Nasce in Italia la prima università (online) per rifugiati. Lezioni anche in italiano

di Valeria Noli | Ficcanaso
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480 iscritti provenienti da 28 paesi, con un’età media tra 18 e 34 anni: il progetto è nato nel 2017 e ad oggi accoglie soprattutto uomini. Si tratta della prima università al mondo rivolta a rifugiati dei campi profughi di paesi in guerra o nei quali i diritti umani non vengono rispettati. L’idea è dell’Università Telematica Internazionale Uninettuno, diretta dal Rettore Maria Amata Garito. Da una sua dichiarazione rilasciata all’agenzia AGI: “Sono esseri umani con la loro storia. Vengono da paesi dove esiste tanta intelligenza e tanta cultura, molti di loro hanno già frequentato corsi universitari. La formazione è la chiave per inserirli nella società“.

Il progetto è nato considerando le ondate migratorie degli ultimi anni per finalizzare cultura, educazione e inclusione. Iscrivendosi, sarà possibile vedersi riconoscere i titoli di studio conseguiti nei paesi di origine, con anche competenze professionali e livello di apprendimento delle lingue, ottenere l’accesso a servizi sanitari online e acquisire competenze in tema di diritti-doveri.

Può accedere al portale chi gode dello status di rifugiato e ha titolo alla protezione internazionale, anche se si trova all’interno di un campo profughi. La principale modalità di diffusione dell’iniziativa è naturalmente in rete. E’ stato così che anche il primo iscritto, uno studente libanese all’università di Aleppo, è venuto a conoscenza del progetto.

Le lezioni dell’Università per rifugiati si svolgono in diverse lingue e la gran parte delle richieste si concentrano sui corsi di Ingegneria ed Economia. Tra i docenti, ce ne sono anche alcuni che provengono dalle università di Damasco e Aleppo, ormai completamente distrutta dalla guerra. “Di questi professori che hanno dovuto lasciare le loro università a causa delle guerre e delle violenze – spiega Garito – abbiamo memorizzato su Internet le loro conoscenze scientifiche e le abbiamo messe a disposizione anche dei loro studenti che non hanno più l’opportunità di incontrarli e frequentarli nelle università di origine.”

Con una prospettiva generale che guarda all’educazione in quanto strumento di pace, rispetto e dialogo interculturale, il 7 gennaio 2019 il Rettore Garito è stata invitata a spiegare il progetto a New York, nella sede centrale dell’Onu. Lanciata di recente, l’iniziativa ha attualmente un solo titolato. Jean Robert (studente camerunense) ha infatti conseguito un diploma di Master in “Europea Law and Policies” con una tesi su “Integrazione europea e politica estera”.

Diverse le iniziative previste a supporto degli studenti-rifugiati e un gruppo di tutor offre assistenza a chi, sprovvisto dell’accesso a internet, ha bisogno di ricevere le videolezioni e i materiali didattici su dvd o chiavette. Gli esami si tengono nelle Ambasciate.

“Il nostro obiettivo – sottolinea Garito – è dare agli studenti gli strumenti per potersi esprimere e non essere più disperati. Soltanto riempiendo la loro testa di contenuti e valori potremo recuperare un rapporto diverso e vivere meglio insieme”.

Uninettuno mette inoltre  a disposizione degli studenti titolari di protezione internazionale 50 borse di studio che permetteranno di frequentare i corsi gratuitamente. Il portale didattico (www.uninettunouniversity.net) è in 5 lingue (italiano, inglese, francese, arabo e greco).

Fonti: AgiUninettuno

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