Il mistero del naso di Dante

di Valeria Noli | Chiose
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Mercoledì 16 gennaio all’interno del Palazzo Firenze e nell’omonima piazzetta romana di Campo Marzio dove ha sede la Società Dante Alighieri, Pier Luigi Vercesi presenterà il suo romanzo-saggio Il naso di Dante (Neri Pozza, 2018). Con lui ci saranno anche Giulio Ferroni, Franco Naldoni e Claudio Strinati, nonché il Segretario generale della Società Dante Alighieri Alessandro Masi, che aprirà la presentazione alle 17,30.

Quello di Dante Alighieri è un ritratto in chiaroscuro, se almeno 7 secoli di misteri circondano la sua figura. Si intersecano interrogativi e risposte di ogni genere sul significato vero o presunto delle sue opere (non solo la Divina Commedia), sulla sua vita, e persino sul suo vero volto. Molte domande, cui sono state date moltissime risposte, contribuiscono a dipingere un intrigante ritratto ideale del padre della lingua italiana. I suoi contorni sono sfocati, ma non è necessario cancellare le parti incerte per metterlo a fuoco: resta comunque affascinante, a patto di sapere che su Dante Alighieri circolano anche molte leggende.

Quale forma migliore se non un romanzo-saggio per parlare di un simile argomento? Il naso di Dante si apre con una scoperta, potremmo dire fatta “a naso”: il ritrovamento di duecento lettere su una bancarella. Ovviamente l’argomento di queste lettere è Dante, anzi il suo ritratto,scoperto a inizio Ottocento nel palazzo fiorentino del Bargello. Attribuito alla bottega di Giotto, il dipinto e trale raffigurazioni del Giudizio universale (1330-1337) nella Cappella della Maddalena. Lo stravagante pittore inglese Seymour Kirkup riuscì a introdursi nel palazzo e poté copiarlo.

Era molto diverso dalla maschera mortuaria dantesca in possesso di Kirkup. Questa era più simile al volto di Dante che ci è familiare: arcigno, con un grosso naso aquilino. Il viso dantesco transitato nella cultura pop attraverso la descrizione di Boccaccio nel Trattatello (pure “in laude di Dante”) non ha niente a che fare con la lettera scritta da Kirkup nel 1842 a Gabriele Rossetti: un “Apollo con le fattezze di Dante”. Kirkup aveva visto un ritratto dal profilo addolcito, lo stesso che il figlio di Rossetti, Dante Gabriel, avrebbe poi trasferito sulla sua tela preraffaellita.

Kirkup, eclettica figura con interessi esoterici, risiedeva a Firenze nell’antica magione dei Templari e volle raccontare il ritrovamento all’altrettanto eclettico Gabriele Rossetti, patriota esule a Londra e  appassionato dantista. Fu lui a inaugurare la lunga stagione del Dante segreto, quello che avrebbe celato misteriosi significati “dietro ‘l velame de li versi strani” e su cui si sono moltiplicate le ipotesi. Qual è il senso nascosto della Divina Commedia (e anche della Vita Nova) si chiedeva Rossetti, fuggito in Inghilterra dopo i moti liberali del 1820?

La domanda gli premeva assai, perché lui si identificava con il destino di Dante esule. Nelle sue opere, Rossetti cercò di dimostrare un’affiliazione alla setta dei Fedeli d’Amore e la conoscenza di un misterioso linguaggio sapienziale risalente all’antica Grecia. Basterebbe per un romanzo, anche senza ricordare le interpretazioni di un Dante “rivoluzionario, socialista ed eretico” (Eugène Aroux, in lite con lo stesso Rossetti per un supposto plagio), quello di Guénon, di Foscolo (che a Londra aveva conosciuto Rossetti) e persino di Giovanni Pascoli, tra i molti altri. Pascoli fu tra l’altro maestro di Luigi Valli, autore di studi sui simboli della Croce e dell’Aquila poi adottati anche dall’esoterismo fascista.

Di questo e d’altro parla il libro di Vercesi, una lettura adatta a chi vuol conoscere meglio Dante ma anche a chi desidera leggere un libro intrigante e ricco di elementi in chiaroscuro. Forse, come ha affermato lo stesso autore, a voler dividere troppo nettamente il chiaro dallo scuro, o la paglia dal grano, rischieremmo di perdere “qualche granello di saggezza in mezzo al fascio delle erbacce”. Per capire quali sono gli uni e quali sono le altre, in compagnia di grandi esperti di letteratura e arte, con anche la presenza dell’Autore, invitiamo tutti all’incontro di mercoledì 16 gennaio nella sede romana della Dante Alighieri.

Leggi anche il comunicato stampa per tutte le informazioni

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