Lorenzo Baglioni: non solo congiuntivo

di Valeria Noli | Chiose, Lingua
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Lorenzo Baglioni, fiorentino, spopola su YouTube con le sue canzoni “didattiche”, che vanno dalla scienza alla grammatica. Al modo verbale del congiuntivo ha dedicato un brano, con il quale ha partecipato al festival di Sanremo 2018, accompagnato dagli “Studenti per caso”.

Con lo stesso titolo del suo ultimo album, “Bella, Prof!” (vedi anche Allmusic ItaliaBaglioni ha realizzato un programma per SKY Uno. Conosciamolo meglio con una breve intervista:

Il congiuntivo è il modo dell’auspicio, dell’ipotesi, dell’incertezza. La sua scomparsa potrebbe dipendere da un atteggiamento esistenziale dell’uomo contemporaneo, in cerca di certezze nel presente?

Sicuramente sì, può essere una lettura molto interessante. A livello inconscio, è possibile che oggi si tenda a fare a meno del congiuntivo, in favore di un più concreto e tangibile indicativo. Diverso è il caso della confusione fra congiuntivo e condizionale (il celeberrimo “se io avrei”); in quel caso direi che non c’è esistenzialismo che tenga..!

Divulgare è un metodo e le canzoni di “Bella, Prof!” hanno temi diversi; a quali esperti si è riferito?

In Italia abbiamo avuto e abbiamo tuttora dei personaggi che sono delle vere e proprie leggende nel campo della divulgazione, su tutti Piero e Alberto Angela, ma anche l’astrofisica Margherita Hack, il geologo Mario Tozzi, il chimico Dario Bressanini e tanti altri. Sicuramente tutti loro mi hanno ispirato, assieme ad alcuni dei professori che ho avuto al liceo e all’università e che, in qualche modo, sono riuscito anche a coinvolgere all’interno del progetto (cosa di cui sono estremamente felice!).

Come si trovano le leggi di Keplero e il Teorema di Ruffini in compagnia del congiuntivo o della fisiologia del muscolo cardiaco?

La scelta degli argomenti non è stata banale; con mio fratello Michele, coautore dei brani, volevamo trattare argomenti che fossero interessanti, non troppo complessi e che toccassero tematiche trattate a scuola praticamente da tutti. Insomma, una canzone sull’algebra booleana, magari, avrebbe fatto la gioia dei laureati e laureandi in matematica, ma avrebbe interessato pochissimo tutti gli altri. E poi ci piaceva l’idea di spaziare, saltando da un argomento all’altro senza un filo conduttore. Proprio come a scuola, dove alla prima ora potevi leggere le poesie di Catullo e all’ora successiva studiare la fotosintesi clorofilliana!

Quali sono le differenze tra l’errore matematico e quello grammaticale? 

Se l’errore matematico non è una semplice distrazione (il classico “mi sono dimenticato un più” di quando si risolvevano le equazioni a scuola), in un certo senso è analogo all’errore grammaticale; si tratta sempre di errori di linguaggio: in un caso del linguaggio matematico, nell’altro del linguaggio scritto con cui comunichiamo abitualmente. A differenza dell’errore grammaticale, che può anche diventare una nuova regola, visto che la lingua (che sia scritta o parlata) è sempre in evoluzione, affinché l’errore matematico possa essere accettato bisognerebbe riscrivere le regole di base della matematica. Quindi non vi consiglio di tentare questa tattica per giustificare un brutto voto al compito sugli integrali!

Quali sono il progetto e il metodo divulgativo del programma per SKY?

Per il programma “Bella, Prof!” andato in onda su SKY Uno abbiamo scelto un format di brevi “pillole” di “edutainment”, per usare il termine inglese con cui si indica l’intrattenimento didattico. In 5-6 minuti l’argomento del giorno veniva introdotto in studio, spiegato in 20 secondi da un “esperto” appositamente invitato a dare il suo contributo, per poi passare al videoclip della canzone estratta dall’album “Bella, Prof!” dedicata a quell’argomento. Finito!

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