La rivoluzione europea del libro in mostra a Venezia

di Andrea Ciarlariello | Ficcanaso, Libri
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All’inizio furono 180 copie della Bibbia, la prima opera in assoluto ad essere riprodotta con la tecnica dei caratteri mobili messa a punto da Johannes Gutenberg nel 1455 nella città di Magonza, in Germania. Nei 50 anni che seguirono la pubblicazione di milioni di copie di volumi d’ogni genere ha comportato un cambiamento epocale nella dinamica di diffusione della letteratura e delle conoscenze.

A quei 50 anni, e al mezzo milione di esemplari conservati dei volumi di quel periodo, è dedicata la mostra “PRINTING R-EVOLUTION 1450-1500. I cinquant’anni che hanno cambiato l’Europa” che sarà visitabile a Venezia da questo sabato, 1° settembre, fino al 7 gennaio 2019 presso il Museo Correr e, in una sezione distaccata, fino al 30 settembre presso la Biblioteca Nazionale Marciana.

La ricerca alla base della mostra è stata promossa dal progetto 15cBOOKTRADE dell’Università di Oxford, la cui direttrice, Cristina Dondi, è anche curatrice dell’esposizione.

Uno degli obiettivi della mostra, e della ricerca di cui è il risultato, è evidenziare il grado di diffusione che il libro a stampa ha raggiunto alla fine del XV secolo in Europa, superando la circoscritta nicchia dei lettori abbienti e contribuendo a un diffuso livello di alfabetizzazione. Ulteriore approfondimento, anche in questo senso, sarà garantito dal convegno “Printing Revolution and Society 1450-1500 – Fifty Years that Changed Europe” alle cui tre giornate (19-21 settembre) saranno dedicate rispettivamente a: “Costo della vita e costo dei libri nell’Europa del 15 secolo”, “La trasmissione dei testi a stampa e la distribuzione e ricezione dei libri” e “Illustrazione e strumenti digitali”. Parteciperanno alla conferenza, presso il Palazzo Ducale di Venezia, accademici da Barcellona, Bologna, Firenze, Oxford, Milano, Udine e Venezia e specialisti bibliotecari da Göttingen, Harvard,  Londra, Monaco, Princeton, Roma, Venezia, Vilnius, Washington.

Chi è Cristina Dondi? Curatrice della mostra e direttrice del progetto di ricerca che ne è alla base, la prof.ssa Dondi, italiana, si è trasferita – come racconta in un’intervista rilasciata a Stefano Salis ed uscita ieri sul Sole24Ore – nel Regno Unito, a Cambridge nell’ambito di un progetto Erasmus e vi è rimasta lavorando per 10 anni alla biblioteca Bodleiana di Oxford. Qui ha elaborato un nuovo sistema di tracciamento degli esemplari stampati nella seconda metà del XV secolo, ricostruendone di mano in mano la diffusione e di conseguenza quella delle conoscenze e idee che vi sono contenute. A Oxford le è stata recentemente conferita la cattedra di Antico patrimonio librario europeo.

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