San Valentino prima di San Valentino

di Valeria Noli | Ficcanaso
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San Valentino, tra leggenda e tradizione

Si dice che l’amore sia cieco, ma chi lo ha detto? Probabilmente non è stato San Valentino, se crediamo alla leggenda secondo cui avrebbe guarito dalla cecità la donna che amava. Non sappiamo esattamente come sia nata la tradizione di celebrare in questa data la festa degli innamorati, ma attorno al IV secolo a.C. i Romani celebravano Lupercus, dio della fertilità, a metà febbraio. Come? Abbinando a caso delle coppie di amanti che per un anno dovevano condividere la loro intimità. Non è molto romantico, detto così.

Nel 496 d.C. papa Gelasio I sostituì l’antica festività pagana con quella in memoria del martirio del vescovo Valentino, morto per l’appunto il 14 febbraio del 273. La celebrazione è documentata a partire dalla metà del IV secolo d.C..

Perché?

Perché in questa data si festeggia l’amore? Qualcuno, prosaicamente, pensa che sia stato merito di Geoffrey Chaucer (autore dei “Racconti di Canterbury”), formatosi su Dante, Boccaccio e Petrarca. Fu lui a indicare il fidanzamento di Riccardo II e Anna di Boemia proprio in questa data, nel poema “Il parlamento degli uccelli“.  Si riteneva che, con il crescere della luce, anche la natura si risvegliasse a metà febbraio (inducendo gli uccelli a rinnovare la stagione dell’accoppiamento).

Anche in Francia, dopo l’anno Mille, troviamo una festa dell’amore in questa data: l’Alto tribunale dell’amore era l’occasione per dirimere le controversie sui contratti d’amore, i tradimenti, e la violenza contro le donne. I giudici erano scelti in base alla loro competenza nel tema poetico amoroso. Diffusi a partire dal XII secolo a partire dalle corti di Eleonora d’Aquitania e Maria di Francia, questi “tribunali” avevano in effetti un carattere giocoso e basato su un codice che attingeva alle fonti della poesia cortese.

“Tuo Valentino”

La festa che ci è più familiare, nei modi e nei significati, iniziò a celebrarsi con l’invio di “valentines”, tipici biglietti d’amore rigorosamente non firmati, a partire dal 1415. In quell’anno, Carlo d’Orléans scrisse a sua moglie chiamandola ‘mia valentina‘ (aggettivo e non sostantivo) inaugurando così una fortunata usanza. Quattrocento anni dopo, nel 1800, imprenditori accorti iniziarono a stampare le cartoline in serie: ecco lo spirito “consumistico” affacciarsi sulla ricorrenza.

Secondo una stima dell’associazione americana Greeting cards association, sono almeno un miliardo le missive che ogni anno si mettono in viaggio in tutto il mondo. Forse oggi sono più spesso email, ma il significato dovrebbe essere equivalente.

Luce dei miei occhi…

Si narra che Valentino, giunto da Terni a Roma per evangelizzare al cristianesimo, sarebbe stato imprigionato dall’imperatore Claudio II perché rifiutò di celebrare i Lupercali. Affidato a una famiglia nobile in attesa dell’esecuzione, avrebbe compiuto il miracolo di restituire la vista alla figlia cieca del suo ‘custode’. Avvicinandosi la sua decapitazione, le avrebbe lasciato un biglietto d’addio e – naturalmente – d’amore. La firma? “Tuo Valentino“.

L’ordine benedettino avrebbe poi sostanzialmente contribuito a diffondere il culto di San Valentino, così che ancora oggi molti innamorati si dirigono a Terni nella domenica che precede il 14 febbraio, per scambiarsi voti e promesse d’amore. Si chiama “Festa della promessa” ed è officiata dal vescovo di Terni.

Il senso dell’amore

La diocesi di Terni celebra la festa del suo primo vescovo, nonché santo patrono della città, per aver “testimoniato con il suo martirio le meraviglie dell’amore”. Il martirologio cristiano racconta infatti di un vescovo esemplare “che spese la sua vita per aiutare gli altri: guariva i malati, soccorreva i poveri, era attento ai bambini ed ebbe un’attenzione particolare ai giovani.”

La versione è dunque ben diversa da quella comunemente nota, e parla del patrono “di quanti sono legati dalla dolcezza e dal fuoco dell’amore che rappresenta il fondamento della identità della comunità cristiana” nell’amore umano “tra giovani, fidanzati, sposi, che rende bella e gioiosa la vita”. Amore verso il prossimo.

San Valentino l’amore, i giovani” è il tema della festa 2019 del patrono di Terni che guarda ai giovani “sospesi tra passato e futuro” e che oggi vivono una condizione di estrema precarietà. Una precarietà che, senza dubbio, può essere alleviata anche grazie all’amore verso gli altri.

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