La comunità nel Festival della mente.

di Daniela Di Iorio | Ficcanaso
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Ad aprire la 15esima edizione del Festival della mente, il 31 agosto a Sarzana, in Liguria, sarà la lezione dello storico e saggista Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio e Presidente della Società Dante Alighieri. Il titolo dell’intervento che terrà il Prof. Riccardi, “Comunità o eclissi del noi”, è in perfetta sintonia coi tempi storici che stiamo vivendo. “Pluralità e “condivisione” sembrano essere, infatti, le parole chiave di interpretazione del tema della comunità, al quale è dedicato il Festival di quest’anno. In proposito, abbiamo interrogato la direttrice del Festival della mente, Benedetta Marietti, riguardo alla scelta di dedicare questa edizione al tema della comunità.

Ogni anno scegliamo un tema che rifletta lo spirito dei tempi, che sia indicativo della società in cui viviamo, e cerchiamo sempre una parola che possa  essere declinata in modi diversi perché il nostro è un festival interdisciplinare. Sarà infatti trattata in ambiti diversi, dal punto di vista sociale, come nel caso di Andrea Riccardi, e dal punto di vista linguistico e culturale come nel caso di altri relatori italiani e stranieri presenti all’evento.

Il tema in sé l’ho scelto – informa la direttrice – dopo aver riletto il saggio di Zygmunt Bauman, che risale al 2001, dal titolo “Voglia di comunità”.

E’ stato impressionante rileggerlo adesso perché è profetico dei cambiamenti che abbiamo avuto in questi ultimi 20 anni. Agli inizi degli anni 2000 si è avviata questa voglia di comunità perché la globalizzazione ha ampliato i confini rendendo la società più liquida, e gli uomini si sono sentiti abbandonati a sé stessi: questo ha fatto sì che nascesse più voglia di comunità. Bauman scrive che mentre da una parte la comunità deve proteggere, dall’altra invece deve garantire la libertà. E’ questa la sfida, e cioè che si riesca a conservare la comunità mantenendo l’atteggiamento di apertura verso la  diversità, la tolleranza, in altre parole: la libertà. Sempre citando Bauman, se la comunità invece garantisse solo il bisogno di protezione si trasformerebbe in una comunità di ghetto.

Qui al Festival ciascuno parlerà della comunità, sulla base della propria competenza. Il Prof. Riccardi ne parlerà, infatti, dal punto di vista sociale,  parlerà del valore del Noi, in un mondo in cui l’io è diventato prioritario. La presentazione della lezione si trova all’interno del programma del Festival (scaricabile dal sito dedicato https://www.festivaldellamente.it/it/), ed è la seguente: “Comunità è una parola antica e nuovamente provocatoria e attuale. Nel tempo del virtuale, dell’io prima di tutto, della ≪morte del prossimo≫  – secondo la felice definizione di Luigi Zoja – si sono indebolite le reti di prossimità sociali, politiche e religiose. Il tessuto della società, ai nostri giorni, sembra subire gli effetti di quel≪crollo del noi≫ che rende tutti più soli e costituisce addirittura un rischio per la sopravvivenza dei più deboli, come il caso del pericoloso isolamento degli anziani nelle grandi città. Comunità è una risposta concreta alla origine di reti e di solidarietà? E’ ricordo nostalgico del passato o visione del futuro? Cosa significa oggi comunità, quando le popolazioni si spostano e nascono inedite convivenze tra persone di storia, etnia, religione diversa?”. 

Dal punto di vista linguistico, il tema verrà trattato, tra gli altri, anche da Maryam Madjidi, una scrittrice iraniana che vive a Parigi e che interverrà sulla comunità come appartenenza linguistica; poi saranno presenti Giuseppe Antonelli e Francesca Biasetton che si interrogheranno sulla lingua come bene comune, con un intervento dal titolo “L’italiano a mano a mano” per sottolineare che nell’era digitale si sta perdendo l’individualità della grafia. In proposito la domanda è:“Riusciamo ancora a lasciare un’impronta”?; avremo anche la comunità ebraica e quella musulmana. Ma ci sarà anche un giornalista francese esperto di geopolitica, Bernard Guetta, che farà un intervento contrario al concetto di “comunità” e favorevole al termine “cittadini”, per definirci tutti.  Il titolo sarà infatti “L’uso pericoloso della parola comunità”. Insomma, ci saranno una pluralità di voci che tratteranno il tema. Noi saremo solo degli spettatori che ne usciranno con una conoscenza più vasta e più consapevole del tempo che stiamo vivendo”.

Tra gli ospiti presenti, alcuni nomi spiccano per la notorietà come il caso della ex-conduttrice storica di Rai3 Serena Dandini e la scrittrice sarda Michela Murgia, che interverranno insieme con la relazione dal nome “La comunità delle valorose”, dedicato a quelle donne pioniere, dimenticate dalla storia ufficiale.

Saranno più di 60 gli ospiti presenti nei tre giorni nei quali avrà corso l’evento, dal 31 agosto al 2 settembre, ed oltre a filosofi, fisici, scrittori, storici, giornalisti ed esperti in materia di globalizzazione, parteciperanno anche architetti, registi e artisti di ogni genere. Tra questi la cantautrice e scrittrice palermitana Olivia Sellerio, le cui canzoni sono presenti nella serie televisiva “Il commissario Montalbano”, le stesse che verranno cantate proprio nella serata di apertura del Festival; vi saranno anche brani letti dal Trio Malinconico unplegged che fonde musica jazz e letteratura, con lo scrittore Diego De Silva e i due musicisti, il sassofonista Stefano Giuliano e il contrabbassista Aldo Vigorito. Tra lezioni, incontri-spettacolo e laboratori, questi saranno in tutto 39, rivolti agli adulti. Dal 40esimo in poi saranno invece rivolti ai bambini e ragazzi di età compresa tra i 4 e i 15 anni di età. Le lezioni in programma per i giovani sono dedicate al mondo della fisica, con l’incontro-spettacolo “Scienza Rap” introdotti dalla fisica Annalisa Bugini e la filosofa Teresa Porcella; all’amicizia attraverso il laboratorio dal titolo “Amici stretti”; alla natura col laboratorio dal nome “L’albero”; al mondo dei giochi creati dagli stessi bambini con un altro laboratorio; all’arte e alla musica con altri ancora.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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