I libri della settimana: la Grande Guerra, Bonito Oliva, il Premio Campiello

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana consigliamo una nostra selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani.

Industriarsi per vincere. Le imprese e la Grande Guerraguerra

a cura di Andrea Pozzetta, con oltre 150 immagini d’epoca
Interlinea
pp. 200, euro 30

La prima guerra mondiale è stata anche la prima guerra industriale nella nostra storia. Uno straordinario sforzo tecnico e produttivo che ha visto coinvolgere migliaia di aziende italiane in una mobilitazione senza precedenti. Borracce, gavette, panni di lana, condimenti in scatola, munizioni, biciclette, aeroplani, vanghe, piccozze, automezzi… Attraverso inedite fotografie, cartoline, manifesti, pubblicità e documenti provenienti dagli archivi delle principali aziende storiche italiane, il volume Industriarsi per vincere ripercorre il primo conflitto mondiale in un itinerario tra gli oggetti e gli strumenti divenuti veri e propri simboli degli italiani in guerra. Un libro fondamentale, che ci racconta come la prima guerra mondiale fu una fase di grandi trasformazioni da cui deriva la nostra idea di modernità.

Enciclopedia delle arti contemporaneeoliva

Il tempo pieno (Volume IV)
a cura di Achille Bonito Oliva
Electa Mondadori
344 pagine, 59 euro

Nel secolo XX fa irruzione una nuova temporalità, sostenuta dalle diverse definizioni e rappresentazioni date da artisti, musicisti, poeti, letterati e scienziati della tempra di Freud, Einstein, Marx, Wittgenstein, Picasso, Marinetti, Tzara, de Chirico, Stravinskij, Joyce, Griffith, Proust e Pound. Il tempo diventa il “frullatore ossessivo” di ogni specificità linguistica, della separazione dei linguaggi, delle differenze tra cultura umanistica e scientifica, della distanza culturale tra Oriente e Occidente.
Dopo il primo volume dedicato al “tempo cosmico”, il secondo dedicato al “tempo interiore” e il terzo al “tempo inclinato”, il quarto volume tematizza un altro “modo” di temporalità: il tempo pieno.

Premio Campiello 2018postorino

Le assaggiatrici
di Rosella Postorino
Feltrinelli
288 pagine, 17 euro

“Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame.” Fino a dove è lecito spingersi per sopravvivere? A cosa affidarsi, a chi, se il boccone che ti nutre potrebbe ucciderti, se colui che ha deciso di sacrificarti ti sta nello stesso tempo salvando?
La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato.
Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti – come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.

Rosella Postorino (Reggio Calabria, 1978) è cresciuta in provincia di Imperia, vive e lavora a Roma. Ha esordito con il racconto In una capsula, incluso nell’antologia Ragazze che dovresti conoscere (Einaudi Stile Libero, 2004). Ha pubblicato i romanzi La stanza di sopra (Neri Pozza, 2007; Feltrinelli, 2018; Premio Rapallo Carige Opera Prima), L’estate che perdemmo Dio (Einaudi Stile Libero, 2009; Premio Benedetto Croce e Premio speciale della giuria Cesare De Lollis) e Il corpo docile (Einaudi Stile Libero, 2013; Premio Penne), la pièce teatrale Tu (non) sei il tuo lavoro (in Working for Paradise, Bompiani, 2009), Il mare in salita (Laterza, 2011) e Le assaggiatrici (Feltrinelli, 2018). È fra gli autori di Undici per la Liguria (Einaudi, 2015). Con Le assaggiatrici ha vinto il premio Rapallo e il premio Campiello 2018.

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