Miss Sarajevo, 4 ottobre su RaiTre: la bellezza della pace

di Valeria Noli | Chiose
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Invitiamo i nostri lettori alla visione, questa sera su RaiTre alle 23,10, del documentario “Miss Sarajevo e il Kosovo. Quando l’Italia fa davvero la differenza”.

In 50  minuti di immagini e musica, si snoda un racconto tra Mostar e Pristina, a partire dal Musiki Center di Pavarotti, che mostra il grande lavoro del nostro esercito, impegnato in missioni di pace in molti scenari bellici.

Nei Balcani, gli italiani svolgono un lavoro solidale e prezioso. Lo racconta il docu-film Miss Sarajevo, il primo di una serie che sarà dedicata al lavoro delle nostre Forze Armate “di pace”, militari e civili. Con l’occasione, viene anche descritto il nostro sistema-paese, impegnato concretamente nel fornire sostegno alle popolazioni in zone di conflitto.

Miss Sarajevo: la bellezza della #pace

Il docu-film è diviso in due parti: la prima è dedicata alla festa per i 20 anni del Musiki Center di Mostar, voluto da Luciano Pavarotti per “i bambini di tutte le etnie e  piccoli con ogni forma di handicap”. Le immagini di Nicoletta Mantovani con i tre cantanti vicini alla Fondazione Pavarotti, tra le bambine vestite in azzurro (sulle magliette la scritta “Pavarotti”) mentre cantano la canzone “Marina, Marina, Marina” sono una testimonianza del ruolo della musica come occasione e strumento di riconciliazione tra i popoli.

La seconda parte è dedicata a Pristina. Nella capitale del Kosovo, l’Esercito Italiano e i Carabinieri sono presenti come contingente KFOR (da 5 anni governata dall’Italia) e impegnati come forze di sicurezza per la pace nella regione e in tutti i Balcani.

«Quanto i militari italiani siano amati, considerati e stimati emerge dalle interviste al Generale Salvatore Cuoci, a capo della missione NATO nel Paese, e dalle testimonianze degli altri protagonisti.»

Tra Italia e Kosovo il ponte musicale del Musiki Center

Nel Kosovo l’Italia è amata, sia che si tratti dei nostri militari o di cooperanti. La prima casa famiglia del Kosovo, fondata da un volontario umbro (ex Caritas)  accoglie bambini “spezzati” sta costruendo il sistema sociale e di welfare nella giovane repubblica kosovara.

Si parla anche del monastero di Decani, splendido edificio eretto tra 1327 e 1335 dal re Stefan Decanski in un bosco di castagni che è stato salvato dalla distruzione grazie all’intervento di soldati italiani; si conosceranno poi i giovani blogger di Kosovo2.0 e la storia di Bekim Blakaj, che raccoglie dati e riferimenti dei caduti di tutte le etnie, in una grande operazione di perdono collettivo. Infine, Goran Bregovic che racconta il rapporto con l’Italia e anche Behgjet Pacolli, vice premier e ministro degli Esteri del Kosovo che nel mese di gennaio 2018 ha presentato la sua autobiografia dal titolo “Nulla è impossibile” (Cairo ed.), a Palazzo Firenze (Roma, sede della Dante Alighieri). Ecco il video dell’iniziativa.

Il Music Center somiglia al celebre ponte “vecchio” di Mostar: sono due strutture che “uniscono” croati e serbi bosniaci, divisi dal 9 novembre 1993 quando fu distrutto dalle truppe del Generale Slobodan Pralijak. Il Musiki Center è chiamato dagli albanesi “Vakef”, ossia ‘piccolo tempio’, “un luogo dove tutti possono vivere e fare musica insieme”.

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“Costruire” la pace

Miss Sarajevo 1993

Quando Inela Nogic, miss Sarajevo 1993, lanciò al mondo l’appello “Non lasciate che ci uccidano!” molti musicisti vollero rispondere. Tra di loro Luciano Pavarotti nel 1995, poi gli U2, e tanti cantanti italiani. Per le due edizioni di “Pavarotti and Friends”, la canzone Miss Sarajevo (Bono Vox) e Lady Diana che sposò la causa raccolsero 3 milioni di euro. Il 21 dicembre di ventuno anni fa fu dunque inaugurato il Pavarotti Musiki Center di Mostar.

Il “promo” del docu-film è stato presentato a luglio 2018 durante i Dialoghi a Spoleto nell’incontro con il Ministro della Difesa della Bossnia Erzegovina Marina Pendes e la comandante Kurda Nessrin Abdalla. 

Chi non riuscisse a vedere il docu-film questa sera su RaiTre lo troverà nei prossimi giorni anche su RaiPlay.

L’autrice della trasmissione è Paola Severini Melograni,da un’idea di Nicoletta Mantovani Pavarotti, la regia è di Federico Rizzo, le riprese in esterna sono di Emanuele Lucci; le immagini di repertorio utilizzate sono degli archivi Rai e archivi privati; le musiche del Maestro Federico Capranica, la post-produzione di Etabeta a cura di Claudio Fratticci. L’elaborazione redazionale è curata da Nicoletta Di Benedetto, l’organizzazione di Andrea Battilana, la segreteria di redazione di Ilenia Farinelli.

Partner del progetto, la Fondazione CRT e le Officine Grandi Riparazioni – OGR di Torino, che hanno ospitato l’anteprima nazionale tenutasi alla presenza del Ministro Elisabetta Trenta e di Massimo Lapucci.

La lingua e la cultura italiane al servizio della pace

Tra i più recenti progetti della Dante per l’italiano come lingua di pace:

 

 

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