il dato – e le pagine che seguono lo illustrano con dovizia di particolari e vasti quadri contestualizzanti – di un Nord del Paese costellato da centri urbani, piccoli e grandi, sostenuti da attività manifatturiere, mercantili e finanziarie caratterizzate da una dinamicità complessa e unica, destinata a dar luogo a quell’epoca culturale che verrà chiamata – ma solo a partire dal XIX secolo – «Rinascimento».

È stata – come sembra suggerire il capitolo dedicato ai Medici – la trasformazione del capitale commerciale in capitale finanziario il vero catalizzatore di questo processo? E come spiegare, allora, quella dedizione «politica» alle arti, all’architettura e alla produzione letteraria, che ha trasformato un capitolo di storia d’Italia in storia d’Europa? Nelle pagine che seguono i lettori potranno trovare piú di una risposta a questi interrogativi; perché, ed è questa forse la vera cifra di quell’epoca, le reazioni alle sfide lanciate dalla storia erano molteplici e di una ricchezza senza pre cedenti. Una ricchezza che, come ricorda Tommaso Indelli a pagina 100, rese necessaria l’invenzione di un nuovo termine, quello, appunto, di «Medioevo». Per suggellare, cosí, l’avvento di una nuova età.

Ancora in tempocopertina bassa copia

di Laura Zavatta
Antipodes
177 pagine, 14 euro

L’immagine di Olivia Rovelli non è quella di una mamma di famiglia pentita, che sbaglia ma trova la forza morale di riprendersi. Sembrerebbe uno stereotipo fin troppo usato nella storia della letteratura, un’immagine consunta, un po’ rosa da luoghi comuni, che non seguono una linea ispiratrice che rischia di essere più azzardata ma più originale.

Donna volubile, svagata, inquieta, presa da mille pensieri, Olivia sta per giungere alla svolta dei fatidici 40 anni che riducono drasticamente le sue prospettive di scelta. Si ritrova disorientata da troppe difficoltà materiali, dalla paura di perdere la sua casa e i suoi amati animali, appagata ma anche “sdrucita” dalle mille esigenze e i mille bisogni di due figli in crescita. … E poi ritrova al suo fianco un marito a cui vuole bene, sposato per amore, ma sempre stanco e ormai distratto, incapace di comunicarle emozioni. E ancora, a tormentarla, c’è tanto bisogno di soldi, soldi, soldi… una carriera lavorativa incerta, una fede cattolica che pareva incrollabile e che invece crolla, lasciando a nudo la sua piccola anima e allo sbando ogni presunta verità.

Emergono forse due storie parallele, tra cui sembra non esserci alcuna linea di continuità. Quella di una Olivia sognatrice e un po’ ingenua, che ha un’immagine di sé serena e incrollabile, e quella di una Olivia costretta a vivere tra le difficoltà della vita, spesso confusa e in lacrime, a cui, infine, un brutto incidente spezzerà i fili di una esistenza finita nel disordine insieme a una brutta storia di un uomo ossessionato dalla passione per lei, che la perseguita, che si va a mischiare a quella di parenti serpenti. L’effetto narrativo, è avvincente, emerge qua e là la ricerca di un “tempo perduto”, di cose belle e innocenti ma passate, il cui ricordo fa male, mette a nudo gli sbagli, il rimorso. Se Olivia sarà “ancora in tempo” per recuperare, con comportamenti disdicevoli, agli occhi dei più e ai suoi stessi occhi, una bella eredità, non lo sarà più per tornare ad essere “come un tempo”, cavalcando il comune sentire… i soldi non danno la felicità!

Laura Zavatta è docente di Filosofia del diritto presso l’Università del Sannio. Oltre a numerose opere scientifiche ha pubblicato il romanzo “Macolè. Licenza di vivere” con Progedit (Bari, 2014) e “L’amico Bill” con Aracne (Roma, 2017)

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