Una questione di virgole pensate bene

di Valeria Noli | Libri
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Le virgole sono punti luce che “illuminano il discorso”, mentre il punto e virgola è il vigile urbano che regola il traffico all’interno del testo. Piovono lettere, si formano parole. Non è un romanzo distopico ambientato nella futuribile città di Ortografia, ma il nuovo libro di Leonardo Giovanni Luccone: Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto (Laterza).

Un manuale o un racconto? Questione di virgole

Secondo il poeta Léon-Paul Fargue, anche l’arte è una questione di virgole. Il libro di Luccone spiega l’uso della punteggiatura con una forma artistica, non quella di un manuale o di una grammatica; si presenta come un racconto, inframmezzato da citazioni, esempi ed esercizi per imparare a scrivere bene.

Scrivere bene non è un esercizio meccanico e la punteggiatura non è un insieme di graziosi segnetti da gettare a manciate tra le lettere. Ha la funzione precisa di accompagnare e agevolare la lettura.

All’inizio del libro troviamo subito un esempio su cui riflettere: è l’iscrizione alla base della colonna Traiana. Come tutte le epigrafi latine, contiene abbreviazioni e le parole si susseguono senza soluzione di continuità. Come riuscivano i lettori a interpretarle correttamente? “Con la testa accesa, la mente connessa: con la logica, e grazie al naturale appoggiare delle parole”, risponde l’autore.

Bisogna tenere la mente connessa anche per scegliere come usare la virgola. Spostarla di qua o di là può infatti cambiare tutto: il senso, il suono, l’impatto visivo di una frase, un libro, una storia.

Ce ne accorgiamo confrontando le diverse versioni di opere scritte prima dell’invenzione della stampa. Di molte non conosciamo l’originale e scegliere tra le variazioni può essere un’operazione non semplice.

Ecco un esempio, dalla Divina Commedia: «Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia» o «Stavvi Minòs, orribilmente, e ringhia». L’effetto drammatico è diverso. Nel primo caso Minosse è orribile in sé, non è una posa: lui è proprio fatto così. Per conseguenza quasi secondaria, Minosse ringhia. Come dire che “Minosse si erge, là, nella sua orribile magnificenza. PS: ringhia.” Nel secondo caso, l’essenza e il rumoreggiare del mostro convivono sullo stesso piano. “Minosse se ne sta là, al posto suo; tra l’altro è orribile ed emette brutti versi.”

Tempo al tempo

Vi viene in mente qualcosa che sia orribile quanto Minosse? Sì, la fretta. Leggiamo e scriviamo molto, ma lo facciamo in modo orribilmente frettoloso. Siamo disattenti anche perché la tecnologia ci permette di correggere quasi tutto e quasi sempre.

Chi ha una certa età ricorderà di quando a scuola si scrivevano i temi prima in brutta copia, poi in bella; c’era sempre un piccolo progetto di comunicazione, alla base di un testo scritto. E mentre lo scrivevi poteva tornare utile immaginarsi nell’agone della retorica, per declamarlo a voce alta davanti a un pubblico. Leggere a voce alta quello che si è scritto aiuta a verificare se “suona bene”; permette di coglierne la consistenza armonica prima di mandarlo a spasso per il mondo.

Punti, e virgole; punto.

Nel libro si parla delle vicende complementari della virgola e del punto e virgola. La prima tende a cannibalizzare il secondo, che sostituisce in molte occasioni; altre volte è il punto fermo a prendersi la scena.

Alla fine molti non sanno proprio dove metterlo, questo benedetto punto e virgola; anche tra i grandi autori non tutti concordano sulla sua utilità. Luccone illustra anche, con esempi, le fazioni dei favorevoli e dei contrari facendole rappresentare da Abramo Lincoln e Kurt Vonnegut. Non è tra i favorevoli Gérard Genette: «punto e virgola: colmo della villania; opporsi sempre». Difensore strenuo, invece, Pietro Citati: «Nessuno [tra i segni espressivi] è inutile, perché essi segnano pause più o meno profonde, e danno ritmi diversi alla prosa. Se perdiamo la ricchezza della lingua, diventiamo incapaci di pensare, o di elaborare i nostri pensieri.»

A lezione di punto e virgola

Non si studia quasi più, l’uso della punteggiatura, a scuola. Questa vistosa mancanza non genera stupore. Chiunque troverebbe semplicemente folle l’idea di insegnare la musica ignorando il valore delle pause o lasciando liberi gli esecutori di collocarle a casaccio. Eppure si tratta sempre di armonia e musicalità, struttura e senso.

Questione di virgole può essere anche un’ottima lettura vacanziera, per il linguaggio scorrevole con cui affronta temi sostanziali, tra cui molti esempi di uso errato nei giornali, nei libri, nei messaggi istantanei. Errori che si possono evitare, quando è solo una questione di virgole. Pensateci bene.

questionedivirgole

Leonardo G. Luccone
Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto
Laterza, 2018
ISBN: 9788858133422

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