La lingua italiana vince con la qualità

di Valeria Noli | Ficcanaso
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I 25 anni della certificazione CILS sono al centro del convegno internazionale organizzato nelle date 18 e 19 dicembre dall’Università per Stranieri di Siena. L’Unistrasi fa parte, con l’Università per Stranieri di Perugia, l’Università di Roma Tre e con la Società Dante Alighieri, dell’associazione CLIQ, Certificazione lingua italiana di qualità, promossa dal MAECI per riunire gli enti certificatori della competenza di lingua italiana LS/LS. La qualità della certificazione e la formazione degli insegnanti sono due dei temi della relazione di Alessandro Masi, Segretario generale della Dante, a Siena il 18 dicembre per rappresentare la CLIQ, nella sua attuale funzione di Presidente. In rappresentanza del PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri) era presente Paola Vecchio.

Nei suoi saluti introduttivi, il Rettore di Unistrasi Pietro Cataldi ha ricordato che CLIQ è stata fondata “dopo il superamento di alcune fasi un po’ improvvisate e persino avventurose del riconoscimento di competenza delle lingue, ma oggi i quattro enti certificatori collaborano tra loro”.

A Siena nei due giorni di lavori tra gli altri anche studiosi come Jim Purpura, Neus Figueras, Barry ‘O Sullivan, Nick Saville, Piet Van Avermaet e Massimo Vedovelli che, intervenendo nella prima sessione il 18 dicembre, ha parlato della “ricerca di una identità certificatoria per l’italiano” e dell’unità “Stato-nazione-lingua-certificazione”, toccando il ruolo del QCER e della politica comunitaria, nonché rivolgendo l’attenzione ai migranti: gli italiani di ieri (visti dalla prospettiva degli italo-discendenti) e gli stranieri che oggi arrivano in Italia. Il programma dell’incontro si può scaricare a questo collegamento.

L’italiano vince attraverso la qualità

Sulla qualità della certificazione della competenza in lingua italiana L2 o LS si è concentrato l’intervento di Alessandro Masi, La CLIQ. Un’esperienza di sistema. La lingua italiana bene comune da promuovere. “Garantire la qualità della lingua italiana insegnata (anche agli stranieri) è un’esigenza e un’opportunità – ha esordito Masi – e la CLIQ esprime in tal senso una strategia molto precisa”. L’italiano è la quarta lingua più studiata (i dati sono nel Rapporto 2018 presentato dal Ministero degli Esteri nel corso degli Stati generali della lingua italiana) e viene scelta “per ragioni molto diverse: non solo per conoscere la nostra cultura e la nostra arte, ma anche per ragioni di lavoro o per diventare più familiari con una lingua che in un certo modo possiamo dire di tendenza. La nostra lingua – prosegue Masi – sembra godere di buona salute, se la misuriamo sulle sfide della complessità globale.” L’italiano vale infatti anche all’interno dei curriculum di stranieri dove testimonia sia la propensione che il coinvolgimento professionale relativi alle eccellenze del made in Italy. Dimostrare la competenza in lingua italiana LS/L2 a livello A2 è necessario per richiedere un permesso di soggiorno di lunga durata nel nostro Paese, ed è un valore fondamentale per l’integrazione dei migranti che si stabiliscono qui”. La promozione dell’italiano non è solo un fatto di “numeri”, anche se la vastità del pubblico cui potenzialmente proporla invita a proseguire sulla via della promozione, anche esplorando nuovi territori, per esempio a oriente.

Paola Masillo, assegnista di ricerca “post-doc” presso il Centro CILS dell’Università per Stranieri di Siena, in mattinata ha presentato una relazione intitolata L’esame CILS A2 per l’integrazione in Italia. Questioni di etica, dove ha illustrato anche alcuni potenziali impatti negativi dei test di competenza linguistica. Il test può esercitare un impatto negativo “non solo in riferimento alla certificazione ma anche quando per esempio pensiamo al test introdotto dalla legge 94 del 2009 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica) o al test realizzato a partire dalle indicazioni del DM 4 giugno 2010 – prosegue Masillo –; il test è nato con finalità di integrazione, l’idea iniziale era quella di offrire al candidato una fotografia della sua competenza e dargli indicazioni di tipo diagnostico sulle sue capacità in termini di competenza linguistica; però di fatto questo tipo di test presenta il rischio di essere strumentalizzato (reso strumento).” Come? “per poter negare il diritto di soggiorno a chi non possiede un certo livello di competenza linguistica”. Anche se sono strumenti pensati per l’integrazione, infatti, questi test “non si agganciano a strumenti e i servizi utili per poterla conseguire”. ll test “può però anche avere un impatto positivo, quando per esempio diventa uno stimolo all’apprendimento. I problemi – ha concluso Masillo – nascono invece quando si entra in un paradigma di criticità che non riguarda solo aspetti di natura economica o gestionale ma anche la qualità del prodotto proposto in quanto strumento di valutazione”.

 

Alcune immagini del convegno

Cataldi Unistrasi
Il rettore di Unistrasi prof. Pietro Cataldi
CLIQ
Presentazione degli enti certificatori della CLIQ
la lingua italiana_
Tavolo relatori, Siena 18 ottobre 
machetti
Prof.ssa Machetti, direttrice CILS
MASILLO
Paola Masillo durante il suo intervento
pubblico bis
Convegno di Siena 18 dicembre, il pubblico
pubblico
Convegno di Siena 18 dicembre, il pubblico
tavolo relatori
Il tavolo relatori
tavolo relatori2
Ancora i relatori della sessione pomeridiana dell’iniziativa presso Unistrasi
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