I libri della settimana: Marazzini, Milana, Favaro

di Valerio De Luca | Libri
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Anche questa settimana consigliamo una nostra selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani.

L’italiano è meraviglioso. Come e perché dobbiamo salvare la nostra linguamarazzini

di Claudio Marazzini
Rizzoli
17 euro, 252 pagine

Perché oggi è molto più facile sentirsi offrire dello street food anziché del “cibo di strada”? Come mai i politici dichiarano di voler refreshare il Paese se intendono semplicemente “rivoltarlo come un calzino”? Chi teme un competitor e cerca un endorsement non potrebbe aver paura di un “concorrente” o di un “avversario” e aspirare a un “sostegno” o a un “appoggio”? Questi esempi ci segnalano un’evoluzione preoccupante dell’italiano che negli ultimi anni si sta logorando non solo per il proliferare degli anglismi ma anche per un grave peggioramento delle nostre cognizioni linguistiche. Siamo ormai un Paese dove i fiumi non straripano (una parola perduta!) più, semmai esondano, e i tribunali emettono “ordinazioni” (sacerdotali?) invece che “ordinanze”.

Come presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini combatte ogni giorno per difendere la nostra meravigliosa lingua e attrezzarla per le sfide del futuro. L’italiano, ci ricorda Marazzini, ha una storia diversa da quella dell’inglese o del francese – nati con gli Stati nazionali – perché è fiorito ben prima che ci fosse l’Italia: dopo essersi sviluppato nel Medioevo come idioma popolare figlio del latino, si è arricchito splendidamente con la nostra grande letteratura diventando così, fra tutte le lingue, la più colta, raffinata e amata all’estero.

Nuove immaginimilana

di Iacopo Milana
Albatros
9,90 euro, 96 pagine

All’interno delle poesie di Milana si sente urgente e quasi prepotente la necessità di un luogo altro, di un Altrove, che non è spazio definito, bensì uno spazio cosmico sospeso “tra cielo e terra” in cui tutto sia possibile o perlomeno sia possibile ottenere ciò che la Terra “non può dare”. È una ricerca vorace perché ciò che si deve colmare è profondissimo, è un “vuoto” che essendo dentro travalica i confini dell’umano per diffondersi e trasfondersi nello spazio esteriore fatto solo di “apparenze che non appartengono”.

Iacopo Milana è docente di Lingua e Letteratura Italiana. La sua prima pubblicazione è una raccolta di poesie dal titolo Immagini: Trenta Poesie. È autore del saggio D’Annunzio e le Donne della Rosa. Già precedentemente, alcune sue poesie sono state inserite nell’Enciclopedia di Poesia Contemporanea della Fondazione Mario Luzi e in altre varie pubblicazioni enciclopediche ed antologiche, tra cui quella dedicata ai Poeti Federiciani e nell’Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei. Ha partecipato a vari ed importanti concorsi letterari, tra cui il Concorso “Cet Autori di Mogol”, il Concorso Letterario “Jacques Prevért” e il Concorso Letterario Internazionale “Salvatore Quasimodo”.

 

Sui sentieri di Foscolo e Petrarcafavaro

di Francesca Favaro
«L’ERMA» di BRETSCHNEIDER, editore

Le Veglie Tauriliane dell’abate Giuseppe Barbieri (1774-1852), edite per la prima volta nel 1821 e qui proposte in edizione moderna e commentata, non solo fanno accedere alla dimensione di vita e di cultura dell’autore – allievo prediletto di Melchiorre Cesarotti, religioso e studioso dei classici, oratore sacro e poeta – ma anche tratteggiano un vivace affresco della società e socialità coeve. Le dodici epistole in prosa che costituiscono la raccolta (idealmente oraziane, nell’ispirazione) s’indirizzano infatti non esclusivamente ai destinatari cui sono intitolate, ma a un pubblico ben più vasto che Barbieri, mentre descrive i paesaggi che lo circondano e gli usi della zona di Torreglia (Padova), inoltra gradualmente nella rete delle sue conoscenze, nel dialogo ininterrotto con gli amici viventi e con i maestri amati, più o meno antichi, la cui voce è impressa forte e nitida sulle pagine dei libri, nonché con il proprio spirito, riflesso nello specchio della natura. Non semplice cornice, ma essenza di questa prosa dottamente limpida, erudita ma altresì affettuosa e ‘calda’, è la regione euganea: madre adottiva di Barbieri (nativo di Bassano) essa lo accolse e protesse, ricevendo in cambio l’omaggio di una gratitudine che le Veglie Tauriliane testimoniano e affinano grazie al pregio della mente, del sentimento, dello stile.

Per saperne di più sul Parco letterario dedicato a Francesco Petrarca e agli scrittori dei Colli Euganei CLICCA QUI

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