La stanza delle meraviglie (di Ulrike Rauh)

di Redazione | Chiose
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Durante il mio soggiorno a Palermo due mesi fa ho visto qualcosa stupendo: la stanza delle meraviglie. Per visitare questa meraviglia è necessaria una prenotazione e si deve pagare l’entrata.
La Via Porta di Castro nella quale si trova la stanza è nel centro storico, nel quartiere Ballarò. La via è molto stretta, le case sono semplici. Davanti alle porte parcheggiano le macchine, l’una dopo l’altra. Alcune persone aspettano già per l’entrata. Finalmente un gruppo esce del palazzo e noi entriamo.
Saliamo due piani, poi una porta viene aperta – e noi ci stupiamo d’una stanza come facesse parte di una fiaba. Vediamo una camera non troppo grande, nella quale il proprietario dà il benvenuto ai suoi ospiti. Racconta come fu scoperta questa camera durante il restauro, quando lui e la sua famiglia avevano acquisto il palazzo. Guardo con stupore e perplessità le pareti blu scuro, quasi nere, coperte con lettere arabe di colore argento. Il blu scuro si ripete sul soffitto, mentre il pavimento è coperto con delle mattonelle blu chiaro. Misterioso per me è l’ornamento che si ripete alle porte e al soffitto.
Che cosa significa questa camera? Che cosa dicono i segni? Purtroppo consistenti parti sono rotte, illegibili. Qual era la destinazione della stanza? Ci sono diversi spiegazioni. Potrebbe essere stata una camera della preghiera. Alcuni scienziati dell’università di Bonn hanno scoperto che la scrittura araba, che si legge da destra verso sinistra può essere letta anche da sinistra verso destra, almeno in una frase. Ma poi la frase rivela un messaggio in lingua latina. I massoni usavano anche questo metodo. Forse la camera era un luogo di riti esoterici, di riti iniziali.
Dopo la visita della stanza il proprietario ci fa vedere altre camere nelle quali la famiglia abita e ci prega di non scattare foto. Vediamo decori in stile liberty e pavimenti con mattonelle colorate che mostrano diverse paesaggi e scene di battaglie.
Guardando le camere mi ricordo l’umile facciata del palazzo – qui a Ballarò c’è davvero un luogo di meraviglia.

Ulrike Rauh
(copyright e foto Ulrike Rauh)

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