Paure tra limiti e opportunità. I Dialoghi di Trani, dal 18 settembre

di Valeria Noli | Ficcanaso
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Le Paure saranno il tema della XVII edizione dei Dialoghi di Trani, in programma dal 18 al 23 settembre nei luoghi simbolici della Puglia federiciana. TraniAndria, Barletta, Bisceglie e Corato ospiteranno dialoghi, laboratori di scrittura, spettacoli, proiezioni di film e presentazioni di libri, con anche un premio letterario.

La paura è un limite o un’occasione?

Le emozioni rendono la vita degna di essere vissuta e tra quelle primarie c’è la paura. Si manifesta nei bambini già al momento della nascita, dimostrando quanto sia atavica e importante. Si tratta in effetti di un sistema che il nostro organismo utilizza per sopravvivere e adattarsi nell’ambiente circostante.

La filosofia, la psicologia, il mondo dell’arte da sempre si interessano della paura. Ne scrive Epicuro (Lettera sulla felicità),  se ne occupa Blaise Pascal nella critica del divertissement (la “distrazione”). Non manca, ovviamente, il contributo di Sigmund Freud e del mondo della psicanalisi, o di quello della filosofia, per esempio con Martin Heidegger. Esiste un “liberalismo della paura”, teorizzato da Judith Nisse Shklar e si potrebbero fare molti altri esempi. Anche la letteratura antica e contemporanea ha percorso questo ampio territorio, praticamente in ogni direzione. Per non tacere delle altre arti.

Nella sua veste primordiale, la paura può diventare l’occasione per superare i nostri limiti: indicandoli, esorcizzandoli, educandoci con l’esperienza a non ripetere errori . I Dialoghi di Trani intendono esplorare le forme assunte dalla paura, e che “si presentano nella quotidianità – spesso ingigantite e deformate dai media – destabilizzandola e creando un senso costante di insicurezza o di perdita: paura radicale, chiusa e indistinta che rischia di bloccarci e indebolirci.

I Dialoghi si apriranno martedì 18 settembre alle 19 (Trani, Palazzo Beltrani) con una lectio di Eugenio Borgna, psichiatra e saggista, dal titolo “La nostalgia ferita”.  (qui il programma completo e aggiornato)

Gli eventi, i protagonisti

Tra gli incontri in programma, I Dialoghi e l’Associazione Culturale boaOnda Movimento Danza, propongono un laboratorio esperienziale attraverso il corpo in movimento, aperto ad amatori (19 e 20 settembre, per un’ora e mezza, dalle 19,15). Ci sarà la Scuola Holden con un corso di scrittura creativa sul tema Paura. Perché non scriviamo di quello di cui vogliamo scrivere. Condurrà lo scrittore e blogger Francesco Pacifico (22-23 settembre, info e prenotazioni qui).

Segnaliamo anche , sul tema “Desideri e paura delle Altezze”, il laboratorio esperienziale di Master Coach Italia Bari condotto dal direttore didattico della scuola Pasquale Adamo. 

Tra gli incontri in programma, anche la sezione Dialokids per i più piccoli e la rassegna Dialoghi e cinema d’autore (dal 21 settembre con il Circolo del Cinema Dino Risi di Trani). Sabato 22 settembre, ore 11,30, presentazione del progetto La Frontiera,su idea di Alessandro Leogrande e Elena Stancanelli (in collaborazione con Robinson/Repubblica, Radio3, Libri Come, la casa editrice Laterza, l’associazione “Piccoli Maestri”).

Di libri e comunità:
conversazione con Giuseppe Laterza

Come fa un libro a sconfiggere la paura? Lo abbiamo chiesto all’editore Giuseppe Laterza, presente ai Dialoghi il 21 settembre con Gian Carlo Caselli e Stefano Costantini.

«La lettura di un libro crea una relazione speciale tra il lettore,l’autore e i suoi personaggi. Leggere un libro può essere un rimedio alla paura perché crea una comunità immaginaria... a meno che non sia un libro di Stephen King!»

La comunità come antidoto alla paura indotta dalla solitudine spiega il successo di festival e circoli di lettura? «Il successo dei festival letterari, risponde Laterza, in un’epoca in cui i contenuti sono spesso accessibili sulla rete, si deve proprio al desiderio di comunità: una comunità di interessi tra chi vuole capire, immaginare, condividere gli argomenti di un libro.»

Un libro o un film paurosi ovviamente possono contribuire a farci metabolizzare i nostri timori più profondi. Per esempio la tecnologia, che la narrativa distopica o la fantascienza presentano quasi sempre come minacciosa.

La realtà quotidiana è vicina a questa visione;  un recente esperimento del Mit con l’Università di Cardiff dimostra che anche i “bot” possono apprendere e condividere i pregiudizi di altre intelligenze artificiali. Semplificando, è come se facessero “branco” (invitiamo però a leggere l’intero articolo segnalato, per meglio intendere l’esperimento).

Anche i media, non solo la narrativa, ci fanno temere la robotica e la tecnologia. Anche se sono molti i progressi nel campo medico e scientifico, «certo oggi le preoccupazioni sulla tecnologia sono più che giustificate. Nell’ultima edizione del Festival dell’economia, dedicata al rapporto tra lavoro e tecnologia, molti autorevoli economisti hanno analizzato ad esempio l’incertezza che in particolare l’intelligenza artificiale crea sul lavoro umano del futuro…»

Per concludere, che libro consiglia Giuseppe Laterza sul tema della paura? «Il grande sociologo Zygmunt Bauman ha dedicato molte riflessioni al tema, in particolare nel suo saggio Paura liquida, del 2009.»

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