New York: trent’anni d’Italia fotografata in bianco e nero

di Andrea Ciarlariello | Ficcanaso
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Trent’anni di fotografia italiana trovano spazio a New York per l’esposizione dedicata al Neorealismo italiano in fotografia. Il periodo di riferimento è quello dei decenni a cavallo del secondo conflitto mondiale, a partire dal 1932.

Un periodo così complesso dal punto di vista storico e sociale è ricostruito attraverso l’obiettivo di 60 fotografi per un totale di circa 175 scatti e altri materiali della collezione del torinese Guido Bertero, come le riviste in cui le foto sono state pubblicate e alcuni estratti, video e testuali, firmati dai grandi registi del periodo – Rossellini, De Sica, Visconti – nonché le locandine dei loro film più celebri.

A ospitare la mostra, curata da Enrica Viganò, è la Grey Art Gallery, spazio espositivo della New York University, con la collaborazione di Casa Italiana Zerilli-Marimò, la sede dell’Istituto di Studi Italiani della stessa università, che ospiterà una sezione della mostra.

Dopo la sua inaugurazione (5 settembre ore 18:00) i visitatori potranno godere dell’esposizione da questo giovedì, 6 settembre, fino all’8 dicembre, percorrendo, grazie all’allestimento realizzato in sezioni, l’excursus del movimento artistico: a cominciare dalla sezione “Realismo ed epoca fascista” – che restituisce la dimensione propagandistica dell’impiego della fotografia realista, come strumento accessibile a tutti e di grande efficacia pervasiva – si prosegue attraverso la sezione “Povertà e ricostruzione”— in cui la cifra dominante è la distanza tra le difficili condizioni di vita che il dopoguerra ha comportato e la portata di speranza e rinascita che ha investito il Paese che si apprestava a compiere il suo “miracolo” nei due decenni successivi.

La sezione successiva è dedicata alla “Ricerca etnografica” in cui il realismo è diventato linguaggio dominante e ha giocato un ruolo centrale nella costruzione di una identità e una determinazione nazionale comune; i fotografi che possono essere ricondotti a questa sezione presentato diversi gradi di consapevolezza del proprio ruolo nonché di impegno politico.

Penultima sezione è dedicata al “Fotogiornalismo e alla stampa illustrata” corrispondente al periodo in cui l’attenzione per la qualità della fotografia nei media è coincisa con un ripensamento del ruolo del fotografo nelle redazioni.

L’ultima sezione è invece “Dall’arte alla documentazione” che restituisce il dibattito italiano degli anni Cinquanta intorno al Neorealismo in fotografia che contrapponeva chi lo considerava insuperabile strumento di collegamento con la realtà a chi vedeva dei limiti troppo stringenti per l’espressività del fotografo.

Alcuni dei 60 fotografi che i visitatori troveranno in esposizione sono Tullio Farabola, Stefano Robino, Mario Cattaneo, Franco Pinna, Arturo Zavattini, Carlo Cisventi, Tino Petrelli, Marisa Rastellini, Pietro Donzelli e Giuseppe Bruno.

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