La Dante di Arpino e la 48° edizione de Il Gonfalone

Pezzi d'Italia

Date evento

17 Agosto 2018 - 19 Agosto 2018

Comitato

Arpino (Italia)

Indirizzo

Via Vittoria Colonna, 21D, 03033 Arpino FR, Italia

La Dante di Arpino e la 48° edizione de Il Gonfalone
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Il Comitato di Arpino (Fr) della Società Dante Alighieri sostiene e promuove la 48° edizione de Il Gonfalone di Arpino.

Saranno 12 le giornate dedicate all’ edizione 2018 de Il Gonfalone, il palio storico della Città di Cicerone, un programma che come tradizione si apre con la benedizione del drappo il 22 Luglio e si conclude con l’assegnazione il 19 Agosto 2018.

La manifestazione rappresenta uno straordinario invito a scoprire i Tesori d’Arte e l’ enogastronomia della Ciociaria.

Quartieri e Contrade dentro e fuori le mura della Città faranno degustare ai turisti ed agli amanti del cibo piatti tipici ciociari, preparati secondo le antiche ricette tradizionali dalle “massaie” che “prestano”, orgogliosamente, la loro preziosa arte.

Dal 28 Luglio inizieranno, infatti, i 7 appuntamenti gastronomici con le feste di contrada e quartieri, un omaggio ai piatti della tradizione ed alla cucina tipica della Ciociaria nell’ anno che il Ministero dei beni culturali ha voluto dedicare al “Cibo Italiano” .

Quest’anno il Palio della Città di Cicerone è stato presentato in anteprima al “Salone delle vacanze di Bruxelles” e alla BIT di Milano in collaborazione con ENIT, Agenzia del Turismo della Regione Lazio, Comunità Montana Valle del Liri e inserita tra le eccellenze.

Le 6 gare, poi, si svolgono in due giorni, il sabato e domenica successivi al ferragosto, aprendosi con una sfilata storica in cui tutti i partecipanti, uomini e donne con i loro piccoli, indossano i costumi caratteristici della Terra Ciociara e particolarmente costumi d’epoca e monili che fanno da coreografia al tema scelto di anno in anno per richiamare e ricalcare le antiche tradizioni storico-artistico-culturali, come per esempio l’Arte della lana – risalente ai periodi d’oro della produzione laniera in Arpino e nella Valle del Liri

Per la conquista del Drappo ogni contradaiolo dà il suo apporto, la sua foga, il suo contributo, la sua partecipazione fattiva perché “la parte vinca” sulle altre, come affermò Giosue Carducci.

Le   Corse della Cannata, degli Asini, della Carriola, dei Sacchi, il Tiro alla fune e la “Staffetta ciociara“ ricordano le antiche tradizioni che non si vogliono perdere.

Sono giochi ma anche esigenze di un mondo non più attuale:

  • l’acqua che non era nelle case e che le brave massaie, le donne – già da piccoline – venivano abituate ad attingere alla fonte per portarla nelle proprie abitazioni con la cannata, recipiente caratteristico in terracotta; più in fretta si faceva e più acqua si aveva a disposizione.
  • Il tutto mentre l’uomo “ in groppa” al suo asino trasportava i figli o semplicemente se stesso per andare al lavoro o per trasportare quanto di più necessario ci fosse a che la propria abitazione non ne avesse a soffrire. Caricava il   ” basto” dell’asino e su di esso poneva tutto ,anche se stesso, essendo l’animale per lui l’unico mezzo di trasporto.
  • I bambini , nel frattempo, giocavano con le carriole dei padri e facevano a gara per”vedere” chi primo di loro arrivasse , avendo appesantito la stessa carriola, fatta di legno e con la ruota di ferro.
  • Oppure si divertivano sfidandosi a “campana” o nella corsa, chiuse le gambe in un sacco di iuta dei nonni.
  • Nei giorni di festa,poi, gli uomini si ponevano alla vista delle loro donne con balli, scherzi, lazzi e prove di forza come il tiro alla fune, divisi per gruppi.
  • E divisi per gruppi erano anche i loro figli che nel pomeriggio, dopo i compiti scolastici, si rincorrevano trafugando qualche oggetto da un quartiere ad un altro e nella sfida l’alleanza dei giovani “atleti” precorreva l’attuale staffettaGonfalone 2018Foto di Piergiorgio Marinello
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